Archivio per settembre, 2009

Nella risposta di Sergio Romano ad un lettore, titolata “Le carceri sovraffollate e le pene alternative” e apparsa sul “Corriere della Sera” di venerdì 25 settembre 2009, si legge che negli Usa vi sono 2.000.000 di detenuti su 300 milioni di abitanti, mentre la realtà carceraria italiana è di 64.000 presenze (purtroppo, contro solo 40.000 posti regolamentari).

A parte la triste, delicata e pericolosa realtà del cosiddetto sovraffollamento, mi è venuto spontaneo di soffermarmi sul rapporto detenuti/abitanti, che, nella grande nazione americana, è pari al 6,66 per mille, rispetto all’1,07 per mille con riferimento al nostro Paese, che, come è noto, ha una popolazione di circa 60 milioni. .

La differenza fra le due correlazioni sembra abnorme e, forse, varrebbe la pena di aggiungere qualche commento e/o approfondimento in merito.

Tenendo presente l’incidenza degli stranieri detenuti (da noi, ammontano a più di 20.000 su 64.000), quali possono essere le più indicative implicazioni – di ordine sociale, giuridico, politico -che danno luogo, relativamente agli Usa e all’Italia, ai rispettivi 6,66 e 1,07 per mille?

Grazie dell’attenzione.

 

25 settembre 2009

 

Rocco Boccadamo

Lecce

e.mail: rocco_b@alice.it

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Lunedì 21 settembre, giornata di lutto nazionale, in concomitanza con la celebrazione dei funerali di Stato in memoria dei sei soldati italiani caduti in Afghanistan, sugli schermi TV si sono notati piccoli ma significativi e speciali segni esteriori, a cominciare dalla sobrietà dell’abbigliamento di conduttori, presentatori e inviati.

Condivido appieno, e però, nello stesso tempo, vorrei sommessamente chiedere se, in aggiunta, per onorare i nostri eroi, non sarebbe stato doveroso, o quanto meno opportuno, astenersi per 24 ore dal diffondere spot, promo e annunci pubblicitari di qualsivoglia genere e contenuto.

Personalmente, avrei apprezzato molto, accanto al rituale silenzio dei trombettieri con stellette, il silenzio delle assordanti sirene della reclame.

 

21 settembre 2009

 

Rocco Boccadamo

Lecce

e.mail: rocco_b@alice.it

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Martedì 1° settembre, piccole spigolature di un osservatore di strada, in trasferta in un’elegante e ricca città tedesca, in concomitanza di un lieto ed attesissimo evento familiare.

A metà mattinata, le vetrine di un bar e l’annessa inconfondibile insegna di una nota marca di caffè italiano esercitano un richiamo irresistibile per l’ordinazione di un “espresso”.

A sorpresa, nel locale, la musichetta in sottofondo consiste in canzoni in siciliano, in un certo senso da cantastorie.

La naturale curiosità del “turista” lo spinge a chiedere al banconista se è un compaesano; la risposta è no, perciò maggiore è l’apprezzamento di fronte alla circostanza che l’uomo parli la lingua italiana e, in aggiunta, capisca addirittura il dialetto dell’isola.

Sono le tredici e in un bar su Rothmund Strasse sostano ai tavolini numerosi avventori, intenti a consumare la loro colazione o uno spuntino.

Nello stesso momento, sull’adiacente Mai Strasse, al terzo piano di un caseggiato con affacci esterni costituiti unicamente da finestre, una giovane bionda se ne sta tranquillamente seduta di traverso su un davanzale, spalle appoggiate allo stipite dell’infisso e posizione del busto leggermente sbilanciata verso l’abitacolo per ovvi motivi di prudenza.

La ragazza, in quella insolita ma in un certo senso ammirevole ed interessante postura, si gode la vista sul traffico lungo la strada e, nel frattempo, pranza, con tanto di piatto, forchetta e pezzi di pane che intinge nella minestra: un atto lento, di vero gusto, intenso, pari esattamente a quello che si compie a ridosso e sulla sedia di una tavola apparecchiata.

Tre quadretti, tre sfaccettature, tre notazioni di ordinaria quotidianità, senza la minima differenza, in fondo, che abbiano per scenario una città del centro Europa, anziché, ad esempio, una località delle nostre parti.

Come dire, l’importante è osservare.

 

4 settembre 2009

 

Rocco Boccadamo

Lecce

e.mail: rocco_b@alice.it

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