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	<title>Caff&#233; nero bollente</title>
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	<description>Pausa meditativa con l&#039;amaro in bocca.</description>
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		<title>Italgest chiude. I dipendenti scrivono a Fitto e Vendola</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 15:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la direttora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;intervista del presidente del gruppo Italgest Paride De masi, uscita su Quotidiano del 16 ottobre scorso, diversi articoli sui giornali annunciavano che 250 dipendenti sarebbero andati a casa. In realtà, nell&#8217;intervista, Paride De masi parlava del piano industriale del gruppo che non si sarebbe più potuto realizzare e dei 250 posti di lavoro previsti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Dopo l&#8217;intervista del presidente del gruppo Italgest Paride De masi, uscita su Quotidiano del 16 ottobre scorso, diversi articoli sui giornali annunciavano che 250 dipendenti sarebbero andati a casa. In realtà, nell&#8217;intervista, Paride De masi parlava del piano industriale del gruppo che non si sarebbe più potuto realizzare e dei 250 posti di lavoro previsti in futuro e che ormai non si sarebbero più potuti attivare.</div>
<div>Quindi, un tam tam mediatico e una cattiva, ahimè, informazione, che forse in modo strumentale ha preso qualche abbaglio, ha fatto nascere il &#8220;caso italgest&#8221; con &#8220;250 famiglie a casa&#8221;.</div>
<div>Ora arriva un comunicato firmato &#8220;dipendenti e collaboratori Italgest&#8221;, in cui si annuncia una lettera a Fitto e Vendola. </div>
<div>Non si chiarisce di quante persone si stia parlando. Forse, in quella lettera, in calce ci dovrebbero essere le firme, con nome e cognome.</div>
<div>Per non far capire, a noi giornalisti superficiali, fischi per fiaschi.</div>
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		<title>Ora Falcone &#232; veramente morto</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 12:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la direttora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[http://www.repubblica.it/politica/2010/07/23/news/salva_p3-5764896/ Ecco qui. Gli Italiani sono in vacanza e il Governo con un colpo di spugna cancella il cuore della legge Falcone, quella che finora ha permesso indagini veloci per contrastare le associazioni mafiose. Una legge che ieri, anche in Salento, è stata una temibile arma per i clan della Scu e che oggi, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>http://www.repubblica.it/politica/2010/07/23/news/salva_p3-5764896/</p>
<p>Ecco qui. Gli Italiani sono in vacanza e il Governo con un colpo di spugna cancella il cuore della legge Falcone, quella che finora ha permesso indagini veloci per contrastare le associazioni mafiose.<br />
Una legge che ieri, anche in Salento, è stata una temibile arma per i clan della Scu e che oggi, che la Scu si sta riorganizzando (come più volte ha ribadito il procuratore Cataldo Motta) e le mafie assumono la maschera impalpabile dei grandi interessi finanziari e internazionali, mettendo le mani sullo Stato e sui grandi appalti (da L&#8217;aquila in giù, fino alla P3), eccoci il regalo di fine Luglio.<br />
Tanto si sa, col caldo, lasciarsi andare alla deriva, è l&#8217;unica cosa da fare.<br />
E noi italiani lo sappiamo fare così bene&#8230;</p>
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		<title>I tentacoli della P3 sulla Puglia</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 16:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la direttora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Proprio così. L’organizzazione che, secondo l’informativa dei Carabinieri del 18 giugno scorso, aveva l’obiettivo di condizionare la vita pubblica e le istituzioni italiane e che vantava, tra gli altri, nomi importanti come Silvio Berlusconi nome in codice “Cesare” e Marcello Dell’Utri, aveva il suo cane da guardia, o meglio, cane da guardia del Governo con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio così.<br />
L’organizzazione che, secondo l’informativa dei Carabinieri del 18 giugno scorso, aveva l’obiettivo di condizionare la vita pubblica e le istituzioni italiane e che vantava, tra gli altri, nomi importanti come Silvio Berlusconi nome in codice “Cesare” e Marcello Dell’Utri, aveva il suo cane da guardia, o meglio, cane da guardia del Governo con il mandato preciso di abbattere i magistrati non allineati, in Arcibaldo Miller.<br />
E chi è Arcibaldo Miller?<br />
E’ il capo degli ispettori del Ministro della Giustizia.<br />
Per intenderci, sono quelli che si fiondano quando un’inchiesta e un magistrato cominciano a toccare quello che deve essere intoccabile.<br />
Così è stato per De Magistris, affossato da Miller e per Woodcock.<br />
Così è stato per l’inchiesta di Trani, in cui il pm Michele Ruggiero ha intercettato le pressioni del premier Silvio Berlusconi sull’Autorità di garanzia per le comunicazioni per far chiudere Annozero. Poi il magistrato di Trani ha indagato Silvio Berlusconi, per concussione e per violenza e minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario; il commissario dell’Agcom, Giancarlo Innocenzi, per favoreggiamento personale; il direttore del Tg1, Augusto Minzolini per “rivelazioni di segreti inerenti a un procedimento penale”.<br />
Poi il fascicolo, dopo il pronto intervento di Miller, figura apicale, secondo l’informativa dei Carabinieri, della loggia massonica P3, è stato spedito a Roma e lì si son perse le tracce.<br />
Si tratta dello stesso Miller, spedito a Bari, poco tempo prima, per le due inchieste a carico del ministro Raffaele Fitto, rinviato a giudizio in due procedimenti.<br />
Ora sappiamo che faceva parte di una loggia massonica nata con l’obiettivo di condizionare le Istituzioni.<br />
E se l’intervento nell’inchiesta di Trani ci appare prevedibile, poiché stiamo parlando del premier, nome in codice “Cesare”, quello sulle indagini che hanno coinvolto Fitto lascia un enorme punto interrogativo: qual era il rapporto tra Fitto, Miller e la loggia P3?</p>
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		<title>l&#8217;antimafia sociale &#232; anche nel Salento</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 13:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la direttora</dc:creator>
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		<category><![CDATA[estorsione]]></category>
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		<description><![CDATA[Operazione Shylock: 19 arresti per usura ed estorsione, tra cui noti esponenti della Sacra corona unita, che già avevano scontato la pena per mafia. Ora i boss della Sacra corona stanno cominciando ad uscire dal carcere. Il procuratore di Lecce, Cataldo Motta, l&#8217;aveva detto all&#8217;inaugurazione dell&#8217;anno giudiziario: “la Scu si sta riorganizzando&#8221;. Aumentano i reati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Operazione Shylock: 19 arresti per usura ed estorsione, tra cui noti  esponenti della Sacra corona unita, che già avevano scontato la pena per  mafia.</p>
<p>Ora i boss della Sacra corona stanno cominciando ad uscire dal carcere.<br />
Il procuratore di Lecce, Cataldo Motta, l&#8217;aveva detto all&#8217;inaugurazione  dell&#8217;anno giudiziario: “la Scu si sta riorganizzando&#8221;.<br />
Aumentano i reati ambientali, soprattutto il traffico illecito di  rifiuti pericolosi.<br />
Tra gli arrestati dell’operazione “Shylock”  alcuni insospettabili  professionisti, titolari di finanziarie e, oltre ai nomi noti della Scu,  anche la seconda generazione dei boss. Come il figlio di Antonio  Perrone, autore del libro &#8220;Fine pena mai&#8221; da cui è stato tratto il film  con di Davide Barletti con Claudio Santamaria e Valentina Cervi. Da  Shylock insomma viene fuori un affresco fatto di colletti bianchi, nuove  leve, nuova riorganizzazione della Scu. Ma anche nuova consapevolezza  degli imprenditori: infatti a dare avvio alle indagini la denuncia di un  imprenditore che ora sta beneficiando del fondo antiusura ed è  assistito dallo sportello antiusura del Comune di Lecce. Anche le  istituzioni dunque reagiscono e sono presenti.<br />
È la dimostrazione che alla rete mafiosa si oppone la rete sociale.  L’antimafia sociale comincia a prendere consapevolezza anche nel Salento</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ugento: dove finisce il pubblico e inizia il privato</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 15:57:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la direttora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Raccolta rifiuti, pulizia e decoro urbano. La ditta incaricata per eseguire i lavori (la Cogei) per il comune di Ugento non avrebbe ottemperato a tutti gli obblighi contrattuali. La denuncia arriva in Consiglio comunale. Ed è dettagliata alla virgola. Luigi Corvaglia, consigliere comunale d’opposizione (Pd), ha illustrato punto per punto tutte le inadempienze della società. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Raccolta rifiuti, pulizia e decoro urbano. La ditta incaricata per eseguire i lavori (la Cogei) per il comune di Ugento non avrebbe ottemperato a tutti gli obblighi contrattuali.</p>
<p>La denuncia arriva in Consiglio comunale. Ed è dettagliata alla virgola.</p>
<p>Luigi Corvaglia, consigliere comunale d’opposizione (Pd), ha illustrato punto per punto tutte le inadempienze della società.</p>
<p>Non solo: ha dato lettura anche della risposta che la Cogei ha inviato al Comune nel luglio 2009, in cui, per rispondere ad alcuni chiarimenti richiesti dall’assessore all’ambiente, spiega quanti e quali “extra” sia stata costretta a fare. Mansioni e servizi non previsti dal capitolato d’appalto. Una serie di surplus imposti da “presunti tecnici comunali” che davano indicazioni per la pulizia della pineta comunale e per la raccolta dei rifiuti derivanti dalla pulizia di alcuni stabilimenti balneari dati in concessione.</p>
<p>Accuse gravissime, non solo perché lasciano intendere una gestione della cosa pubblica per fini privati, ma perché fanno intravedere uno scenario in cui il posto di lavoro privato viene gestito dall’amministratore pubblico, che mantiene sul cittadino un potere derivante dal ricatto occupazionale. Quando non sia addirittura un potere che genera voto di scambio. La strada per la rinascita di questo sud è ancora al di là da venire.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Ecco l’intervento di Corvaglia nella seduta di Bilancio del Consiglio del 31 maggio 2010.</p>
<p>Mi concentrerò sul rapporto che ha il Comune di Ugento con la ditta che si occupa dello smaltimento, dello spazzamento, della pulizia, dell&#8217;igiene urbana, vale a dire il consorzio Cogei. Ora, io qua ho molte cose appuntate, ma per forza di cose devo abbreviare. E quindi, farò un elenco, purtroppo un po&#8217; lunghetto, cercherò di condensarlo, su cosa doveva fare la Cogei e cosa non ha fatto. Ad esempio:</p>
<p>* aveva l&#8217;obbligo, tramite il responsabile dei servizi, di comunicare al Comune la relazione tecnica settimanale sull&#8217;organizzazione dei servizi giornalieri, modello GOS. Mi risulta, perché sono andato a vedere nelle carte, che non ci sia mai stato, non sia stato mai fornito. Fra le altre cose, questo è un motivo di risoluzione, uno fra i motivi di risoluzione del contratto. Il GOS è un modello che la ditta deve al Comune per l&#8217;organizzazione settimanale dei servizi. E lo presenta la settimana prima, alla fine, per la settimana dopo.<br />
* C&#8217;era l&#8217;obbligo di provvedere e garantire un servizio di pronto intervento giornaliero, ossia garantendo la presenza di personale in grado di attivare questo servizio in via urgente per fronteggiare eventi eccezionali. Non è mai stata prevista la squadra di pronto intervento.<br />
* Aveva l&#8217;obbligo di redigere, entro e non oltre 180 giorni dall&#8217;attivazione del servizio, la bozza della carta dei servizi. Mai distribuita.<br />
* Aveva l&#8217;obbligo di trasmettere mensilmente all&#8217;ente appaltante, allegando la fattura dei corrispettivi, il report delle segnalazioni e delle richieste di intervento articolate per numero e tipo. Servizio mai fatto.<br />
* Aveva l&#8217;obbligo, anche questo obbligo, per me il più importante, anche perché ha sottoscritto un contratto volontariamente, non l&#8217;hanno obbligata, di raggiungere gli obiettivi minimi di raccolta differenziata, previsti sia dal progetto &#8211; offerta, la tabella 4 del Pos, sia dalle vigenti disposizioni di Legge. Sono delle percentuali che non sono state mai aggiunte.<br />
* Aveva l&#8217;obbligo di pagare i costi di smaltimento dei rifiuti residui delle operazioni di valorizzazione, della raccolta differenziata. Un servizio mai fatto. Ha pagato sempre il Comune.<br />
* Aveva l&#8217;obbligo di effettuare la manutenzione sia ordinaria che straordinaria di tutti i cassonetti, mezzi, attrezzature e dei servizi in genere utilizzati per gli espletamenti previsti nel Pog- Siu, che sarebbe il progetto dei servizi, per tutto quello che riguarda l&#8217;igiene urbana. È nel progetto-offerta della ditta stessa. Servizio mai fatto.<br />
* Aveva l&#8217;obbligo di posizionare tutti i cassonetti, contenitori e attrezzature previsti del Pog- Siu e nel progetto offerta, nel rispetto delle distanze, delle volumetrie di progetto e dei vincoli criticità. Servizio mai fatto.<br />
* Come ha detto l&#8217;ingegnere Cavalera prima, aveva l&#8217;obbligo di fornire, a circa il 20% delle utenze, un contenitore speciale, chiamato composter, di volumetria variabile, a seconda delle necessità, al fine di favorire il compostaggio domestico della frazione organica dei rifiuti e ridurre ulteriormente in conferimento in discarica. Su questo fatto sono state distribuite, anche dopo molte nostre sollecitazioni, con molto ritardo alcune compostiere, non tutte quelle previste, e sempre su pressione costante del Comune.<br />
* C&#8217;era l&#8217;obbligo di posizionare, presso le utenze commerciali di significativa superficie espositiva (Sidis, Standa, Eurospin, Lidl, MD, etc. etc.) in considerazione di un elevato conferimento dei cartoni, idonei contenitori, tipo containers, scarrabili, chiusi. Un servizio mai fatto. E comunque non fatto anche adesso che qualcosa che si sta muovendo, fatto non nella maniera riportata nel Pog- Siu.<br />
* Obbligo di posizionare&#8230; questa è una chicca, perché probabilmente non lo sa nessuno o quasi nessuno. C&#8217;era del progetto, presentato dalla Ditta, era previsto il posizionamento dei contenitori per la raccolta degli abiti usati. Servizio mai fatto.<br />
* Obbligo di distribuire a bancarellisti dei mercati settimanali e fiere in genere, dei bustoni trasparenti in plastica per il conferimento monomateriale delle frazioni riciclabili dei rifiuti prodotti in tali aree. Servizio mai fatto. Infatti, chi li ha visti questi bustoni?<br />
* In occasione di feste, fiere e manifestazioni civili e religiose in genere, aveva l&#8217;obbligo di posizionare contenitori per la raccolta differenziata delle frazioni riciclabili dei rifiuti: carta, plastica, vetro, alluminio. Servizio mai fatto.<br />
* Nelle aree adibite a mercato settimanale, aveva l&#8217;obbligo di posizionare i contenitori per la raccolta differenziata passiva. Sarebbe a dire i contenitori grandi. Servizio mai fatto.<br />
* In occasione del lavaggio e disinfezione di strade, piazze, aree adibite a fiere &#8211; mercato o mercati settimanali, aveva l&#8217;obbligo di utilizzare soluzioni disinfettanti. Di cui doveva chiedere il placet alla A.S.L.. Non ci risulta che lo abbia mai fatto.<br />
* Aveva l&#8217;obbligo di effettuare la pulizia, il lavaggio, la disinfezione e la deodorizzazione dei bagni pubblici. Servizio mai fatto. Il Comune nel periodo estivo ha pagato altre imprese per tenere aperti e puliti i bagni pubblici.<br />
* Obbligo di pulire le superficie murarie degli edifici da pulviscolo, scritte, affissioni non autorizzate. Lasciamo perdere. È chiaro, mai fatto.<br />
* Aveva l&#8217;obbligo di delimitare le piazzole dei cassonetti dei rifiuti solidi urbani e della raccolta differenziata passiva con segnaletica orizzontale e, laddove possibile, con dissuasori. Servizio mai fatto.<br />
* Aveva anche l&#8217;obbligo di effettuare il servizio di pulizia e riassetto delle aree limitrofe intorno ai contenitori. Questo è un servizio che non è stato, neanche a dirlo, mai fatto.<br />
* Aveva l&#8217;obbligo di effettuare la pulizia periodica di fontane e fontanelle pubbliche, di gallerie e monumenti pubblici. Neanche questo mai fatto .<br />
* Aveva l&#8217;obbligo di attivare un numero verde gratuito a servizio dell&#8217;utenza. Dal 2006 a ottobre 2009 è stato attivato un numero a ripartizione, spacciandolo per gratuito. In seguito a un esposto all&#8217;autorità garante della concorrenza, praticamente la ditta è stata condannata. Quindi, in definitiva, era una frode, perché lasciava intendere che era un numero gratuito, anche negli scoli che distribuiva a tutta la popolazione. Effettivamente il costo della telefonata si divideva fra la ditta e i cittadini.<br />
* Aveva l&#8217;obbligo di utilizzare mezzi nuovi o al massimo con data di immatricolazione non superiore a 24 mesi al momento dell&#8217;attivazione del servizio. A vederli, alcuni non sembravano che fossero parecchio nuovi.<br />
* Aveva l&#8217;obbligo di lavare i mezzi adibiti al trasporto dei rifiuti solidi urbani, lavaggio esterno e interno, ogni giorno, mentre gli altri almeno una volta a settimana, eseguendo il lavaggio mi apposite aree attrezzate e autorizzate, al fine di vietare il grava mento sul suolo delle acque di lavaggio e il conseguente inquinamento. Non è che l&#8217;abbia mai vista tutta questa frequenza.<br />
* Ne ho saltato qualcuno, però ci tengo a questo: aveva l&#8217;obbligo di effettuare i seguenti interventi di sanificazione ambientale, come previsto nel progetto offerta: n. 8 interventi di disinfezione, n. 8 interventi di disinfestazione, n. 8 interventi di derattizzazione, indicando per ogni giorno di trattamento l&#8217;intervento previsto: antialare, antilarvale, disinfettante, derattizzazione, per un totale di n. 24 interventi per ogni anno solare. Gli interventi fatti da Cogei per ogni anno sono solo 8. Il consorzio obietterà che per ognuno degli 8 interventi, sono 6 ore per intervento di notte, ha effettuato questi servizi. È falso. A parte che tali servizi dovevano essere effettuati singolarmente e in maniera accurata, non si comprende come ci sia riuscita, visto il tempo limitato e la vastità del territorio di Ugento. In questa maniera la ditta ha risparmiato 16 interventi per ogni anno. Per 5 anni, fanno 80 interventi.</p>
<p>Allora, ho fatto un elenco delle cose che non sono state fatte e comunque molte sono incontrovertibili, perché sono sotto gli occhi di tutti i cittadini che non sono state fatte, su altre mi si potrà obiettare più o meno fondatamente.<br />
Però ritorno ad un secondo all&#8217;interrogativo iniziale: perché paghiamo così tanto?<br />
Faccio questa premessa perché secondo me paghiamo così tanto per diversi motivi. Allora, un primo motivo riguarda l&#8217;importo iniziale dell&#8217;appalto. Sinceramente a me, fermo restando la bontà del tecnico che l&#8217;ha stilato, lascia un po&#8217; sconcertato. È vero che c&#8217;erano dei servizi, tra l&#8217;altro, nella maggior parte dei casi non fatti, che lo rendevano più costoso. Però se passiamo da quello che era all&#8217;incirca in euro il vecchio appalto che, se ricordate bene, provocò&#8230; Appalto, fra l&#8217;altro, i cui parametri furono stabiliti quando era Sindaco l&#8217;assessore al Bilancio attuale, Francesco. Quell&#8217;appalto provocò a Ugento un casino. Il Centrodestra allora accusò il Centrosinistra di un appalto che era un appalto molto costoso. La cifra esatta non sono andato a recuperarla, comunque stava su un miliardo e due, un miliardo e tre di vecchie lire. Diciamo 600 &#8211; 650 mila euro adesso, annuali.<br />
Il nostro, al netto di IVA, e anche se le revisioni prezzi che si sono succedute, annualmente è di 1.275.000 euro, due miliardi e mezzo di vecchie lire. Voglio dire, vi siete lamentati che si pagava, avete fatto una guerra che si pagava tantissimo e, ripeto, dentro ci sta la differenziata. Che poi nei fatti è stata fatta in maniera alquanto abborracciata. Però, comunque è esagerato.<br />
Quindi io non ci vedo bene in questa cifra, nella cifra iniziale. E potete stare tranquilli che me ne occuperò. E questa è una prima parte.<br />
La seconda parte riguarda la cattiva conduzione. Ho fatto un elenco prima di tutte le cose che non sono state fatte. Queste cose che non sono state fatte, da una parte hanno portato alla ditta un beneficio, perché se non sono state fatte&#8230; scusate, ho dimenticato una cosa importantissima nel ciclo dei rifiuti: l&#8217;isola ecologica. L&#8217;isola ecologica era importantissima nel discorso dei rifiuti. Era importantissima perché consentiva di chiuderlo in maniera adeguata, era uno strumento dove&#8230; Sinceramente non riesco a trovare dove me la sono segnata. Poi è stata sequestrata. Ma questo non significava niente, perché, comunque sia, quello era un obbligo della ditta. È stata sequestrata, probabilmente non era stata fatta a norma, non si lavorava a norma ed è successo.<br />
Stavo dicendo, tutte queste cose qua perché non sono state fatte? L&#8217;operatore aveva determinati impegni con il Comune. Non li ha mantenuti. Alcuni di questi sono risolutivi del contratto. E perché, nonostante questo, il Comune non si muove?<br />
Questo, come dicevo prima, ha comportato anche il non raggiungimento degli obiettivi, soprattutto per la raccolta differenziata. Obiettivi, uniti agli altri, che ci avrebbero permesso almeno di alleviare questi aumenti.<br />
Ma vi faccio una domanda: perché il Comune non si è mosso, nonostante ne avesse motivi?<br />
Perché, come ho detto prima, per il GOS, per quel modello quello era un motivo. L&#8217;altro motivo l&#8217;ho già detto, è il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata. Ci sono anche cinque violazioni, anche non consecutive alle disposizioni previste dal capitolato d&#8217;appalto, che sicuramente le troviamo, se andiamo a cercarle. Una sospensione dei servizi più di tre turni dovuti consecutivi, e ce ne stanno, a meno che non ci sia uno sciopero o altre cause di forza maggiore.<br />
Rimane sempre questo interrogativo: perché non ci si è mossi?<br />
Io me lo sono chiesto e, ripeto, una prima perplessità mi viene dall&#8217;entità iniziale del POG-SIU, del progetto. Che, sinceramente, per quanto riguarda, invece, la seconda parte, cioè perché il servizio non è stato fatto, perché il Comune non si è mosso o si è mosso comunque in maniera tardiva e comunque sia, per quanto ne so, sta anche rientrando questo discorso. Tanto è vero che c&#8217;è il progetto spinto del porta a porta, che io non affiderei mai a una ditta che non ha rispettato tutto quello che ho detto.<br />
Ripeto: perché per non si è mosso?<br />
Io una risposta me la sono data.<br />
Anzi, non l&#8217;ho data io, l&#8217;ha data la Cogei stessa, il consorzio Cogei stesso: che in una nota, a riscontro a una nota del Comune, dell&#8217;assessore all&#8217;ambiente, dice testualmente&#8230; Non la leggo tutta, perché ci sono tutte una serie di rilievi che fa in risposta all&#8217;assessore, leggo la conclusione, se vogliamo: &#8220;Per quanto su esposto, e per quanto riguarda gli ipotetici disservizi lamentati dalla vostra nota, protocollo n. 17.790, del 29 luglio 2009, le cause vanno ricercate nelle continue intromissioni e condizionamenti nell&#8217;ambito della gestione del nostro sistema operativo, che la vostra amministrazione esercita sistematicamente. Ovvero: il mancato posizionamento dei trespoli nel centro storico, le continue e estenuanti modifiche e cambiamenti ai servizi e all&#8217;utilizzo del personale assunto per i lavoratori stagionali; allo spostamento continuo dei cassonetti posizionati lungo le strade cittadine, con spreco di risorse a discapito del servizio&#8221;. A me quella più pesante sembra questa: &#8220;Al condizionamento delle scelte del personale assunto, alla continua immissione di elementi estranei al nostro sistema organizzativo&#8221;.<br />
E poi fa un elenco:</p>
<p>* nuovi cassonetti, non di nostra proprietà, posizionati nel perimetro di raccolta degli ambiti serviti di questo concessionario;<br />
* specifiche disposizioni date da presunti collaboratori tecnici del Comune di Ugento &#8211; chissà perché li chiama presunti &#8211; di depositare i rifiuti i rifiuti derivanti dalla pulizie delle spiagge date in concessione agli stabilimenti balneari nelle cassonetti dei rifiuti solidi urbani;<br />
* ulteriore raccolta dei rifiuti solidi urbani accumulati nelle zone pinetate e vicino ai cassonetti, derivanti dalla pulizia delle spiagge&#8221;.</p>
<p>Quindi, questa per me è la risposta.<br />
Sono questi i motivi per cui non potete mandare la ditta a casa, come mi suggerisce di dire Gianfreda. Ma era chiaro. Quindi, non venite a raccontarci le solite storielle. Grazie.<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;Omissis &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La rivolta delle teste d&#8217;argento</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 16:41:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la direttora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Entra in redazione con una cartellina in mano. Si presenta e la apre. Tira fuori un foglio dattiloscritto. Alla signora Lucia Melgiovanni gli occhi diventano lucidi. Proprio non ci sta a vedersi sfrattare dal centro per gli anziani di vico Araldo. Insieme ai 30 anziani che frequentano più assiduamente quel luogo, ha sottoscritto una lettera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Entra in redazione con una cartellina in mano.<br />
Si presenta e la apre.<br />
Tira fuori un foglio dattiloscritto.<br />
Alla signora Lucia Melgiovanni gli occhi diventano lucidi. Proprio non ci sta a vedersi sfrattare dal centro per gli anziani di vico Araldo.<br />
Insieme ai 30 anziani che frequentano più assiduamente quel luogo, ha sottoscritto una lettera di garbata protesta, inviata al sindaco di Casarano, Ivan De Masi e a Giulia Tenuzzo, assessora ai servizi sociali. Non capiscono come mai, adducendo come motivazione la situazione “disastrosa” delle casse comunali, il Comune voglia spostarli in una sede – palazzo Capozza, in piazza Indipendenza &#8211; dove, al contrario di oggi, dovrebbe pagare un affitto.<br />
“Per tutti noi, dice la signora Lucia, quel luogo è un punto di riferimento indispensabile. Soprattutto per chi non ha più la moglie o il marito. Senza quel luogo rimarremmo soli per la seconda volta. Faremo di tutto, siamo disposti anche ad incatenarci”.<br />
Non stentiamo a crederle.<br />
E’ decisa ed energica. “Il Comune non può prendersela con le fasce deboli. Abbiamo contribuito a rimetterla a nuovo, quella sede, 15 anni fa, insieme al buon William Ingrosso. Fu lui, con tutti noi, ad aprire il Centro, per il quale il Comune semplicemente paga le spese di luce e riscaldamento, oltre a due addetti comunali, per tenerlo aperto. Dipendenti che comunque dovrebbe retribuire, anche se non stessero lì. Tutto qui. E’ un Centro autogestito a cui abbiamo diritto”.<br />
Gli occhi di nuovo luccicano, ma la voce è ferma, il passo risoluto.<br />
Invocano scelte “condivise” non decisioni imperiose.<br />
E’ per quelle rivoluzionarie e visionarie teste d’argento che il 2 giugno del 1946 nacque la nostra Repubblica democratica.<br />
A loro, oggi, il nostro grazie.</p>
<p>E poi, non so perché, ma mi viene da chiedere scusa.</p>
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		<title>Dibattito biomasse a Casarano: pausa di riflessione</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 10:03:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la direttora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è reso necessario rimandare di qualche settimana l&#8217;attesissimo incontro-dibattito promosso dal Tacco d&#8217;Italia tra i comitati pro e contro l&#8217;impianto a biomasse di Casarano, il Sindaco e i rappresentanti istituzionali, la Italgest, azienda promotrice l&#8217;investimento e altri colleghi giornalisti ed esperti a vario titolo dell&#8217;argomento trattato. Non siamo infatti riusciti ad individuare nel breve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è reso necessario rimandare di qualche settimana l&#8217;attesissimo incontro-dibattito promosso dal Tacco d&#8217;Italia tra i comitati pro e contro l&#8217;impianto a biomasse di Casarano, il Sindaco e i rappresentanti istituzionali, la Italgest, azienda promotrice l&#8217;investimento e altri colleghi giornalisti ed esperti a vario titolo dell&#8217;argomento trattato.</p>
<p>Non siamo infatti riusciti ad individuare nel breve termine una data che consentisse la simultanea presenza dei due principali protagonisti di questa disputa: Paride De Masi e Giuseppe Serravezza. Presenze entrambe irrinunciabili per poter avere un quadro davvero esaustivo delle diverse istanze contrapposte.</p>
<p>Abbiamo inoltre percepito una situazione ambientale a Casarano molto tesa che ci ha indotto ad attendere.</p>
<p>Anche per il problema della logistica si è reso necessario un momento di riflessione: il cinema Manzoni, nonostante le notevoli dimensioni, rischia di non essere sufficiente a contenere la grandissima partecipazione di popolo che si attende.</p>
<p>La soluzione per organizzare in maniera efficace questo atteso evento è di invitare le parti in causa ad indicarci la propria disponibilità per uno dei prossimi giovedì pomeriggio, scegliendo tra il 17 o 24 giugno oppure il 1° luglio. Il luogo invece dovrà essere una piazza o altro luogo pubblico di Casarano.</p>
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		<title>E&#8217; nato il governo delle donne e degli uomini</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 16:12:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la direttora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parte con il piede giusto, la giunta di Nichi Vendola. Le sue scelte di indipendenza dalle pressioni dei partiti avranno naturalmente delle ricadute nello scacchiere degli equilibri all’interno del centro sinistra nazionale, dove Vendola si candida ad esserne il leader. Per la prima volta in Italia una Giunta rispetta la perfetta parità nella rappresentanza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parte con il piede giusto, la giunta di Nichi Vendola. Le sue scelte di indipendenza dalle pressioni dei partiti avranno naturalmente delle ricadute nello scacchiere degli equilibri all’interno del centro sinistra nazionale, dove Vendola si candida ad esserne il leader. Per la prima volta in Italia una Giunta rispetta la perfetta parità nella rappresentanza di genere. Per la politica, per la democrazia, è un momento storico. Perché una democrazia che non permette a tutti i soggetti la piena partecipazione alla vita pubblica, non è una vera democrazia. E finora in Italia la piena attuazione della nostra Carta costituzionale, non era mai avvenuta. Una Costituzione nata più matura dei suoi cittadini, che non sono riusciti a farla esprimere fino in fondo. All’interno della Costituzione infatti troviamo la dichiarazione della parità di genere e della necessità di abbattere tutte le barriere perché questa si realizzi. Ecco: Nichi Vendola ha fatto questo. Con un atto di volontà ha permesso finalmente alla nostra costituzione piena espressività. E’ nato il Governo delle donne e degli uomini. Ed è nato per la prima volta in Puglia. C’è da esserne fieri.</p>
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		<title>Carlo Salvemini e il sorpasso</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 15:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la direttora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il futuro della sinistra italiana è tutto nel discorso di Vendola. La riscossa del popolo della sinistra parte e passa dalla Puglia che, da “anomalia”, si candida a diventare “normalità”. Parlarne oggi sembra un azzardo, ma a risentire le frasi e i toni con cui Vendola le ha pronunciate, nel suo discorso in piazza della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il futuro della sinistra italiana è tutto nel discorso di Vendola. La riscossa del popolo della sinistra parte e passa dalla Puglia che, da “anomalia”, si candida a diventare “normalità”. Parlarne oggi sembra un azzardo, ma a risentire le frasi e i toni con cui Vendola le ha pronunciate, nel suo discorso in piazza della Libertà a Bari, si aprono scenari che appaiono sorprendentemente nitidi. Se incrociamo quelle frasi con le dichiarazioni rilasciate da Vendola oggi sul Manifesto, e le inseriamo nel contesto desolante della sinistra nazionale e dei risultati positivi per il centrodestra, allora gli scenari sembrano obbligati.</p>
<p>Parole positive per Poli Bortone; il Pd è “leale ed entusiasta”; con l’Idv è legato da “fraterna amicizia”; i Radicali sono “amici ritrovati”.</p>
<p>Le fabbriche di Nichi sono state la vera novità, il valore aggiunto della campagna elettorale: la buona politica, concretezza e utopia insieme, mescolate, le due gambe su cui cammina un progetto di speranza.</p>
<p>Dopo una breve vacanza per riposarsi “in un igloo, dove non prendere il telefonino, a leggere poesia, a toccare i libri, che mi mancano, ad ascoltare buona musica”, Vendola, promette, convocherà gli “stati generali delle fabbriche di Nichi” in tutta Italia, “per decidere che cosa fare”. Perché secondo lui le fabbriche non possono sciogliersi, sono stati luoghi belli, dove incontrarsi e fare politica buona. Se si sciogliessero, dice, “sentirei una nostalgia lancinante”. Nichi Vendola chiama a raccolta il suo popolo: decideremo insieme, dice, ma “io ho una mia idea. Penso che le fabbriche debbano espandersi in tutta Italia. Il cantiere ora è quello di un’Italia migliore”.</p>
<p>Il cantiere, quindi, che finora era stato la Puglia, viene esportato.</p>
<p>Mette poi in contrapposizione il Nord, cattivo e malevolo, con il Sud delle eccellenze e dei talenti: il Sud “ha la responsabilità di dover fare una battaglia forse in solitudine per difendere l’unità nazionale, contro la secessione, che domani sarà imboccata con più forza, dalla tracotanza di Bossi, dal sodalizio che cementa il nuovo blocco di potere di una destra reazionaria, capace di regalare paura e precarietà”.</p>
<p>Sembra ancora di più un’apertura verso Poli Bortone, forse presidente del Consiglio.</p>
<p>La sinistra poi, diventa elemento ontologico di una destra che non c’è. La ragione della sua esistenza: “dobbiamo aiutare il centro destra a trovare la bussola e una nuova classe dirigente”.</p>
<p>Fitto è un “alleato prezioso”, per questo – dice – ho pensato di fondare l’associazione “Nessuno tocchi Raffaele”.</p>
<p>Troppo tardi: Fitto ha rassegnato le dimissioni, accettate da Berlusconi e ha subito l’affondo di Salvatore Tatarella. Nella “sua” Provincia, poi, nessuno degli otto assessori provinciali candidati (praticamente tutta la Giunta) è riuscito a raggiungere lo scranno regionale. Un manrovescio che non può non scuotere gli assetti della squadra di Gabellone, a meno di un anno di governo, così come sta già accadendo per il Comune di Lecce, dove sarebbe in cottura un rimpasto.</p>
<p>A Lecce, infatti, c’è stato il sorpasso di Vendola su Palese: poca roba, ma simbolicamente importante.</p>
<p>Soprattutto se poi si guarda nel merito, ad un Carlo Salvemini, ex Pd, che con la lista del presidente Vendola ha sorpassato Antonio Rotundo (Pd), già deputato.</p>
<p>Le comunali sono vicine e (finalmente) c’è una classe dirigente di sinistra che, se non ha avuto spazio, se lo sta conquistando. Che si vada di Salvemini in Salvemini?</p>
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		<title>Cronaca di una dimissione annunciata</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 06:55:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>la direttora</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia delle dimissioni di Raffaele Fitto, ministro per i rapporti con le Regioni, aveva cominciato a circolare dall’alba di ieri. Dopo alcune ore dall’inizio dello spoglio infatti, quando ormai il distacco tra Rocco Palese e Nichi Vendola superava il tre per cento, cioè la “forbice” di sicurezza prevista dagli exit poll, Raffaele Fitto si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-92" title="Fitto" src="http://tblog.iltaccoditalia.net/caffenerobollente/files/2010/03/Fitto.jpg" alt="Fitto" width="284" height="400" /></p>
<p>La notizia delle dimissioni di Raffaele Fitto, ministro per i rapporti con le Regioni, aveva cominciato a circolare dall’alba di ieri. Dopo alcune ore dall’inizio dello spoglio infatti, quando ormai il distacco tra Rocco Palese e Nichi Vendola superava il tre per cento, cioè la “forbice” di sicurezza prevista dagli exit poll, Raffaele Fitto si era recato nel comitato di Bari del “suo” candidato e, circondategli le spalle con un braccio, aveva dichiarato che quella sconfitta era il “frutto di un disegno più ampio ordito per farci perdere. Un disegno con l’evidente obiettivo di indebolirci, avente una regia più ampia, capace di inglobare il centro e la sinistra. Ne prenderemo atto”. Questa frase era già apparsa ai più fini conoscitori delle dinamiche interne al Pdl, come l’anticipazione di una resa. Alcune voci, sempre interne al partito di Fitto, parlano addirittura di una promessa fatta a Berlusconi quando, quello che ormai è il suo ex “delfino”, la sua ex “protesi”, l’aveva spuntata nel braccio di ferro: “Se perdo mi dimetto”, e su questa frase, pare, quasi una battuta, si sono stretti la mano, Fitto e il presidente del Consiglio, lasciando al terzo Polo la candidatura di Adriana Poli, preferita da Berlusconi al fido Rocco.</p>
<p>Una candidatura poi risultata determinante, se è vero che le liste che hanno sostenuto Adriana Poli hanno raccolto più consenti della candidata, svelando il meccanismo, preannunciato, del voto disgiunto a sostegno di Vendola. Allo stesso modo, le liste a sostegno del candidato di Fitto hanno raccolto più consensi dello stesso candidato: una critica tutta interna al Pdl, con personaggi di primo piano come l’ex presidente della Regione Puglia Di Stato e il consigliere regionale uscente Attanasio (Pdl, ex An), che non hanno condiviso la linea fittiana. Un rinnovamento nella dirigenza: è di questo che si parla, sebbene a caldo nessuno abbia voglia di commentare. Lo zio Antonio Fitto, che per la seconda volta candidato sindaco a Maglie, paese del ministro, l’ha avuta vinta al primo turno contro il candidato del Pd e dell’Udc, parla di un “atto di responsabilità e rispetto nei confronti del Pdl”. Per l’europarlamentare Raffaele Baldassarre “Fitto ha anticipato chi voleva metterlo sulla graticola. La successione? Nessuno meglio di Fitto può rappresentare in Puglia il Pdl, dal momento che il 90% delle liste sono suoi amici. Né può sostituirlo Mantovano. Se Berlusconi respinge le dimissioni, avrà spuntato gli artigli alla Poli”.</p>
<p>Mario De Donatis, fine conoscitore della politica regionale, è stato dirigente della Regione Puglia con undici presidenti. Amico di famiglia dei Fitto fino a cinque anni fa, lavorò con il padre, Salvatore e con il figlio, Raffaele, di cui fu capo di gabinetto. Poco prima della fine del governo di centrodestra, prese le distanze da Fitto avvicinandosi alle posizioni dell’Udc. Oggi è vicepresidente dell’Istituto pugliese di ricerche economiche e sociali ed è delegato per la Puglia del sindacato di categoria Confedir.</p>
<p><strong>Che ne pensa dell’esistenza di un disegno con una regia superiore volta alla sconfitta di Fitto?</strong></p>
<p>“E’ una lettura a caldo di chi ricerca all’esterno responsabilità addebitabili unicamente ai propri comportamenti. Da esterno alla politica, quello che è successo in Puglia denuncia la crisi dei partiti che, in assenza di democrazia interna, assumono più la connotazione di “comitati di affari” che di strumento in grado di far partecipare il popolo ai processi decisionali. Del resto, al di là delle singole candidature, mi chiedo se possano essere condivisibili  le modalità di selezione adottate (ad esclusione delle primarie che, in ogni caso, condivisibili o meno, sono un percorso trasparente e di alto profilo democratico). Voglio dire che oggi occorre superare il deficit di democrazia interna ai partiti che incide sul ricambio della classe dirigente ed espone la politica all’inquinamento di lobby affaristiche che dal finanziare i partiti sono passate a sostenere uomini e nuove formazioni clientelari”.</p>
<p><strong>Come cambieranno i rapporti di forza interni alla coalizione?</strong></p>
<p>“Potrei dire che la ex componente di An potrebbe ricercare la rivincita ed infierendo su Fitto, capro espiatorio, potrebbe ricostruire un proprio ruolo. Ma il problema non è questo. In Puglia non c’è una destra né un centro-destra. L’aggregazione berlusconiana che oggi vede fuori quota la Poli (che ha una storia completamente diversa), è la sedimentazione di vecchie correnti Dc di area dorotea, di clientele, presenti nel mondo delle professioni ed alimentate dal potere regionale dei colletti bianchi delle Istituzioni (livelli elettivi e burocratici) che, in assenza di indirizzi politici e di programmazione agiscono nel mare, senza sponde, delle risorse europee, forse più interessanti di quelle che alimentano la sanità”.</p>
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