L’AGGRESSORE DI COLLEGNO
Si affacciano ancora nitide nella loro crudezza le sequenze della telecamera, all’esterno di un chiosco gelateria di Collegno, relative al violento pestaggio scatenato da un diciannovenne addosso ad un coetaneo, per vendicare l’onta di alcune telefonate che quest’ultimo avrebbe indirizzato alla sua ragazza.
Nella circostanza, senza necessità di ricerche e indagini, tanto di prova provata e, addirittura, piena ammissione da parte dello stesso aggressore.
Al che, ora, sgorga spontanea la domanda di un rapido processo – davvero per direttissima – a carico del colpevole e dell’emissione di una giusta condanna secondo il codice.
Inoltre, al fine di agevolare coi fatti e non solo a parole il ravvedimento del colpevole, sarà, a mio avviso, il caso che, per l’intera durata della pena, gli sia aggiuntivamente comminato l’obbligo di svolgere un lavoro socialmente utile, ad esempio sotto forma di assistenza quotidiana ad un giovane disabile. Per quanto ovvio, senza alcuna retribuzione, in modo che il notevole costo della restrizione in carcere non ricada, al solito, sulle spalle della collettività.
Mi auguro vivamente che, come registratosi nell’ambito di recenti sentenze, il giudice consideri una linea di condotta in tal senso.
1° febbraio 2010
Rocco Boccadamo
Lecce
e.mail: rocco_@alice.it

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