Archivio per giugno, 2009

Durante un fresco breve soggiorno a Tires (BZ) – ritemprante boccata d’aria ai piedi del Catinaccio e del Latemar, con gli occhi specchiati nella distesa verde smeraldo del Lago di Carezza – sono stato casualmente spettatore di una scena che mi ha colpito in senso positivo.

Lungo la ex S.S. 241, fra Nova Levante e, giustappunto, il Lago di Carezza, un automezzo cassonato, avvalendosi di apposite spazzole rotanti fissate verso il basso agli spigoli anteriori, trovavasi intento a rimuovere e ad aspirare, dai bordi della sede viaria, mucchietti di foglie e di terriccio ivi accumulatisi: un’operazione di fino, assai simile, per risultati ed effetti, agli interventi di pulizia delle basi e degli angoli delle pareti domestiche.

Non c’è che dire, anche servizi semplici e marginali come questi costituiscono, alla fine, segnali di civiltà e di rispetto del patrimonio pubblico e dell’ambiente.

Magari, fosse dato di vederli porre in atto sistematicamente e ovunque e non dover più assistere a diffusi sottoboschi di erbacce e sterpaglie che arrivano a pencolare invasivamente sulle corsie d’asfalto!

 

11 giugno 2009

 

Rocco Boccadamo

Lecce

e.mail: rocco_b@alice.it

Comments 1 Commento »

Ogni tanto, per il disbrigo di atti e adempimenti di vario genere demandati a tale ufficio, mi capita di avere a che fare con l’Agenzia delle Entrate Lecce 1. In questi giorni, ho addirittura avuto bisogno di accedervi ben tre volte.

Qualche notazione – giudizio circa la qualità del servizio e il funzionamento d’insieme dell’importante e delicata struttura:

-         gli addetti all’accoglienza dell’utenza, almeno in base alla mia esperienza, si presentano in genere cortesi, preparati, insomma all’altezza della situazione;

-         invece, sempre secondo la mia esperienza, a prescindere dal display elettronico di smistamento del pubblico dotato di chiamata sonora e forse anche stereofonica, non sembra adeguatamente organizzata e soddisfacente la “tempistica” delle attese. Cito un caso, costituente, forse, l’eccezione estrema, ma perfettamente vero e reale: giovedì 28 maggio, in un dato momento, intorno alle ore 16,30, quindi nel pieno dell’orario di lavoro pomeridiano 15-17, delle dieci o undici postazioni per il ricevimento dei clienti , neppure una  risultava presidiata, mentre nove persone si trovavano a stazionare aspettando il loro turno, con in mano i talloncini dell’assegnazione sportello ritirati dall’apposita macchinetta. Commento – giustificazione dell’operatore seduto all’ingresso del salone: ”Cosa possiamo fare se molti degli addetti non si sono presentati?”. L’impiegato accompagnava  tali parole con l’invito a chiedere spiegazioni, mediante il telefono interno, al Direttore.

E’ vero, non si possono tollerare a cuor leggero eccedenze di personale, ma, credo, neppure deficienze e trascuratezze senza limiti a discapito dei cittadini.

Con spirito costruttivo, domando se qualcuno può dare un’occhiata alla situazione fotografata. Grazie dell’attenzione.

 

28 maggio 2009

 

Rocco Boccadamo

Lecce

 

 

 

Comments 1 Commento »

La crisi? Tralasciando per un attimo le alate e spesso contrapposte discettazioni sull’argomento (sì, no, poca, molta, superata, persistente), è dato tranquillamente di affermare che, perlomeno nell’ambito della campagna elettorale agli sgoccioli, non se n’è avvertita manco l’ombra, vivaddio!

Difatti, in giro, nel nostro Salento, abbiamo assistito al consueto spettacolo dello spendi e spandi a iosa, chiaramente organizzato di buon grado, dagli addetti ai lavori, nel miraggio della potenziale conquista di sontuose e ricche greppie.

Non solo le montagne, o  migliaia di leghe, di manifestoni formato tre metri  per sei, che già costano fior d’euro, con i volti in cinemascope dei candidati e le gigantografie dei loghi partitici.

Non solo i tantissimi spaziosi ambienti e saloni, in taluni casi addirittura da reggia, presi in locazione dagli aspiranti Eurodeputati, Presidenti, Sindaci e Consiglieri – sicuramente contro pagamento di consistenti canoni – per allocarvi i rispettivi comitati elettorali (chissà, poi, a che cosa servono, concretamente, questi ultimi organismi, nell’anno del Signore 2009).

Non solo i rituali buffet e le appetitose agape fraterne con tesserati e/o datori di voto, iscritti e corteggiati.

Non solo i caratteristici camioncini, con cassoni allestiti a guisa di espositori bifronte, che  portano in processione per città e paesi i già ricordati faccioni dei gareggianti.

Durante l’ultima kermesse elettorale, si sono scorte finanche eleganti autovetture, diciamo così, di cortesia personalizzata, con simbolo e  stemma di questo o quello schieramento e l’immancabile volto, oltremodo rassicurante grazie alle mirabilie di Adobe Photoshop, del personaggio in lizza. Per la verità, tali veicoli ci mancavano, ne avvertivamo proprio il bisogno, quasi che, qui, il traffico fosse del tutto inesistente.

Dunque, svariati e singolarmente costosi addendi di spesa, per una somma complessiva di costo sicuramente ingente, che, forse, sarebbe però da definire completamente inutile.

Ma, davvero, dobbiamo ancora credere che i cittadini si orientino, o modifichino il sentiero di scelta che hanno ben fisso in testa, alla luce dei messaggi, delle promesse, degli impegni, dei balletti di accuse, critiche e distinguo incrociati, che caratterizzano e infoltiscono i venti/trenta giorni precedenti all’apertura dei seggi?

Abbiamo appreso, una volta tanto con piacere e soddisfazione, della scelta, adottata dalle competenti autorità, di contenere gli esborsi per la tradizionale parata celebrativa del 2 giugno, con contestuale decisione di destinare il risparmio alla ricostruzione post terremoto in Abruzzo.

La domanda può sembrare esagerata, ma, con i chiari di luna che attraversiamo, non sarebbe stato il caso di rinunciare del tutto a questa dispendiosa campagna elettorale?

Perché la saggezza, il buon senso, l’equilibrio da buon padre di famiglia, che una volta prevalevano, non devono essere collocati al primo posto anche oggi giorno?

In confronto agli attuali comportamenti e scenografie, nella mia mente vengono a riaffacciarsi le piccole scritte in vernice, naturale e indelebile, color amaranto violaceo, che ancora figurano su qualche muro riparato e rimasto integro del paesello natio, scritte recitanti “Viva Agostino Nuzzo”, attivo, generoso e indimenticabile Sindaco negli anni intorno al 1950, quasi mezzo secolo fa.

E salendo a cariche pubbliche più alte, rimangono vivi i riferimenti a due – tre parlamentari della zona, uomini illuminati, al punto da trascurare se stessi e i loro interessi e da prodigarsi anima e corpo, prioritariamente, per migliorare le condizioni dei collegi d’appartenenza, in primis degli abitanti.

Per concludere, restando con i piedi piantati per terra nell’attuale realtà e  facendo riferimento all’elezione del nuovo Presidente della provincia di Lecce, vorrei permettermi di suggerire, indistintamente a tutti i candidati alla carica, poche, semplici, precise e importanti priorità:

-         rifare il fondo stradale, che fa pericolosamente pena specialmente all’interno dei centri urbani, nella gran parte della  rete viaria del Salento;

-         programmare e realizzare nel più breve tempo possibile, in raccordo con la Regione e le Autorità centrali,  un impianto di incenerimento o valorizzazione rifiuti, di capacità tale da fronteggiare il fabbisogno dell’intera Provincia, allontanando rischi e guai seri, già  latenti e per di più destinati ad accrescersi;

-         sistemare, tenere pulite e organizzare con adeguati servizi le nostre bellissime coste, i tesori artistici e storici, il territorio in genere. Non v’è dubbio, il turismo costituisce la strategia irrinunciabile e vincente per i decenni a venire.

 

Come fronteggiare il connesso fabbisogno finanziario? Ad integrazione dei massimali di spesa consentiti dall’ordinario bilancio dell’Ente, perché non si compie un’attenta, completa ricognizione e una disamina incontrovertibile, sulle decine, anzi centinaia, di beni immobili pubblici, sparsi, inutilizzati, in disuso, abbandonati, in qualche situazione addirittura in rovina, in ogni angolo del Tacco, il cui valore d’insieme recuperabile si potrebbe ragguagliare a qualche miliardo d’euro?

 

4 giugno 2009

 

Rocco Boccadamo

Lecce

e.mail:rocco_b@alice,.it

Comments Nessun Commento »

Scene dal vivo di un matrimonio appena celebratosi in una cittadina pugliese, ovviamente innominabile. Per ambientazione, un’aggraziata piazzetta del centro storico (isola pedonale), resa ancora più suggestiva dal  fondale buio tenue delle prime ore della sera, ed una prospiciente, ed altrettanto graziosa, piccola chiesa del diciottesimo secolo.

 

Nubendi, due giovani professionisti appartenenti a buone famiglie e con a fianco redditizie attività commerciali; insomma, tutte le premesse per una cerimonia distinta, se non proprio d’elite.

 

Sennonché, ancora una volta, si ha  la dimostrazione che la ricchezza, la bellezza ed il successo non necessariamente vanno a braccetto con la classe pura, quel volare alto che, prima di tutto, prende l’abbrivio dalla semplicità, dalla naturalezza, dal riserbo e dalla modestia.

 

Veniamo alle sequenze che, secondo il parere e la sensibilità di chi scrive, si caratterizzano per i toni sfasati e fuori luogo.

 

Mancano pochi minuti all’orario fissato, e però lo sposo non appare  presente all’ingresso della chiesa ad attendere la dolce metà. Nessun problema, comunque, il suo arrivo è annunciato, di lì a breve, dal rombo di un’autovettura, da lui stesso guidata, rombo speciale e inconfondibile giacché trattasi non di un comune veicolo di media o grossa cilindrata, ma, sentite bene, niente poco di meno che di una “Ferrari” color argento metallizzato. Non c’è che dire, un’apparizione veramente “sobria”, quasi che avvenga a bordo di una cinquecento o di un calesse.

 

Il secondo fotogramma sfocato, diciamo così, si materializza all’interno del luogo sacro, in pieno rito nuziale. Ciascuno di noi ritiene che il culmine del sacramento coincida con lo scambio delle cosiddette “fedi”, ma in realtà, almeno nella circostanza, tale opinione ha un grosso limite, è parziale: difatti, dopo che le comuni fascette d’oro trovansi a cingere gli anulari della coppia, lo sposo trae dalla tasca un involucro e presenta alla ormai moglie un vistoso, preziosissimo anello con brillantone, roba, a occhio e croce, da decine di migliaia di euro.

 

Beninteso, fra gli oh! di meraviglia della generalità degli astanti, integrati da sommessi risolini e sospiri d’innocente invidia da parte delle invitate giovanissime. Neppure in questo atto, v’è alcuna ombra di ostentazione!

 

Si osserva, con indulgenza, che certe pacchianerie resistono tuttora, specialmente nei centri medio piccoli; di fronte a siffatta considerazione, sembra tuttavia bene ed utile replicare che è giunto il momento di estirpare completamente le radici di atteggiamenti e comportamenti del genere, in qualunque latitudine ed ambiente ci si trovi.

 

E io che ho criticato l’usanza, da poco introdotta, dei fuochi d’artificio in seno ai matrimoni!

 

3 giugno 2009

 

Rocco Boccadamo

Lecce

 

e.mail: rocco:b@alice.it  

Comments 1 Commento »

Soffermandomi sulla pagina “Cinema – Guida ai film” di un quotidiano, ho appurato che, nelle sale cinematografiche di prima visione della città dove vivo, il prezzo del biglietto è pari a 7 euro, mentre, in una Multisala della vicina località di Surbo, ammonta, addirittura, a € 7,50.

Si tratta di listini nettamente più alti rispetto a quelli in vigore in analoghi locali – con analoghe pellicole in programmazione (in questi giorni, ad esempio, Angeli e Demoni, Uomini che odiano le donne) – dei capoluoghi di Bari, Brindisi e Taranto, nonché di altri 45 centri della Regione, riportati dal quotidiano in parola: il picco massimo arriva a € 6,50.

Lo confesso, non ho dimestichezza con lo specifico settore, sicché gradirei ricevere cortesi lumi, o dal giornale, o da qualche esperto che avrà modo di leggere queste righe, o dagli stessi esercenti interessati.

Forse a Lecce e Surbo, in aggiunta alla visione del film, viene offerto agli spettatori uno spuntino? O sarà che, sulle relative sale, grava una tassa particolare?

Se la risposta a questi interrogativi è, come credo, negativa, vuol dire semplicemente che i locali indicati penalizzano, iniquamente, l’utenza. Si potrà, da ultimo, osservare che v’è liberta nella formulazione dei listini, e però resterà sempre una “libera” penalizzazione del pubblico.

 

2 giugno 2009

 

Rocco Boccadamo

Lecce

Comments 1 Commento »





Iscriviti al tBlog e crea un tuo profilo!

Switch to our mobile site