Grazie a Rrobe trovo una chicca che non può non essere condivisa:
Dr.Horrible’s – Sing Along Blog
di Joss Whedon (Dollhouse) con Neil Patrick Harris (How I met Your Mother), Felicia Day (Buffy, Dollhouse, House MD), Nathan Fillion (Firefly, Buffy), Simon Helberg (The Big bang Theory)
piccolo musical tragicomico prodotto per il web nonché capolavoro
La speranza è che non si possa fare peggio di così.
Perché neppure Smallville, neppure Gli occhi del cuore 2, è mai riescito a infilare tante banalità, tanti luoghi comuni, tante boiate in un unico episodio
Dopo la mega pausa natalizia le serie ricominciano. E nell’ultima puntata (6×10) andata in onda negli usa il dr House fa una splendida imitazione di Jack Bauer.
Nel frattempo anche Jack Bauer è tornato, con il Day 8 e io sono contento.
Ah. Dopo il trasloco e i casini annessi, forse sono tornato anche io
Non so se siete tra quelli che da bambini erano terrorizzati dai Visitors… in ogni caso il remake più atteso dell’anno è iniziato!
Ed è iniziato proprio bene, con un ottimo pilot: buon ritmo, buona storia, ottimo aggiornamento della simbologia (non più dittatura militare, ma controllo dei media… vi dice nulla?).
E splendido cast: Elizabeth Mitchell (lost), Morena Baccarin (Firefly), Laura Vandervoort (Smallville), Alan Tudyk (dollhouse).
Certo non tuto è perfetto, alcuni personaggi non sono perfettamente a fuoco e altri sono un po’ troppo stereotipati, ma nell’insieme funziona.
PS
gli ascolti sono stati altissimi, si dice a livello del pilot di Lost.
È un mese che non aggiorno. Ho avuto seri problemi personali. Devo aggiornarvi sulla ripartenza della nuova stagione autunnale e lo farò al più presto. Ma prima…
A causa dei problemi di cui sopra sono stato a Lecce per un periodo abbastanza lungo. E a Lecce, visto che la mia famiglia non ha internet guardo la tv generalista. Mi è capitato così di guardare Una sera d’Ottobre. Orrida fiction romantica con spruzzate di giallo.
Il finale della fiction è qui sotto (almeno fino a che la RAI non segherà il video. Altrimenti potete trovarla sul sito rai.tv).
La scena (minuto 3.50) è costruita volutamente identica alla scena inizale dell’incontro. Lei è vestita nello stesso modo, corre per prendere il medesimo treno e entra nello stesso compartimento, occupato dalle stesse persone, il bambino sta leggendo lo stesso (!!!) Dylan Dog. L’unica differenza è il posto di fronte alla protagonista. Questa volta è vuoto. Alessandro è a Roma.
Il treno imbocca la galleria. Fine.
Ma no! Perché gli autori di Rai Uno considerano il proprio pubblico deficiente: un finale aperto nonostante sia stato costruito in maniera perfino ridondante (il Dylan Dog) è una roba troppo difficile da capire. Il pubblico è scemo e loro non si fanno scrupoli, lo spiegano!
The Vampire Diaries è un teen drama standard (non per nulla è diretto da Kevin Dawson’s Creek Williamson).
E in tutti i cazzo-di-teen-drama standard c’è il tipo povero ma talentuoso, il ricco viziato e stronzo, il ricco ma buono e ci sono le storie d’amore tra loro che alla fine se li rigirano tutti, ecc.
Solo che qui ci sono i vampiri.
Quello che c’è da chiedersi è se i vampiri siano sufficienti a giustificare la visione di un cazzo-di-teen-drama .
E la risposta stavolta è decisamente no!!!
Perché The Vampire Diaries è molto peggio di un teen drama. È una serie per bimbominkia, è un orrido emulo della Twilight saga, coi vampiri mona. E se il film era brutto questa serie tv lo è ancora di più.
Per sapere cosa siano i vampiri mona e soprattutto i bimbominkia si deve (si deve!) leggere Betty Mooore:
Mercoledì, negli States parte questa nuova serie creata da Ryan Murphy, Brad Falchuk e Ian Brennan, a cui dobbiamo Nip/Tuck.
La storia è ambientata in un liceo dell’Ohio, dove un gruppo di studenti, membri del Glee Club, allestiscono uno spettacolo musicale, per partecipare ai “national” studenteschi. Il Musical è un genere che, in Italia soprattutto, divide il pubblico in chi lo ama (come me) e chi lo detesta.
Però, dato che ho già visto il preair, rilasciato dalla FOX molti mesi fa posso dire che a prescindere da canzoni e coreografie ne sono discretamente entusiasta: all’interno di una teen comedy abbastanza classica nelle sue premesse, troviamo personaggi tipici ma caratterizzati con spessore, situazioni comiche divertenti, tanta ironia e soprattutto idee registiche davvero di gran classe.
Speriamo che il resto della season riesca a mantenere il livello del pilot.
D’estate di bello, televisivamente parlando, ci sono due cose: True blood e Mad Men.
Solo che Mad Men è più bello. Mad Men è più bello di tutto, non ho mai visto una roba in tv così tanto cinematografica, così ben scritta,così ben recitata, in breve così stilisticamente perfetta.
I Mad Men sono i pubblicitari di Madison Avenue, Manhattan, New York. Siamo negli anni sessanta, e all’interno dell’agenzia Sterling & Cooper seguiamo la vita di coloro che, di fatto, hanno inventato la pubblicità come noi la conosciamo (si dice che la figuar di Don Draper, il protagonista, si ispirata a Bill Bernbach, dell’agenzia DDB, che ha tuttora la sua sede principale in Madison Avenue.)
Mad men è una serie drammatica, e incredibilmente triste e meravigliosa.
Dietro il luccicante mondo dei pubblicitari di Medison Avenue e dietro lo sfavillio delle merci infatti troviamo la tristezza degli uomini e del loro quotidiano.
Anzi probabilmente acquistando in comicità e trash e perdendo un pelo di realismo questa seconda season si è rivelata migliore della prima.
Una stagione divertentissima, audace, piena di sesso, di trovate, di baccanali.
Una stagione con Sookie insopportabilmente sciura, Jason meravigliosamente scemo (o pigro, secondo la teoria di Sookie), Tara che la meneresti anche tu, Maryanne con le corna, Sam Merlotte mosca e Andy Bellefleur che ha visto un maiale