


Riceviamo e pubblichiamo.
Mi presento: sono Federica Del Fiume, frequento il Liceo Scientifico Giulio Cesare Vanini di Casarano e sono rappresentante degli studenti nel Consiglio d’Istituto.
Volevo porre all’attenzione di tutti le incresciose situazioni verificatesi mercoledì 10 marzo nella sede succursale di via Sesia, dopo la fitta ed incessante pioggia che ha colpito il nostro territorio.
Provo a descrivere seppure le parole non rendono l’idea del disagio provato da noi alunni durante la giornata scolastica: corridoi ed aule allagate, soffitto gocciolante, cadute di calcinacci e qualche ragazzo che ha pagato lo stato increscioso dei pavimenti con qualche scivolata, fortunatamente solo in parte dannosa e non troppo grave.
Sappiamo per certo che il degrado dell’istituto di via Sesia è stato più volte evidenziato negli anni scorsi, a quanto pare inutilmente.
Vorrei chiedere ai signori interessati: deve necessariamente verificarsi qualcosa di eccessivo o peggio irrimediabile affinché chi di competenza si occupi della faccenda? Quanto ancora dobbiamo aspettare per vedere sistemata una volta per tutte l’annosa questione di via Sesia?
Noi ci siamo stancati, anche perché abbiamo vissuto in prima persona il clamoroso disagio di oggi, decidendo di scioperare nella mattina di giovedì 11, restando simbolicamente fuori dal plesso della succursale.
Distinti saluti,
Federica Del Fiume
Classe 4AS
Liceo Scientifico Giulio Cesare Vanini
rappresentante degli studenti nel Consiglio d’Istituto
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Casarano, via Solferino. Nei pressi di “zona Vora”, per intendersi. Quando piove un po’ più del solito, come è avvenuto l’altro giorno (e come accade spesso in inverno) i tombini non riescono a contenere l’acqua e straripano. Proprio a casa della signora Fabiola Mazzeo, ormai esasperata dagli episodi di questo tipo. Non è un bello spettacolo. E soprattutto non è salutare. Sarebbe il caso di trovare una soluzione definitiva, giusto per non ritrovarsi con l’acqua alta in giardino.







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Riceviamo e pubblichiamo:
Dopo l’intervento del sindaco di Scorrano nei giorni scorsi, a sostegno del devastante progetto di un deserto di pannelli fotovoltaici di ben 45 ettari nel cuore del basso Salento, nella bella campagna di Scorrano, in contrada Miggianello, intervento polemico a seguito del fermo dei lavori ottenuto con il ricorso presentato dalla nostra associazione al Tar Lecce, a salvezza di quella contrada e del paesaggio del cuore del basso Salento, sentiamo il bisogno di replicare, non per vis polemica, ma al fine di una corretta informazione.
Nel Salento alcuni Comuni pubblicizzano il fotovoltaico sui tetti, come Melpignano, Alessano, Maglie, Minervino, ecc. per tutelare le campagne, sostengono, e poi si scopre che autorizzano invece impianti industriali nelle zone agricole, sperando che un’azione amministrativa buona copra lo stupro immorale, e spesso illegale, del territorio, che stanno avallando e favorendo.
Fa male al cuore veder sindaci difendere aziende esterne che sono venute nel Salento a colonizzare e devastare il nostro paesaggio, la nostra biodiversità e la nostra salute.
Marcello Seclì
presidente zonale di Italia Nostra-Sud Salento






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Riceviamo e pubblichiamo.

Giovedì 20 gennaio 2010 sono iniziati i lavori per l’installazione di un impianto fotovoltaico in contrada Masseria Cristo – Moresono nel territorio di Ugento.
La notizia l’abbiamo avuta dagli stessi operai che stanno predisponendo delle sbarre di ferro zincate, le quali, probabilmente, serviranno per la recinzione dell’impianto medesimo.
Nei dintorni non abbiamo visto alcuna tabella con informazioni tecniche in merito a tale progetto.
Si allega la foto satellitare dove è indicato, con una linea rossa, il territorio interessato dall’impianto fotovoltaico (in alto a sinistra, l’abitato di Gemini; in alto a destra, quello di Acquarica del Capo).
Lettera firmata
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Riceviamo e pubblichiamo.
Porto Cesareo ha bisogno di progetti importanti anti-erosione e di adeguate risorse per attuarli. L’obiettivo prioritario a tutela dell’ambiente è di porre rimedio a questa grave emergenza causata da anni ed anni di incuria, da scriteriato abusivismo edilizi e purtroppo tanto degrado ambientale. La verità è che oggi a Porto Cesareo ed in altre località rivierasche battute dalle mareggiate si vive con la preoccupazione che aleggia sia tra gli amministratori sia sopratutto tra gli imprenditori balneari anche perché la situazione non sembra regredire, anzi si aggrava di ora in ora.
Nella foto, Porto Cesareo dopo le violente mareggiate del 30 e 31 dicembre 2009 e dell’8 e 9 gennaio 2010 seguite alle avverse condizioni metereologiche delle ultime ore.
Gino Baldi, consigliere comunale con delega al demanio ed ex assessore all’ambiente

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Riceviamo e pubblichiamo.

Casarano. Piazza San Giovanni elemosiniere

Casarano. Via Dante

Casarano. Piazza Indipendenza
Così appariva il centro di Casarano, domenica scorsa (20 dicembre). Un provvedimento dell’Amministrazione l’ha infatti chiuso al traffico per favorire lo shopping natalizio…
Bello, il centro, senza macchine che disturbino gli acquisti.
Peccato che – vuoi il freddo, vuoi la crisi - in giro non ci fosse anima viva!
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Un tempo era una scuola elementare, quella di via Torino. Ma, da più di due decenni ormai, la struttura è stata completamente abbandonata, cadendo in condizioni davvero pessime, come si può notare dalla foto. Muri che si sbriciolano al sole e alla pioggia, topi che girano attorno alle aule, banchi e sedie inutilizzabili. Eppure nessuno sembra avere a cuore le sorti dell’istituto. Che nel frattempo si è trasformato in un vero pericolo per chi ci passi accanto o per chi – magari qualche bambino in esplorazione – ci entri dentro.
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Non passa inosservato a chi vi circoli attorno. Il liceo Capece di Maglie è uno degli istituti storici del Salento. Bello, bellissimo, per chi lo veda da fuori. Ma come appare a chi lo vive ogni giorno? Così:

Lo spogliatoio dei ragazzi in palestra. Muri anneriti e porte imbrattate

Restiamo negli spogliatoi. Le pareti avrebbero bisogno di un intervento urgente

Bagni delle ragazze. Quando piove l'acqua filtra attraverso il soffitto

Ancora i bagni. Dire umidi è poco
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L’azienda florovivaistica cui gli alberi sono stati commissionati dai commercianti di piazza San Giovanni Elemosiniere precisa che il costo di ogni singolo albero è stato di 40 euro (e non di 50 euro come segnalato) e che il colore “bianco-verde” degli stessi è stata una precisa richiesta dei commercianti volto a dare un effetto naturale da albero innevato.
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Più che bianco, sempreverde…
Sono bastate due gocce di pioggia a lavare via la vernice bianca che avrebbe dovuto donare quel tocco “natalizio” a piazza San Giovanni Elemosiniere a Casarano.
Gli alberi acquistati – anche a caro prezzo (55 euro) - dai commercianti, stanno via via perdendo il loro colore.
Per non parlare del rischio che corrono al primo alito di vento; qualcuno ha infatti già pensato bene di assicurarli al suolo come meglio ha potuto.
E Natale non è ancora arrivato…
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