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Caro Direttore,
Non sembra possibile che pochi attimi possano bastare per cancellare la magia del Natale … quella che evoca la contemplazione di un presepe vivente.
Eppure è ciò che è successo a Copertino intorno alle ore 17,30 del 28 dicembre: la scenografia del Presepe Vivente “Il Re è nato … nel fossato” ha subito un incendio in seguito ad alcuni atti di vandalismo. In particolare la grotta della natività è stata distrutta e non rimangono che pochi assi di legno e qualche sterpaglia bruciata nel luogo in cui, solo pochi giorni fa, veniva evocata la nascita del Bambin Gesù.

Il Comitato Festa San Giuseppe da Copertino – Gruppo Società Operaia promotore dell’iniziativa, insieme all’Agesci scout Copertino 1 “San Giuseppe Desa” e al Centro Studi d’Arte “Scena Muta”, è fermo nella propria volontà di non ricreare un nuovo allestimento alla grotta.
La vicenda ha, al contrario, rafforzato l’orgoglio e la risolutezza nel portare avanti l’evento che non subirà alcuna modifica nelle date e sarà comunque visitabile l’1, il 2 e il 6 gennaio 2011 dalle 17 alle 21.
Il Presidente del Comitato Festa San Giuseppe da Copertino, Salvatore Rizzo, e il Vicepresidente, Daniele Macchia, commentano con rammarico: “Sono gesti che ci rattristano ma non fermano il nostro operato e non devono intaccare l’impegno e l’entusiasmo profusi finora.
Il presepe, quindi, continuerà ad andare in scena anche in condizioni pessime, non tanto per provocazione, quanto per dimostrare come la venuta di Gesù non si ferma di fronte a gesti vili e come Egli nasce … per tutti!”
L’appuntamento con le emozioni e le suggestioni del Presepe Vivente di Copertino rimane, dunque, il primo giorno dell’anno per rivivere ancora una volta la nascita del Dio bambino.
Il Comitato
Festa San Giuseppe da Copertino
Gruppo Società Operaia
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Caro Direttore,

i cittadini residenti alla Via Papalisi a Nardò e nelle zone limitrofe, intendono esprimere tutta la loro preoccupazione per la situazione del traffico veicolare che interessa la zona: nonostante gli annunci di chiusura di tutto il centro storico (e la predisposizione, ormai da mesi, del sistema di varchi elettronici), i già sostenuti volumi di traffico che caratterizzano l’area, si sono notevolmente incrementati in seguito alla chiusura del transito del tratto finale di Via Lata, a causa del recente fenomeno di dissesto di una civile abitazione.

Tale evento ha portato alla deviazione di tutto il traffico proveniente da Piazza Cesare Battisti, Via Ingusci, Via Don Minzoni e parzialmente da Corso Vittorio Emanuele e Via San Giovanni, verso la suddetta Via Papalisi, portando ad un livello di circolazione di automobili e autocarri che risulta essere, a parere degli scriventi, assolutamente incompatibile con il fragile sistema urbano della zona.

Già in passato, infatti, in tale area si sono verificati numerosi problemi di dissesto sia di civili abitazioni che della sede stradale, l’ultimo nel maggio scorso e questo a causa dell’instabilità strutturale che interessa numerose aree del centro storico cittadino, caratterizzate dalla presenza di fenomeni di erosione sotterranea.

L’azione delle vibrazioni dovute al transito veicolare unita alle intense piogge, stanno provocando l’accentuarsi dei processi di dissesto in maniera particolarmente rapida, con lesioni e fessurazioni che caratterizzano numerose civili abitazioni e che risultano aggravarsi a vista d’occhio (come facilmente riscontrabile dalla documentazione fotografica allegata).

Per le ragioni dinanzi esposte i cittadini residenti chiedono con urgenza la limitazione del traffico per la via in oggetto ai soli residenti e la definizione di un piano traffico che miri a decongestionare l’intera area; chiedono, inoltre, con sollecitudine, un incontro per poter discutere della problematica.

Distinti saluti

I cittadini residenti della via Papalisi
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Caro Direttore,
il Comune di Casarano ha bisogno di una mano nella raccolta differenziata?
No problem: interviene la Città di Veglie a raccogliere la spazzatura…
Roberto Spennato
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Caro Direttore,
sono stati chiusi, la mattina del 9 ottobre, i cancelli di accesso del parco della Chiesetta Balsamo nel quartiere Rudiae Ferrovia a Lecce. La struttura comunale che oltre al monumento storico del 1572 è composta da verde attrezzato e campo di calcetto, svolge anche una funzione importante nella zona in quanto permette l’attraversamento pedonale e di collegamento tra le vie Bonifacio, Cav. Vittorio Veneto e via Pozzuolo.
La decisione di chiudere la struttura è stata presa dal sottoscritto (Carmelo Isola, Presidente della Circoscrizione), dal comando dei vigili urbani e dal tecnico comunale in quanto l’area era divenuta pericolosa.
Mio malgrado, sollecitato a intervenire da parte di cittadini e dal Consigliere circoscrizionale, Leo Ciccardi, ho constatato i reiterati atti di vandalici e il grave rischio per l’incolumità pubblica e ho disposto la chiusura dei cancelli.
Giochi per bambini distrutti, tombini spaccati, vetri e sporcizia dappertutto, marciapiede rotto con sampietrini sparsi estirpati, impianto di irrigazione danneggiato, ecc.
Indico le responsabilità in piccole bande di ragazzi della zona, in cittadini indolenti che con scarso senso civico sporcano e con altrettanta inciviltà non riprendono o non denunciano i malfattori e nelle istituzioni che non tutelano. L’area infatti spesso è sporca, non è chiusa la notte, non è vigilata e ciò comporta uno stato di abbandono che non può essere risolto solo da me e dai miei collaboratori.
Sono addolorato per la situazione che si è creata e chiedo scusa ai cittadini per i disagi che comporterà la chiusura ma devo tutelare la sicurezza e la salute dei frequentatori, soprattutto dei bambini e non intendo aprire i cancelli sino a quando tutto non sarà sistemato.
L’area è indispensabile per il passaggio e frequentato prevalentemente da bambini e dagli alunni delle scuole vicine che utilizzavano il parco per fare attività motoria.
Come Circoscrizione stiamo facendo tanti sforzi, tante attività e tanti progetti per riqualificare la zona non solo dal punto di vista strutturale ma anche da quello sociale, culturale e di rispetto del senso civico, ma evidentemente ancora non siamo riusciti nel nostro intento.
Nonostante i segnali dl divieto ci sono cani che accedono nel parco giochi, ragazzi che sporcano con bottiglie ed altri rifiuti, cittadini che attraversano l’area con moto, adulti che utilizzano e rompono giostre per bambini, il tutto nell’omertà di tutti o quasi.
Anche il campo di calcetto è stato rovinato ed anche la recinzione da parco rifatta è stata danneggiata gravemente.
Spero ora in un pronto intervento di sistemazione dell’area, di pulizia, di vigilanza, di apertura e chiusura giornaliera. Senza garanzie sono costretto a tenere l’area chiusa anche se sono consapevole di arrecare disagio soprattutto alle persone anziane.
Il parco della chiesetta Balsamo è una villa comunale in piccolo, un’area recintata dove i genitori possono far giocare i propri figli, un’oasi verde, un luogo di aggregazione per studenti ed anziani, un bene comune, ma rispettato da pochi.
Carmelo Isola, Presidente della IV Circoscrizione “Rudiae Ferrovia” – Lecce
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Caro Direttore,
ho presentato in questi giorni un esposto in Procura in cui, tra le altre denunce relative a scabrose situazioni riscontrate nel Comune di Ugento, ho evidenziato anche lo stato di degrado e abbandono in cui versa il Palazzetto dello sport di Torre San Giovanni.
Nell’esposto ho scritto che: “Il Comune di Ugento, presso la frazione di Torre San Giovanni, ha realizzato un Palazzetto dello Sport meglio noto come ‘Pallone tensostatico’.

Per molti anni è stato utilizzato come struttura sportiva dalle diverse compagini sportive operanti a livello professionistico e dilettantistico.
Orbene, dall’avvio in esercizio del nuovo Palazzetto dello sport in Ugento, la menzionata struttura, trascurata per negligenza e noncuranza, è andata completamente in rovina, gravemente devastata, perché senza alcun controllo, fino a diventare, sede di tossicodipenti, etc.
Come è stato possibile ridurre una struttura sportiva, per molti aspetti all’avanguardia, in una vera e propria opera fantasma, ormai completamente distrutta e inservibile?
Perché ora dovrebbero essere richiesti nuovi finanziamenti, sempre ovviamente a carico della collettività, per ‘risistemare’ e rendere nuovamente agibile questa importante struttura, considerato anche il periodo di ‘vacche magre’ dei bilanci statali e locali”?
Cristian Rovito di Ugento
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Caro Direttore,
nel territorio di cui è responsabile il Sindaco di Leporano, Domenico Pavone, è stato compiuto un crimine gravissimo, perseguito dalla Legge (L.189/04, art.544 bis c.p.), al quale non è stato dato il giusto peso e l’opportuna risonanza ma, al contrario, si ha l’impressione che si voglia insabbiare in modo che non venga scalfita l’immagine di ridente cittadina turistica con la quale Leporano si presenta.
Nel territorio, sono stati bruciati vivi tre cuccioli di cui la nostra associazione, sostituendosi come sempre alle competenze comunali, si prendeva cura nutrendoli, curandoli e trovando adozioni.
Non è la prima volta che succede un evento così disgustoso a Leporano: accadde la stessa cosa 10 anni fa con quattro cuccioli appena nati e la loro mamma.
Nel corso degli anni spesse volte abbiamo dovuto subire e assistere a episodi di violenza: cani avvelenati, cani picchiati, cuccioli buttati nei cassonetti, cani investiti e abbandonati con la schiena spezzata sul selciato a cui poi a noi è toccato l’ingrato compito di raccoglierli e farli “addormentare”.
E’ la prima volta che noi diciamo BASTA!!
Ricordiamo al Sindaco che, in qualità di primo cittadino, ha la responsabilità dei cani vaganti nel suo territorio e che questa è una di quelle volte, trattandosi di un reato, che non sarà possibile che lui e la sua Giunta deleghino quei privati cittadini, volontari animalisti, che da sempre e in molteplici modi, si sostituiscono con il loro operare all’Amministrazione Comunale.
Uno dei tre cuccioli è ustionato gravemente e, come sempre, noi stiamo provvedendo alle visite veterinarie e cure necessarie a nostre spese. Altri due sono stati letteralmente carbonizzati. Ci teniamo a farle presente che due di loro sarebbero partiti il giorno stesso in cui sono stati così barbaramente uccisi per raggiungere a Torino le famiglie che li avevano adottati. Un sogno di speranza infranto dalla mano di un criminale!!.
Non è facile per noi pensare quale immane sofferenza abbiano patito quelle due creature e, in nome di quella sofferenza, noi chiediamo al Sindaco di non permettere che questo reato resti impunito in modo tale che, chi abbia ancora per la testa l’intenzione di compiere simili atrocità, sappia che la Legge , il Sindaco, i privati cittadini indignati vogliono ottenere GIUSTIZIA!!.
Pertanto chiediamo al Sindaco di collaborare con l’autorità giudiziaria, cui è stata sporta denuncia, per l’identificazione del responsabile di questo reato e di costituirsi parte civile nel processo a suo carico, in quanto responsabile e garante dei cani liberi sul suo territorio.
Grazie
Chiliamacisegua
www.chiliamacisegua.org
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Caro Direttore,
la Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani di Casarano denuncia lo stato di degrado e, in alcune parti, di abbandono in cui versa l’immobile scolastico comunale di via Sesia che attualmente ospita la succursale del Liceo Scientifico Vanini di Casarano.
Già durante lo scorso anno scolastico in seguito alle fisiologiche piogge invernali, la struttura era stata oggetto di allagamenti di aule e corridoi e di infiltrazioni di acqua piovana in alcune parti del solaio, che crearono difficoltà al regolare svolgimento dell’attività didattica e posero grandi interrogativi sulla sicurezza della struttura. Disagi frequenti che, nel marzo scorso, spinsero gli studenti a mobilitarsi attraverso scioperi ed assemblee che ebbero il grande merito di indurre un primo intervento di imbiancatura interna del complesso, tuttavia del tutto inadeguato e insufficiente dinanzi ai problemi effettivi.

È sufficiente passeggiare un po’ nel giardino dell’edificio per rendersi conto che, al di là della rigogliosa vegetazione spontanea che abbraccia il complesso facendolo apparire, insieme alle pareti annerite dall’umidità, un rudere antico, lo “stato di salute” della struttura non è buono, come si può evincere tra l’altro anche da diverse crepe. Sebbene la maggior parte di esse possano essere riconducibili ad assestamento dei muri di tamponamento e quindi avere risvolti perlopiù sul piano estetico (caduta intonaco ecc.) che non strutturale, tuttavia evidenziano come da anni latiti l’ordinaria manutenzione la cui mancanza sta pregiudicando la durabilità dell’opera stessa e di conseguenza la sicurezza di studenti, docenti e collaboratori scolastici.
Ci saremmo aspettati dunque che durante il periodo estivo e quindi di chiusura della scuola si fosse proceduto ad un massiccio intervento di recupero e adeguamento strutturale che mettesse a norma, non solo sulla carta ma nella pratica, l’edificio.
Abbiamo invece assistito all’ennesimo teatrino tra il sindaco e l’assessore provinciale Stefàno che hanno pensato bene di rimpallarsi polemicamente la patata bollente per fini di mera speculazione politica, riuscendo tuttavia a caratterizzarsi per il medesimo disarmante immobilismo.
Ci permettiamo di ricordare agli amministratori comunali e provinciali che, indipendentemente dal colore politico, a loro corre l’obbligo di dare risposte concrete e immediate agli oltre 600 studenti che dal 15 settembre prossimo frequenteranno quotidianamente l’edificio, ai loro genitori, ai docenti, ai collaboratori scolastici e con loro ai cittadini di Casarano che stanno vedendo un bene pubblico comunale lasciato nel degrado e nell’incuria.
Invochiamo pertanto che venga convocato quanto prima un tavolo tecnico tra i due enti al quale, nel segno della massima trasparenza, partecipino anche i rappresentanti degli studenti che meglio di chiunque altro conoscono le condizioni e i disagi della struttura.
Invitiamo infine gli studenti a tenere alta la guardia e a prepararsi sin dai primi giorni di scuola alla mobilitazione. Gli scioperi del marzo scorso hanno dimostrato che solo la lotta paga e può far tremare le gerontocrazie politiche; il silenzio e l’indifferenza invece le asseconda.






Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani di Casarano
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 Cara Direttrice,
Italia Nostra non si ferma! Benché la sentenza del Consiglio di Stato abbia dato il permesso per la costruzione del fotovoltaico a Miggianello e abbia condannato Italia Nostra a pagare 5000 euro di spese processuali, l’associazione ha deciso di continuare la sua battaglia contro la realizzazione di questo progetto.
Si è voluto colpire la nostra associazione condannandola al pagamento di ben 5000 euro di spese processuali. Ma non ci spaventano! E’ chiaro che grande è il fastidio che stiamo dando ai poteri forti, che hanno scelto di fare del Salento la sporca e inquinata landa-colonia energetica d’Italia, dove produrre energia da ogni fonte. Se in un territorio si dà il primato alla produzione di energia anziché al turismo e all’agricoltura di qualità, non si sta facendo gli interessi dei cittadini, ma solo gli interessi delle lobby industriali!
Ed è proprio per questo che Italia Nostra considera la sentenza pecuniaria alla quale è stata condannata ingiusta.
Il legale dell’associazione non esclude l’opportunità di un ricorso in Cassazione e farà uso di tutte le vie legali a disposizione per difendere, non solo Italia Nostra e i suoi membri, ma anche e soprattutto l’ambiente da questa speculazioni.
Anche se le nostre risorse economiche sono praticamente irrisorie, trattandosi di una onlus non ci spaventiamo, perché sappiamo che siamo nel giusto, e ce lo dimostrano, sopra ogni cosa, le persone innamorate del Salento che nell’emergenza di questi giorni, telefonando continuamente ai nostri centralini per informarci dell’apertura di nuovi cantieri di fotovoltaico ovunque, ci chiedono disperate di intervenire e fare qualcosa per evitare questo scempio, che si sta consumando nel più cupo responsabile silenzio di tutte le istituzioni!
Insomma, l’associazione Italia Nostra, non ha nessuna intenzione di fermarsi, anzi, al contrario, ora più che mai, è determinata a intraprendere nuove battaglie per difendere il nostro territorio.
Marcello Seclì, presidente di zona di Italia Nostra
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Carissima Direttrice
vorrei far constatare come si parcheggia a Torre San Giovanni e come nessuno di preoccupi di tenere liberi i parcheggi riservati ai disabili. A ben guardare è evidente come risulta inaccessibile (perennemente) lo scivolo: si vede sulla sinistra, davanti alla Mini Minor bianca. In questa stessa foto si può notare come sulla strada siano parcheggiate auto addirittura sullo stop e sull’incrocio, con seri pericoli per tutti (notare dov’è parcheggiata la piccola jeep rossa scappottata!).
Le foto sono state scattate sabato scorso (17 luglio) alle 18 e ho fatto subito una segnalazione ai vigili urbani di Ugento i quali mi hanno assicurato di aver preso nota della mia segnalazione. Alle ore 20.30 nessun vigile era ancora intervenuto. Ho provato a richiamare l’ufficio, ma nessuno rispondeva più, per cui ho segnalato l’intera faccenda ai carabinieri di Ugento, sempre tramite telefonata e precisando che sono un disabile.
Lettera firmata
  
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Carissima Direttrice,
alcuni cittadini che abitano nella zona Burgesi lamentano in queste ora l’incuria e l’abbandono a causa di una discarica a cielo aperto (sita nei pressi della più nota discarica “Bonificata dai fusti di PCB”), piena di copertoni che bruciano.
Sono intervenuti i Vigili del Fuoco e hanno detto che bisogna immediatamente ricoprire di terra i copertoni perchè i tempi di spegnimento sono molto lunghi e, nel frattempo, continuano a emettere fumi novici per gli abitanti del luogo e delle zone vicine (Gemini e Acquarica del Capo). Lettera firmata
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