Scritto da rocco in Senza categoria

 

 

A iosa

ne ho rimirato

di incipienti primavere;

e però, mai debutto

della stagione bella

avvertii speciale

come questo.

Di scena, i colli sonnacchiosi

cingenti il bianco borgo;

un piccolo tratturo

schermato da modeste chiome

fronzute ed arruffate,

già sito di sommari

e disordinati spuntini;

qualche passerotto

timido spettatore

che cinguetta

festosamente incerto.

Cuori che

battono all’unisono,

palpiti che

si aggrovigliano

fra emozioni intense,

labbra che

si suggellano

d’impeto progressivo,

con forza e a lungo,

braccia che

cingono

spalle morbide e cedenti,

carezze che

sapientemente

sfiorano guance purpuree,

ancora mani orientate

a saggiare e scoprire

velleità serbate e

insieme scoppiettanti,

e così

fin verso il setoso

e anelato grembo

che, per la tarantola,

è in più magione.

Ecco, è quasi

la soglia del paradiso.

 

 

Rocco Boccadamo

 

Dal volume “Il geco e la coccinella”, dato alle stampe nel dicembre 2005

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