La speranza è che non si possa fare peggio di così.
Perché neppure Smallville, neppure Gli occhi del cuore 2, è mai riescito a infilare tante banalità, tanti luoghi comuni, tante boiate in un unico episodio
The Vampire Diaries è un teen drama standard (non per nulla è diretto da Kevin Dawson’s Creek Williamson).
E in tutti i cazzo-di-teen-drama standard c’è il tipo povero ma talentuoso, il ricco viziato e stronzo, il ricco ma buono e ci sono le storie d’amore tra loro che alla fine se li rigirano tutti, ecc.
Solo che qui ci sono i vampiri.
Quello che c’è da chiedersi è se i vampiri siano sufficienti a giustificare la visione di un cazzo-di-teen-drama .
E la risposta stavolta è decisamente no!!!
Perché The Vampire Diaries è molto peggio di un teen drama. È una serie per bimbominkia, è un orrido emulo della Twilight saga, coi vampiri mona. E se il film era brutto questa serie tv lo è ancora di più.
Per sapere cosa siano i vampiri mona e soprattutto i bimbominkia si deve (si deve!) leggere Betty Mooore:
Mercoledì, negli States parte questa nuova serie creata da Ryan Murphy, Brad Falchuk e Ian Brennan, a cui dobbiamo Nip/Tuck.
La storia è ambientata in un liceo dell’Ohio, dove un gruppo di studenti, membri del Glee Club, allestiscono uno spettacolo musicale, per partecipare ai “national” studenteschi. Il Musical è un genere che, in Italia soprattutto, divide il pubblico in chi lo ama (come me) e chi lo detesta.
Però, dato che ho già visto il preair, rilasciato dalla FOX molti mesi fa posso dire che a prescindere da canzoni e coreografie ne sono discretamente entusiasta: all’interno di una teen comedy abbastanza classica nelle sue premesse, troviamo personaggi tipici ma caratterizzati con spessore, situazioni comiche divertenti, tanta ironia e soprattutto idee registiche davvero di gran classe.
Speriamo che il resto della season riesca a mantenere il livello del pilot.
Anzi probabilmente acquistando in comicità e trash e perdendo un pelo di realismo questa seconda season si è rivelata migliore della prima.
Una stagione divertentissima, audace, piena di sesso, di trovate, di baccanali.
Una stagione con Sookie insopportabilmente sciura, Jason meravigliosamente scemo (o pigro, secondo la teoria di Sookie), Tara che la meneresti anche tu, Maryanne con le corna, Sam Merlotte mosca e Andy Bellefleur che ha visto un maiale
Dopo la pausa estiva del blog, eccomi a scrivere sul finale di stagione e sulla season in generale di questa serie.
Make it or break it è un teen drama standard.
E in tutti i cazzo-di-teen-drama standard c’è il tipo povero ma talentuoso, il ricco viziato e stronzo, il ricco ma buono e ci sono le storie d’amore tra loro che alla fine se li rigirano tutti, ecc.
Solo che qui ogni tanto fanno un doppio carpiato.
Quello che c’è da chiedersi è se il doppio carpiato è sufficiente a giustificare la visione di un cazzo-di-teen-drama standard.
Più o meno sì, infatti sono arrivato alla fine. Make it or break it è abbastanza divertente.
Certo con qualche diagonale in più e qualche pippa da adolescenti in meno sarebbe stato anche meglio.
Di Harper’s island ne ho già parlato in un paio di occasioni. Fin troppo bene, con il senno del poi.
La serie infatti resta divertente fino alle puntate 8 o 9. Poi l’interesse scema, il meccanismo diventa ripetitivo e soprattutto la spiegazione finale è quanto di più campato in aria mi sia capito di incontrare. Perché non basta che uno sia “pazzo” per giustificare qualunque cosa, anche la pazzia ha una sua logica e i personaggi devono avere motivazioni verosimili e coerenti.
Non è che io sia un gran fan dei teen drama, ma mi piacciono molto le storie con ambientazione nel mondo dello sport. La ginnastica poi l’ho sempre trovata bellissima…
Insomma, dopo due episodi devo dire che questo Make it or break it non è male, anche se sembra abbastanza tradizionale all’interno degli stilemi classici del genere.