Archivio per marzo 8th, 2009

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La trentenne Erica Strange ha la classica ultima possibilità: uno psicanalista molto particolare, il dottor Tom, le permette di andare nel passato e cambiare le cose, fare diversamente le scelte che l’hanno portata alla vita deludente che vive oggi. Dal primo bacio al primo colloquio, Erica ha l’opportunità di fare le cose nel modo giusto…

Bof, il pilot non mi ha convinto per nulla…

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Ecco una piacevole sorpresa.

Nel senso che dopo aver visto il pilot, nonostante la presenza del bravissimo Tim Roth, non pensavo che questa serie potesse reggere.

Cal Lightman (Tim Roth) è un esperto di cinesica, in pratica scopre i bugiardi semplicemente guardandoli. Ha una società in cui lui e altre tre persone forniscono consulenze a polizia, FBI e privati cittadini.

Sarà che la cinesica non mi convince del tutto, sarà che il libro che ho letto con protagonista un’esperta di cinesica non sono riuscito a finirlo, sarà che alla fine il fatto di scoprire al volo chi mente mi sembrava un meccanismo narrativo fin troppo semplice, ma in ogni caso, vedevo in questa serie un enorme rischio di ripetitività.

Invece dopo quattro puntate si sta rivelando piacevole e abbastanza originale, il problema non è capire se si mente (come ho detto gli esperti lo sanno abbastanza facilmente guardando le micro-espressioni) ma perché lo si fa, e qui la cosa si fa più difficile.

Il serial è a bassa continuity e pur non piazzandosi nella top ten è da seguire, perché offre un discreto intrattenimento.

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È stato appena annunciato, Knight Rider 2008 (la nuova serie di Supercar) non avrà una seconda stagione.

Gli aspetti positivi della serie sono tutti nei primi episodi. Il tono era leggero e brillante, una giusta combinazione di belle ragazze, belle auto, indagini più situazioni divertenti. Il tutto impreziosito da Deanna Russo, a volte bella da lasciare senza fiato.

Nulla di che ma si lasciava guardare.

Il calo degli ascolti ha fatto sì che la serie mutasse, si è cercato di far assomigliare ancora di più la serie a quella originale, nel tono.

La serie già caratterizzata da storie autoconclusive con nessuna trama orizzontale e tutta la narrazione incentrata su K.I.T.T (un suicidio oggi, in epoca di serial complessi con story-arc che si intrecciano tra loro)  ha anche perso la sua impronta originale (il tono più sbarazzino, appunto)

Infine per i perduranti dati i bassi indici di ascolto la serie ha subito un ridimensionamento di risorse, si è ridotto il team, portando l’intero cast a soli quattro elementi, tre dei quali di fatto erano davanti a un computer e il quarto (Michael Knight) al volante. Un suicidio narrativo.

E infatti, ecco la chiusura.

Vabbé, almeno mi sono ricordato di quando ero ragazzino :)

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Ne parlavo pochi post fa. Being Human è una gran serie. E la season finale trasmessa pochi giorni fa lo conferma.

Interessante, ricca di letture, conclusiva il giusto con una serie di elementi che saranno sviluppati nella prossima stagione.

Il bello delle storie con i vampiri è che riescono ad essere pregne di senso e ricche di metafore nonostante una classicità di fondo che è assolutamente ricorrrente (il vampiro succhia il sangue, odia le croci, non si riflette negli specchi, non ama il sole, ecc.). Being Human non fa differenza, la storia nonostante richiami qua e là tutti i “classici” del genere, permette diversi livelli di lettura e ha una sua originalità.

Confermo, una delle serie che più ho apprezzato quest’anno.

(la foto l’ho presa da beinghuman.is-great.net)

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