Parte con il piede giusto, la giunta di Nichi Vendola. Le sue scelte di indipendenza dalle pressioni dei partiti avranno naturalmente delle ricadute nello scacchiere degli equilibri all’interno del centro sinistra nazionale, dove Vendola si candida ad esserne il leader. Per la prima volta in Italia una Giunta rispetta la perfetta parità nella rappresentanza di genere. Per la politica, per la democrazia, è un momento storico. Perché una democrazia che non permette a tutti i soggetti la piena partecipazione alla vita pubblica, non è una vera democrazia. E finora in Italia la piena attuazione della nostra Carta costituzionale, non era mai avvenuta. Una Costituzione nata più matura dei suoi cittadini, che non sono riusciti a farla esprimere fino in fondo. All’interno della Costituzione infatti troviamo la dichiarazione della parità di genere e della necessità di abbattere tutte le barriere perché questa si realizzi. Ecco: Nichi Vendola ha fatto questo. Con un atto di volontà ha permesso finalmente alla nostra costituzione piena espressività. E’ nato il Governo delle donne e degli uomini. Ed è nato per la prima volta in Puglia. C’è da esserne fieri.

Una Risposta a “E’ nato il governo delle donne e degli uomini”
  1. Bartolo Anglani Bartolo Anglani scrive:

    Premetto che sono un sostenitore di Vendola (nel 2005 pubblicai sul “Corriere del Mezzogiorno” un articolo per dire che anche un uomo di sinistra moderata votata l’allora “comunista” Vendola nelle primarie) e che ho votato per Sinistra e Libertà. Dunque non posso essere accusato di antivendolismo aprioristico. Ma mi pare che questa faccenda della parità dei generi sia molto demagogica, fatta per propaganda e senza guardare molto alle competenze. E’ un passo falso, o meglio la segnalazione del limite che Vendola nell sua strategia politica non potrà mai superare. Davvero un esperto qualificato come Viesti meritava di essere sacrificato in nome della parità di genere? Sette esterni poi sono davvero troppi, purtroppo la destra su questo ha ragione: la nomina di un esterno dovrebbe essere motivata da ragioni di altissima competenza (come era Viesti e com’era anche Saponaro), dovrebbe rimanere un atto straordinario e non essere strumentalizzata a operazioni di cosiddetta parità. Se per qualche disfunzione della giunta precedente Vendola poteva invocare le intromissioni dei partiti (vedi Tedesco e Frisullo), pe questa non ha nessuna giustificazione, è tutta roba sua. Credo perciò che Nichi abbia utlilizzato male il grande potere ricevuto dal risultato elettorale: potendo dettare le sue condizioni poteva fare molto ma molto meglio. Ha volato basso invece. La nomina ad assessore di un magistrato la cui elezione a consigliere aveva già suscitato molte riserve, poi, è veramente di cattivo gusto. Non per questo passerò a destra, ci mancherebbe, però mi dispiace molto che Nichi abbia sciupato una buona occasione. Ha rivelato una ristrettezza di orizzonti che non può non ripercuotersi sulla sua strategia di conquista della leadership del centrosinistra: se una volta divenuto capo del governo scegliesse i ministri con la stessa logica con cui ha scelto gli assessori, povera Italia…
    Bartolo Anglani

  2.  
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