Raccolta rifiuti, pulizia e decoro urbano. La ditta incaricata per eseguire i lavori (la Cogei) per il comune di Ugento non avrebbe ottemperato a tutti gli obblighi contrattuali.
La denuncia arriva in Consiglio comunale. Ed è dettagliata alla virgola.
Luigi Corvaglia, consigliere comunale d’opposizione (Pd), ha illustrato punto per punto tutte le inadempienze della società.
Non solo: ha dato lettura anche della risposta che la Cogei ha inviato al Comune nel luglio 2009, in cui, per rispondere ad alcuni chiarimenti richiesti dall’assessore all’ambiente, spiega quanti e quali “extra” sia stata costretta a fare. Mansioni e servizi non previsti dal capitolato d’appalto. Una serie di surplus imposti da “presunti tecnici comunali” che davano indicazioni per la pulizia della pineta comunale e per la raccolta dei rifiuti derivanti dalla pulizia di alcuni stabilimenti balneari dati in concessione.
Accuse gravissime, non solo perché lasciano intendere una gestione della cosa pubblica per fini privati, ma perché fanno intravedere uno scenario in cui il posto di lavoro privato viene gestito dall’amministratore pubblico, che mantiene sul cittadino un potere derivante dal ricatto occupazionale. Quando non sia addirittura un potere che genera voto di scambio. La strada per la rinascita di questo sud è ancora al di là da venire.
Ecco l’intervento di Corvaglia nella seduta di Bilancio del Consiglio del 31 maggio 2010.
Mi concentrerò sul rapporto che ha il Comune di Ugento con la ditta che si occupa dello smaltimento, dello spazzamento, della pulizia, dell’igiene urbana, vale a dire il consorzio Cogei. Ora, io qua ho molte cose appuntate, ma per forza di cose devo abbreviare. E quindi, farò un elenco, purtroppo un po’ lunghetto, cercherò di condensarlo, su cosa doveva fare la Cogei e cosa non ha fatto. Ad esempio:
* aveva l’obbligo, tramite il responsabile dei servizi, di comunicare al Comune la relazione tecnica settimanale sull’organizzazione dei servizi giornalieri, modello GOS. Mi risulta, perché sono andato a vedere nelle carte, che non ci sia mai stato, non sia stato mai fornito. Fra le altre cose, questo è un motivo di risoluzione, uno fra i motivi di risoluzione del contratto. Il GOS è un modello che la ditta deve al Comune per l’organizzazione settimanale dei servizi. E lo presenta la settimana prima, alla fine, per la settimana dopo.
* C’era l’obbligo di provvedere e garantire un servizio di pronto intervento giornaliero, ossia garantendo la presenza di personale in grado di attivare questo servizio in via urgente per fronteggiare eventi eccezionali. Non è mai stata prevista la squadra di pronto intervento.
* Aveva l’obbligo di redigere, entro e non oltre 180 giorni dall’attivazione del servizio, la bozza della carta dei servizi. Mai distribuita.
* Aveva l’obbligo di trasmettere mensilmente all’ente appaltante, allegando la fattura dei corrispettivi, il report delle segnalazioni e delle richieste di intervento articolate per numero e tipo. Servizio mai fatto.
* Aveva l’obbligo, anche questo obbligo, per me il più importante, anche perché ha sottoscritto un contratto volontariamente, non l’hanno obbligata, di raggiungere gli obiettivi minimi di raccolta differenziata, previsti sia dal progetto – offerta, la tabella 4 del Pos, sia dalle vigenti disposizioni di Legge. Sono delle percentuali che non sono state mai aggiunte.
* Aveva l’obbligo di pagare i costi di smaltimento dei rifiuti residui delle operazioni di valorizzazione, della raccolta differenziata. Un servizio mai fatto. Ha pagato sempre il Comune.
* Aveva l’obbligo di effettuare la manutenzione sia ordinaria che straordinaria di tutti i cassonetti, mezzi, attrezzature e dei servizi in genere utilizzati per gli espletamenti previsti nel Pog- Siu, che sarebbe il progetto dei servizi, per tutto quello che riguarda l’igiene urbana. È nel progetto-offerta della ditta stessa. Servizio mai fatto.
* Aveva l’obbligo di posizionare tutti i cassonetti, contenitori e attrezzature previsti del Pog- Siu e nel progetto offerta, nel rispetto delle distanze, delle volumetrie di progetto e dei vincoli criticità. Servizio mai fatto.
* Come ha detto l’ingegnere Cavalera prima, aveva l’obbligo di fornire, a circa il 20% delle utenze, un contenitore speciale, chiamato composter, di volumetria variabile, a seconda delle necessità, al fine di favorire il compostaggio domestico della frazione organica dei rifiuti e ridurre ulteriormente in conferimento in discarica. Su questo fatto sono state distribuite, anche dopo molte nostre sollecitazioni, con molto ritardo alcune compostiere, non tutte quelle previste, e sempre su pressione costante del Comune.
* C’era l’obbligo di posizionare, presso le utenze commerciali di significativa superficie espositiva (Sidis, Standa, Eurospin, Lidl, MD, etc. etc.) in considerazione di un elevato conferimento dei cartoni, idonei contenitori, tipo containers, scarrabili, chiusi. Un servizio mai fatto. E comunque non fatto anche adesso che qualcosa che si sta muovendo, fatto non nella maniera riportata nel Pog- Siu.
* Obbligo di posizionare… questa è una chicca, perché probabilmente non lo sa nessuno o quasi nessuno. C’era del progetto, presentato dalla Ditta, era previsto il posizionamento dei contenitori per la raccolta degli abiti usati. Servizio mai fatto.
* Obbligo di distribuire a bancarellisti dei mercati settimanali e fiere in genere, dei bustoni trasparenti in plastica per il conferimento monomateriale delle frazioni riciclabili dei rifiuti prodotti in tali aree. Servizio mai fatto. Infatti, chi li ha visti questi bustoni?
* In occasione di feste, fiere e manifestazioni civili e religiose in genere, aveva l’obbligo di posizionare contenitori per la raccolta differenziata delle frazioni riciclabili dei rifiuti: carta, plastica, vetro, alluminio. Servizio mai fatto.
* Nelle aree adibite a mercato settimanale, aveva l’obbligo di posizionare i contenitori per la raccolta differenziata passiva. Sarebbe a dire i contenitori grandi. Servizio mai fatto.
* In occasione del lavaggio e disinfezione di strade, piazze, aree adibite a fiere – mercato o mercati settimanali, aveva l’obbligo di utilizzare soluzioni disinfettanti. Di cui doveva chiedere il placet alla A.S.L.. Non ci risulta che lo abbia mai fatto.
* Aveva l’obbligo di effettuare la pulizia, il lavaggio, la disinfezione e la deodorizzazione dei bagni pubblici. Servizio mai fatto. Il Comune nel periodo estivo ha pagato altre imprese per tenere aperti e puliti i bagni pubblici.
* Obbligo di pulire le superficie murarie degli edifici da pulviscolo, scritte, affissioni non autorizzate. Lasciamo perdere. È chiaro, mai fatto.
* Aveva l’obbligo di delimitare le piazzole dei cassonetti dei rifiuti solidi urbani e della raccolta differenziata passiva con segnaletica orizzontale e, laddove possibile, con dissuasori. Servizio mai fatto.
* Aveva anche l’obbligo di effettuare il servizio di pulizia e riassetto delle aree limitrofe intorno ai contenitori. Questo è un servizio che non è stato, neanche a dirlo, mai fatto.
* Aveva l’obbligo di effettuare la pulizia periodica di fontane e fontanelle pubbliche, di gallerie e monumenti pubblici. Neanche questo mai fatto .
* Aveva l’obbligo di attivare un numero verde gratuito a servizio dell’utenza. Dal 2006 a ottobre 2009 è stato attivato un numero a ripartizione, spacciandolo per gratuito. In seguito a un esposto all’autorità garante della concorrenza, praticamente la ditta è stata condannata. Quindi, in definitiva, era una frode, perché lasciava intendere che era un numero gratuito, anche negli scoli che distribuiva a tutta la popolazione. Effettivamente il costo della telefonata si divideva fra la ditta e i cittadini.
* Aveva l’obbligo di utilizzare mezzi nuovi o al massimo con data di immatricolazione non superiore a 24 mesi al momento dell’attivazione del servizio. A vederli, alcuni non sembravano che fossero parecchio nuovi.
* Aveva l’obbligo di lavare i mezzi adibiti al trasporto dei rifiuti solidi urbani, lavaggio esterno e interno, ogni giorno, mentre gli altri almeno una volta a settimana, eseguendo il lavaggio mi apposite aree attrezzate e autorizzate, al fine di vietare il grava mento sul suolo delle acque di lavaggio e il conseguente inquinamento. Non è che l’abbia mai vista tutta questa frequenza.
* Ne ho saltato qualcuno, però ci tengo a questo: aveva l’obbligo di effettuare i seguenti interventi di sanificazione ambientale, come previsto nel progetto offerta: n. 8 interventi di disinfezione, n. 8 interventi di disinfestazione, n. 8 interventi di derattizzazione, indicando per ogni giorno di trattamento l’intervento previsto: antialare, antilarvale, disinfettante, derattizzazione, per un totale di n. 24 interventi per ogni anno solare. Gli interventi fatti da Cogei per ogni anno sono solo 8. Il consorzio obietterà che per ognuno degli 8 interventi, sono 6 ore per intervento di notte, ha effettuato questi servizi. È falso. A parte che tali servizi dovevano essere effettuati singolarmente e in maniera accurata, non si comprende come ci sia riuscita, visto il tempo limitato e la vastità del territorio di Ugento. In questa maniera la ditta ha risparmiato 16 interventi per ogni anno. Per 5 anni, fanno 80 interventi.
Allora, ho fatto un elenco delle cose che non sono state fatte e comunque molte sono incontrovertibili, perché sono sotto gli occhi di tutti i cittadini che non sono state fatte, su altre mi si potrà obiettare più o meno fondatamente.
Però ritorno ad un secondo all’interrogativo iniziale: perché paghiamo così tanto?
Faccio questa premessa perché secondo me paghiamo così tanto per diversi motivi. Allora, un primo motivo riguarda l’importo iniziale dell’appalto. Sinceramente a me, fermo restando la bontà del tecnico che l’ha stilato, lascia un po’ sconcertato. È vero che c’erano dei servizi, tra l’altro, nella maggior parte dei casi non fatti, che lo rendevano più costoso. Però se passiamo da quello che era all’incirca in euro il vecchio appalto che, se ricordate bene, provocò… Appalto, fra l’altro, i cui parametri furono stabiliti quando era Sindaco l’assessore al Bilancio attuale, Francesco. Quell’appalto provocò a Ugento un casino. Il Centrodestra allora accusò il Centrosinistra di un appalto che era un appalto molto costoso. La cifra esatta non sono andato a recuperarla, comunque stava su un miliardo e due, un miliardo e tre di vecchie lire. Diciamo 600 – 650 mila euro adesso, annuali.
Il nostro, al netto di IVA, e anche se le revisioni prezzi che si sono succedute, annualmente è di 1.275.000 euro, due miliardi e mezzo di vecchie lire. Voglio dire, vi siete lamentati che si pagava, avete fatto una guerra che si pagava tantissimo e, ripeto, dentro ci sta la differenziata. Che poi nei fatti è stata fatta in maniera alquanto abborracciata. Però, comunque è esagerato.
Quindi io non ci vedo bene in questa cifra, nella cifra iniziale. E potete stare tranquilli che me ne occuperò. E questa è una prima parte.
La seconda parte riguarda la cattiva conduzione. Ho fatto un elenco prima di tutte le cose che non sono state fatte. Queste cose che non sono state fatte, da una parte hanno portato alla ditta un beneficio, perché se non sono state fatte… scusate, ho dimenticato una cosa importantissima nel ciclo dei rifiuti: l’isola ecologica. L’isola ecologica era importantissima nel discorso dei rifiuti. Era importantissima perché consentiva di chiuderlo in maniera adeguata, era uno strumento dove… Sinceramente non riesco a trovare dove me la sono segnata. Poi è stata sequestrata. Ma questo non significava niente, perché, comunque sia, quello era un obbligo della ditta. È stata sequestrata, probabilmente non era stata fatta a norma, non si lavorava a norma ed è successo.
Stavo dicendo, tutte queste cose qua perché non sono state fatte? L’operatore aveva determinati impegni con il Comune. Non li ha mantenuti. Alcuni di questi sono risolutivi del contratto. E perché, nonostante questo, il Comune non si muove?
Questo, come dicevo prima, ha comportato anche il non raggiungimento degli obiettivi, soprattutto per la raccolta differenziata. Obiettivi, uniti agli altri, che ci avrebbero permesso almeno di alleviare questi aumenti.
Ma vi faccio una domanda: perché il Comune non si è mosso, nonostante ne avesse motivi?
Perché, come ho detto prima, per il GOS, per quel modello quello era un motivo. L’altro motivo l’ho già detto, è il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata. Ci sono anche cinque violazioni, anche non consecutive alle disposizioni previste dal capitolato d’appalto, che sicuramente le troviamo, se andiamo a cercarle. Una sospensione dei servizi più di tre turni dovuti consecutivi, e ce ne stanno, a meno che non ci sia uno sciopero o altre cause di forza maggiore.
Rimane sempre questo interrogativo: perché non ci si è mossi?
Io me lo sono chiesto e, ripeto, una prima perplessità mi viene dall’entità iniziale del POG-SIU, del progetto. Che, sinceramente, per quanto riguarda, invece, la seconda parte, cioè perché il servizio non è stato fatto, perché il Comune non si è mosso o si è mosso comunque in maniera tardiva e comunque sia, per quanto ne so, sta anche rientrando questo discorso. Tanto è vero che c’è il progetto spinto del porta a porta, che io non affiderei mai a una ditta che non ha rispettato tutto quello che ho detto.
Ripeto: perché per non si è mosso?
Io una risposta me la sono data.
Anzi, non l’ho data io, l’ha data la Cogei stessa, il consorzio Cogei stesso: che in una nota, a riscontro a una nota del Comune, dell’assessore all’ambiente, dice testualmente… Non la leggo tutta, perché ci sono tutte una serie di rilievi che fa in risposta all’assessore, leggo la conclusione, se vogliamo: “Per quanto su esposto, e per quanto riguarda gli ipotetici disservizi lamentati dalla vostra nota, protocollo n. 17.790, del 29 luglio 2009, le cause vanno ricercate nelle continue intromissioni e condizionamenti nell’ambito della gestione del nostro sistema operativo, che la vostra amministrazione esercita sistematicamente. Ovvero: il mancato posizionamento dei trespoli nel centro storico, le continue e estenuanti modifiche e cambiamenti ai servizi e all’utilizzo del personale assunto per i lavoratori stagionali; allo spostamento continuo dei cassonetti posizionati lungo le strade cittadine, con spreco di risorse a discapito del servizio”. A me quella più pesante sembra questa: “Al condizionamento delle scelte del personale assunto, alla continua immissione di elementi estranei al nostro sistema organizzativo”.
E poi fa un elenco:
* nuovi cassonetti, non di nostra proprietà, posizionati nel perimetro di raccolta degli ambiti serviti di questo concessionario;
* specifiche disposizioni date da presunti collaboratori tecnici del Comune di Ugento – chissà perché li chiama presunti – di depositare i rifiuti i rifiuti derivanti dalla pulizie delle spiagge date in concessione agli stabilimenti balneari nelle cassonetti dei rifiuti solidi urbani;
* ulteriore raccolta dei rifiuti solidi urbani accumulati nelle zone pinetate e vicino ai cassonetti, derivanti dalla pulizia delle spiagge”.
Quindi, questa per me è la risposta.
Sono questi i motivi per cui non potete mandare la ditta a casa, come mi suggerisce di dire Gianfreda. Ma era chiaro. Quindi, non venite a raccontarci le solite storielle. Grazie.
………………Omissis ………………………..


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Preciso e circostanziato l’intervento fatto dal consigliere di minoranza, ing. Corvaglia, nel consiglio comunale dello scorso 31 maggio, a proposito delle inadempienze della Cogei denunciate dall’assessore Lecci. Il discorso dell’ingegnere è stato arricchito da una serie di annotazioni e soprattutto dalla lettura della nota di risposta della Cogei al Comune di Ugento. Da questa lettura sono emersi particolari a dir poco sconcertanti, che non si conciliano con le lamentele fatte dall’assessore alla ditta e che perciò non depongono a favore dell’attuale maggioranza che amministra il Comune. Infatti nella nota la Cogei precisa di non avere in concessione nessun servizio di gestione del verde pubblico e perciò tutti gli interventi (rimonda, potatura, sfasciamento di arbusti, siepi ed erbacce) di pulizia delle aree a verde pubblico saranno quantificati e addebitati al Comune. La Cogei replica agli ipotetici disservizi lamentati dal Comune dicendo, a chiare lettere, che le cause vanno ricercate nelle continue intromissioni e condizionamenti esercitati dall’amministrazione nell’ambito della gestione del suo sistema operativo; nelle continue modifiche ai servizi e all’utilizzo del personale assunto per i lavori stagionali; nel condizionamento delle scelte del personale assunto; nella continua immissione di elementi estranei al suo sistema organizzativo; nelle specifiche disposizioni date da presunti collaboratori e tecnici del Comune di depositare nei cassonetti dei RSU i rifiuti derivanti dalla pulizia delle spiagge date in concessioni agli stabilimenti balneari. La Cogei precisa che tutte queste cause provocano all’azienda ricadute di natura economica, qualitativa e di immagine e che perciò si riserva di quantificare i danni e addebitare i costi al Comune di Ugento.
Non bisogna però fermarsi all’intervento del consigliere, bisogna dire cosa ha risposto il sindaco a tutte queste contestazioni, con la solita faccia tosta e con le girafrittate tipiche del marpione politico. Ha tentato di mettere una pezza giustificativa con un acrobatico intervento ad effetto, con triplice salto mortale, e ha dichiarato: “Nella lettera di risposta alle contestazioni mosse dall’assessore Lecci chiaramente l’avvocato della controparte che deve fare per giustificare che quelle contestazioni non sono vere? Deve attaccare e dire: “I disservizi che avete denunciato non sono dovuti a nostra negligenza, ma sono dovuti a interferenze del Sindaco, a interferenze dell’assessore”.
Allora, io spiego subito quali sono le interferenze mie, tanto il Consiglio comunale lo può registrare perché sto dicendo cose vere. Io ho chiesto, da tre anni a questa parte, al consorzio Cogei di non iniziare, così come previsto in capitolato, a giugno, perché ritengo che la stagione estiva a Ugento incominci a fine aprile, se non a metà aprile. Per cui ho chiesto di dilazionare l’assunzione di tutti e 18 i dipendenti stagionali in 4 -5 mesi, invece di tre mesi estivi, giugno, luglio e agosto. Se questo è un peccato, è un’interferenza, se questa è intromettersi nell’organizzazione, vuol dire che io ho fatto male e mi scuso. Io credo che quell’intervento mio, incominciando da aprile a fare il servizio, ha evitato per tanti anni che a maggio venissero i turisti a trovare le strade piene di erbe, di rifiuti ingombranti e quant’altro. Io credo che sia stato un mio dovere cercare di migliorare il servizio. Chiaramente questo fatto, con la diluizione del personale, avendo concentrato non più in giugno, luglio e agosto tutti i 18 lavoratori, ma avendoli spalmati per 5 mesi, ha provocato, semmai, durante il periodo pieno di luglio–agosto, qualche rallentamento di qualche altro servizio. Però ha migliorato l’aspetto della pulizia delle nostre marine durante gli altri mesi, che presentavano veramente un aspetto indecente, indecoroso”. Punto e basta, poi con una fenomenale piroetta è passato a parlare di altre cose.
Diciamolo con franchezza, ma davvero pensa che siamo tutti stupidi? Non è credibile per quello che ha detto, perchè il suono della sua campana stona molto con quello della Cogei. Dice che ha voluto evitare ai turisti di maggio le strade piene di erbe, di rifiuti ingombranti e quant’altro: allora ai turisti della vera stagione estiva offriamo l’aspetto indecente e indecoroso delle nostre marine? Ma che ragionamenti sono questi? Signor sindaco, d’accordo che hai una bella faccia di bronzo, ma per favore cerca di dire meno sciocchezze.