È cominciata ad aprile sulla BBC la nuova season del Doctor Who, stagione molto attesa perché con la quarta season si chiudeva l’era dell’autore principale del nuovo Doctor Who, Russell T. Davies e contemporaneamente David Tennant, il dottore più dottore di tutti, lasciava il ruolo al giovane Matt Smith.
In pratica un rinnovamento completo: nuovo autore, nuovo dottore, nuova companion, nuovo tardis.
E c’è poco da dire, per fortuna Steven Moffat è il perfetto erede di Russel T. Davies e Smith riesce quasi a non far rimpiangere Tennant!
Moffat in fondo è l’autore di alcuni degli episodi del Dottore che più amo (The Empty Child, The Girl in the Fireplace, Blink)
I primi sette episodi di questo quinta stagione con il Dottore sono davvero davvero belli, merito di ottime sceneggiature e… della nuova companion, Amelia Pond (Karen Gillan) che sta rapidamente diventando la mia compagna del dottore preferita di sempre.
Grazie a Rrobe trovo una chicca che non può non essere condivisa:
Dr.Horrible’s – Sing Along Blog
di Joss Whedon (Dollhouse) con Neil Patrick Harris (How I met Your Mother), Felicia Day (Buffy, Dollhouse, House MD), Nathan Fillion (Firefly, Buffy), Simon Helberg (The Big bang Theory)
piccolo musical tragicomico prodotto per il web nonché capolavoro
Non so se siete tra quelli che da bambini erano terrorizzati dai Visitors… in ogni caso il remake più atteso dell’anno è iniziato!
Ed è iniziato proprio bene, con un ottimo pilot: buon ritmo, buona storia, ottimo aggiornamento della simbologia (non più dittatura militare, ma controllo dei media… vi dice nulla?).
E splendido cast: Elizabeth Mitchell (lost), Morena Baccarin (Firefly), Laura Vandervoort (Smallville), Alan Tudyk (dollhouse).
Certo non tuto è perfetto, alcuni personaggi non sono perfettamente a fuoco e altri sono un po’ troppo stereotipati, ma nell’insieme funziona.
PS
gli ascolti sono stati altissimi, si dice a livello del pilot di Lost.
D’estate di bello, televisivamente parlando, ci sono due cose: True blood e Mad Men.
Solo che Mad Men è più bello. Mad Men è più bello di tutto, non ho mai visto una roba in tv così tanto cinematografica, così ben scritta,così ben recitata, in breve così stilisticamente perfetta.
I Mad Men sono i pubblicitari di Madison Avenue, Manhattan, New York. Siamo negli anni sessanta, e all’interno dell’agenzia Sterling & Cooper seguiamo la vita di coloro che, di fatto, hanno inventato la pubblicità come noi la conosciamo (si dice che la figuar di Don Draper, il protagonista, si ispirata a Bill Bernbach, dell’agenzia DDB, che ha tuttora la sua sede principale in Madison Avenue.)
Mad men è una serie drammatica, e incredibilmente triste e meravigliosa.
Dietro il luccicante mondo dei pubblicitari di Medison Avenue e dietro lo sfavillio delle merci infatti troviamo la tristezza degli uomini e del loro quotidiano.
Anzi probabilmente acquistando in comicità e trash e perdendo un pelo di realismo questa seconda season si è rivelata migliore della prima.
Una stagione divertentissima, audace, piena di sesso, di trovate, di baccanali.
Una stagione con Sookie insopportabilmente sciura, Jason meravigliosamente scemo (o pigro, secondo la teoria di Sookie), Tara che la meneresti anche tu, Maryanne con le corna, Sam Merlotte mosca e Andy Bellefleur che ha visto un maiale
Se vi garba l’idea di una serie estiva e quindi del tutto inverosimile, sborona e divertentissima mi permetto di consigliare Leverage.
Nathan Ford, un ex agente assicurativo, un tempo incaricato di sventare i furti e recuperare la refurtiva in modo da non far pagare i premi alla propria azienda, si ritrova a mettere assieme una squadra di ladri (ognuno con la sua particolare skill), e a inventare complicati piani per compiere furti e truffe ai danni dei ricchi e potenti per aiutare i poveri e i bistrattati.
Se state pensando a Robin Hood siete un po’ lontani… molto meglio pensare a Hannibal Smith
Le dinamiche infatti ricordano molto da vicino quelle dell’A-team, aggiungeteci Ocean eleven e giusto una spruzzata di Scofield e ci siamo!
Per la season finale di HIMYM gli autori hanno usato (non so quanto consapevolmente) un trucco Rossiniano. Rossini, infatti, per rendere ancora più memorabili i suoi crescendo faceva scendere di tono il movimento precedente, così che il crescendo potesse partire da un livello inferiore e sembrare più impressionante nella sua salita.
Ecco, gli autori di HIMYM hanno fatto precedere questo season finale da una puntata brutta. Ma brutta forte. Al confronto questa The Leap sembra un piccolo gioiello
Non lo è, ma è una puntata carina, che offre alcuni momenti molto divertenti e altri dolci, fa avanzare un paio di storyline orizzontali (quella di Barney e qualla della Mamma).
Nel complesso questa quarta season non è stata memorabile, anzi. Molti episodi si sono rivelati mediocri e senza idee, in più è stata flagellata dalle gravidanze della Hannigan e della Smulders cosa che ha costretto gli autori a farle recitare quasi sempre sedute o coperte da qualcosa.
Certo Barney è sempre mitico, ma non sempre è sufficiente. speriamo che la nuova season, senza pancioni da nascondere e con la nuova ambientazione per Ted, possa risultare più fresca.