Ufficialmente oggi, 21 giugno, inizia l’estate e a breve le spiagge salentine saranno prese d’assalto da bagnanti locali e turisti. Ecco lo scenario che si troveranno dinanzi tutti coloro che si recheranno a Lido Marini. Possibile che con un mare spettacolare come il nostro e con lidi attrezzati e curati,ogni anno si debba combattere contro l’inciviltà e la mancanza di rispetto nei confronti del territorio?
“È semplicemente vergognosoche il turista si trovi di fronte ad uno spettacolo del genere: montagne di sterpaglie, plastica, materassi e non solo, anche amianto. Lido Marini purtroppo sta diventando una discarica a cielo aperto e questo non deve accadere!”. queste sono le parole della lettrice che ha inviato le foto. E noi siamo d’accordo con lei.





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Ecco il marciapiede di via Messapica – angolo piazza Pompeo Colonna. Dalle foto si evince chiaramente quanto sia stato “infossato” – praticamente non esiste più – per i numerosi transiti di ruspe e grossi camion da trasporto durante il lavori di riqualificazione (?) della piazza tre anni fa. Si notano inoltre i danni provocati al cortile d’ingresso comune a due civili abitazioni.



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Sulla possibile costruzione di un parco eolico al largo della costa salentina nel bel mezzo del Canale d’Otranto le associazioni ambientaliste si muovono per scongiurare gravi danni all’avifauna. L’onorevole Elisabetta Zamparutti interroga il ministro dell’Ambiente.
[http://www.youtube.com/watch?v=9srPoOU6_Z4]
Data la particolare collocazione, la nostra penisola salentina diviene luogo di approdo, stazionamento, passaggio e partenza per centinaia di specie di uccelli migratori, che si spostano ciclicamente in tutt’Europa, nel Mediterraneo e tra Europa, Africa e Asia. La collocazione di mega torri eoliche all’interno del nostro mare recherebbe dei danni agli uccelli che percorrono quella rotta migratoria, perché potrebbero rimanere falciati dalle pale.
 Un parco eolico in alto mare
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Quella sugli alberelli natalizi bianco-verdi in piazza San Giovanni Elemosiniere a Casarano era stata la polemica più accesa dei giorni a ridosso delle festività natalizie. La città praticamente non ha parlato d’altro: troppo cari, mediamente cari, poco cari; troppo bianchi, bianchi il giusto, troppo verdi.
Ma, ora che Natale è (abbondantemente) passato e pure Pasqua con i suoi ramoscelli simbolo di pace è alle spalle, che cosa aspetta il Comune a metter da parte l’addobbo della discordia?
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Riceviamo e pubblichiamo:
Gentile redazione,
facciamo appello alla vostra rinomata sensibilità, al fine di risvegliare le coscienze dei nostri amministratori e magari ridestarli dal torpore in cui versano.
Tenuto conto che le periferie della nostra. città continuano ad essere cementificate e quindi abitate, quelle che una volta erano periferie disabitate ora sono diventati veri centri abitati.
Ne consegue, pertanto, che il depuratore Ciccio Prete che sorge all’ingresso di Lecce, sulla statale che conduce verso San Cataldo, andando in direzione della marina, poco dopo lo stadio di “Via del Mare” è, oramai, incastonato in un centro densamente abitato, e tenuto conto che è mal gestito, prova ne è il fatto che più volte è stato posto sotto sequestro, si continuano a propagare nell’aria per diversi chilometri, e nelle nostre case miasmi abominevoli che compromettono il nostro benessere e la qualità della vita degli abitanti costretti a respirare quotidianamente aria insalubre.
Spiace segnalare che dopo tante e reiterate richieste di interventi, il problema continua ad acuirsi.
È superfluo ribadire che la causa di questo sgradevole problema, è da attribuire alla cattiva gestione e manutenzione dell’impianto, poiché un impianto a norma nelle parti di captazione e pulizia dell’aria, adeguate coperture delle vasche scoperte e un’adeguata gestione e manutenzione degli impianti di sollevamento con altrettanti adeguati interventi di tipo tecnologico volti al trattamento dell’aria e neutralizzazione dei cattivi odori, potrebbero risolvere definitivamente questa annosa questione.
Siamo, pertanto, a richiedere l’intervento dei nostri amministratori, sempre che vogliano farlo, per risolvere queste problematiche, che compromettono non solo la qualità della nostra vita, ma anche e soprattutto la nostra salute, tenuto conto che per la gente e i bambini affetti da asma e altre malattie respiratorie la pessima qualità dell’aria respirata può acuire queste patologie, difficili da gestire dai bambini in assenza dei genitori.
Le soluzioni ci sono, sono tante e tanti sono i Comuni italiani che le hanno già adottate, (a tal riguardo c’è un’ampia letteratura) , risolvendo così il problema e garantendo la qualità di vita che spetta a tutti i cittadini.
Poiché la situazione, oramai, ha superato i limiti di tollerabilità, segnaleremo la problematica all’Arpa, alla Regione Puglia, alla Asl ed in mancanza di interventi, in ultima istanza ricorreremo alla via giudiziaria.
COMITATO DEI QUARTIERI MALEODORANTI LECCE
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Riceviamo e pubblichiamo.
Lecce, quartiere Santa Rosa, via Pirandello. Vorremmo poter raccontare di periferie curate, di parchi puliti in cui i bambini corrono e giocano spensierati, in cui le mamme possano stare al sicuro nel vederli utilizzare i giochi pubblici, ma purtroppo non è sempre possibile perché alcuni comuni, forse troppi, sembra abbiano dimenticato le zone meno vicine ai centri cittadini e i luoghi d’interesse storico – artistico.
Non è raro, infatti, che zone a verde attrezzato e piccole piazze di periferia, spesso non lontano dai centri nevralgici e commerciali delle nostre città, siano diventate il ritrovo di bande di barbari e che siringhe, vetri rotti e rifiuti di ogni genere la facciano da padrone con evidenti rischi per la salute e la sicurezza per i più piccoli che, al contrario, dovrebbero esserne i veri signori.
Giovanni D’Agata
componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore”
Italia dei Valori
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Riceviamo e pubblichiamo.
Mi presento: sono Federica Del Fiume, frequento il Liceo Scientifico Giulio Cesare Vanini di Casarano e sono rappresentante degli studenti nel Consiglio d’Istituto.
Volevo porre all’attenzione di tutti le incresciose situazioni verificatesi mercoledì 10 marzo nella sede succursale di via Sesia, dopo la fitta ed incessante pioggia che ha colpito il nostro territorio.
Provo a descrivere seppure le parole non rendono l’idea del disagio provato da noi alunni durante la giornata scolastica: corridoi ed aule allagate, soffitto gocciolante, cadute di calcinacci e qualche ragazzo che ha pagato lo stato increscioso dei pavimenti con qualche scivolata, fortunatamente solo in parte dannosa e non troppo grave.
Sappiamo per certo che il degrado dell’istituto di via Sesia è stato più volte evidenziato negli anni scorsi, a quanto pare inutilmente.
Vorrei chiedere ai signori interessati: deve necessariamente verificarsi qualcosa di eccessivo o peggio irrimediabile affinché chi di competenza si occupi della faccenda? Quanto ancora dobbiamo aspettare per vedere sistemata una volta per tutte l’annosa questione di via Sesia?
Noi ci siamo stancati, anche perché abbiamo vissuto in prima persona il clamoroso disagio di oggi, decidendo di scioperare nella mattina di giovedì 11, restando simbolicamente fuori dal plesso della succursale.
Distinti saluti,
Federica Del Fiume
Classe 4AS
Liceo Scientifico Giulio Cesare Vanini
rappresentante degli studenti nel Consiglio d’Istituto
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Casarano, via Solferino. Nei pressi di “zona Vora”, per intendersi. Quando piove un po’ più del solito, come è avvenuto l’altro giorno (e come accade spesso in inverno) i tombini non riescono a contenere l’acqua e straripano. Proprio a casa della signora Fabiola Mazzeo, ormai esasperata dagli episodi di questo tipo. Non è un bello spettacolo. E soprattutto non è salutare. Sarebbe il caso di trovare una soluzione definitiva, giusto per non ritrovarsi con l’acqua alta in giardino.







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Riceviamo e pubblichiamo:
Dopo l’intervento del sindaco di Scorrano nei giorni scorsi, a sostegno del devastante progetto di un deserto di pannelli fotovoltaici di ben 45 ettari nel cuore del basso Salento, nella bella campagna di Scorrano, in contrada Miggianello, intervento polemico a seguito del fermo dei lavori ottenuto con il ricorso presentato dalla nostra associazione al Tar Lecce, a salvezza di quella contrada e del paesaggio del cuore del basso Salento, sentiamo il bisogno di replicare, non per vis polemica, ma al fine di una corretta informazione.
Nel Salento alcuni Comuni pubblicizzano il fotovoltaico sui tetti, come Melpignano, Alessano, Maglie, Minervino, ecc. per tutelare le campagne, sostengono, e poi si scopre che autorizzano invece impianti industriali nelle zone agricole, sperando che un’azione amministrativa buona copra lo stupro immorale, e spesso illegale, del territorio, che stanno avallando e favorendo.
Fa male al cuore veder sindaci difendere aziende esterne che sono venute nel Salento a colonizzare e devastare il nostro paesaggio, la nostra biodiversità e la nostra salute.
Marcello Seclì
presidente zonale di Italia Nostra-Sud Salento






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Riceviamo e pubblichiamo.

Giovedì 20 gennaio 2010 sono iniziati i lavori per l’installazione di un impianto fotovoltaico in contrada Masseria Cristo – Moresono nel territorio di Ugento.
La notizia l’abbiamo avuta dagli stessi operai che stanno predisponendo delle sbarre di ferro zincate, le quali, probabilmente, serviranno per la recinzione dell’impianto medesimo.
Nei dintorni non abbiamo visto alcuna tabella con informazioni tecniche in merito a tale progetto.
Si allega la foto satellitare dove è indicato, con una linea rossa, il territorio interessato dall’impianto fotovoltaico (in alto a sinistra, l’abitato di Gemini; in alto a destra, quello di Acquarica del Capo).
Lettera firmata
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