Grazie a Rrobe trovo una chicca che non può non essere condivisa:
Dr.Horrible’s – Sing Along Blog
di Joss Whedon (Dollhouse) con Neil Patrick Harris (How I met Your Mother), Felicia Day (Buffy, Dollhouse, House MD), Nathan Fillion (Firefly, Buffy), Simon Helberg (The Big bang Theory)
piccolo musical tragicomico prodotto per il web nonché capolavoro
Non so se siete tra quelli che da bambini erano terrorizzati dai Visitors… in ogni caso il remake più atteso dell’anno è iniziato!
Ed è iniziato proprio bene, con un ottimo pilot: buon ritmo, buona storia, ottimo aggiornamento della simbologia (non più dittatura militare, ma controllo dei media… vi dice nulla?).
E splendido cast: Elizabeth Mitchell (lost), Morena Baccarin (Firefly), Laura Vandervoort (Smallville), Alan Tudyk (dollhouse).
Certo non tuto è perfetto, alcuni personaggi non sono perfettamente a fuoco e altri sono un po’ troppo stereotipati, ma nell’insieme funziona.
PS
gli ascolti sono stati altissimi, si dice a livello del pilot di Lost.
D’estate di bello, televisivamente parlando, ci sono due cose: True blood e Mad Men.
Solo che Mad Men è più bello. Mad Men è più bello di tutto, non ho mai visto una roba in tv così tanto cinematografica, così ben scritta,così ben recitata, in breve così stilisticamente perfetta.
I Mad Men sono i pubblicitari di Madison Avenue, Manhattan, New York. Siamo negli anni sessanta, e all’interno dell’agenzia Sterling & Cooper seguiamo la vita di coloro che, di fatto, hanno inventato la pubblicità come noi la conosciamo (si dice che la figuar di Don Draper, il protagonista, si ispirata a Bill Bernbach, dell’agenzia DDB, che ha tuttora la sua sede principale in Madison Avenue.)
Mad men è una serie drammatica, e incredibilmente triste e meravigliosa.
Dietro il luccicante mondo dei pubblicitari di Medison Avenue e dietro lo sfavillio delle merci infatti troviamo la tristezza degli uomini e del loro quotidiano.
Anzi probabilmente acquistando in comicità e trash e perdendo un pelo di realismo questa seconda season si è rivelata migliore della prima.
Una stagione divertentissima, audace, piena di sesso, di trovate, di baccanali.
Una stagione con Sookie insopportabilmente sciura, Jason meravigliosamente scemo (o pigro, secondo la teoria di Sookie), Tara che la meneresti anche tu, Maryanne con le corna, Sam Merlotte mosca e Andy Bellefleur che ha visto un maiale
Se vi garba l’idea di una serie estiva e quindi del tutto inverosimile, sborona e divertentissima mi permetto di consigliare Leverage.
Nathan Ford, un ex agente assicurativo, un tempo incaricato di sventare i furti e recuperare la refurtiva in modo da non far pagare i premi alla propria azienda, si ritrova a mettere assieme una squadra di ladri (ognuno con la sua particolare skill), e a inventare complicati piani per compiere furti e truffe ai danni dei ricchi e potenti per aiutare i poveri e i bistrattati.
Se state pensando a Robin Hood siete un po’ lontani… molto meglio pensare a Hannibal Smith
Le dinamiche infatti ricordano molto da vicino quelle dell’A-team, aggiungeteci Ocean eleven e giusto una spruzzata di Scofield e ci siamo!
Per la season finale di HIMYM gli autori hanno usato (non so quanto consapevolmente) un trucco Rossiniano. Rossini, infatti, per rendere ancora più memorabili i suoi crescendo faceva scendere di tono il movimento precedente, così che il crescendo potesse partire da un livello inferiore e sembrare più impressionante nella sua salita.
Ecco, gli autori di HIMYM hanno fatto precedere questo season finale da una puntata brutta. Ma brutta forte. Al confronto questa The Leap sembra un piccolo gioiello
Non lo è, ma è una puntata carina, che offre alcuni momenti molto divertenti e altri dolci, fa avanzare un paio di storyline orizzontali (quella di Barney e qualla della Mamma).
Nel complesso questa quarta season non è stata memorabile, anzi. Molti episodi si sono rivelati mediocri e senza idee, in più è stata flagellata dalle gravidanze della Hannigan e della Smulders cosa che ha costretto gli autori a farle recitare quasi sempre sedute o coperte da qualcosa.
Certo Barney è sempre mitico, ma non sempre è sufficiente. speriamo che la nuova season, senza pancioni da nascondere e con la nuova ambientazione per Ted, possa risultare più fresca.
Non male questo day 7, sicuramente un miglioramento rispetto alla season precedente, anche se non perfetto.
Le cose che hanno decisamente funzionato:
Jack Bauer. Il personaggio torna evoluto e più problematico, si confronta con il senso di quel che fa e delle scelte che compie. Ottimo.
Il ritmo. Soprattutto nella prima parte dalla giornataè serrato e i colpi di scena si susseguono senza darci respiro
Il cambio di ambientazione e di scenario, con Jack Bauer non più in carica, ma addirittura guardato come pericoloso da FBI e Casabianca. Si rimescolano un po’ le carte e si varia lo schema classico.
L’Agente Walker. che è proprio un bel personaggio.
La fine “finale” (scrivo così per evitare spoiler). Bella e bello il modo in cui Jack l’affronta.
e quelle che non vanno:
Risolto l’intreccio del primo story arc la season perde (come altre volte succede) di efficacia e di interesse, la tenzione cala e nonostante i colpi di scena si susseguano il tutto non funziuona come prima.
Mancano personaggi davvero forti escluso Jack (com’era Palmer, per dire), e quando il fuoco non è su Jack la storia ne risente, e nelle ultime ore di questo day 7 succede spesso.
La verosimiglianza di fondo. Non che sia mai stata eccessiva ma le premesse da cui parte questo settimo giorno sono davvero poco credibili. Bisogna forzarsi ad accettarle e poi ci si diverte, anche molto.
Kim Bauer.
La fine che riapre. Necessaria per avere il Day 8 ma parecchio forzata.
…Pushing daisies mi mancherà più di ogni altra cosa. La serie di Brian Fuller era unica, solare, poetica, buffa, fantasiosa, dolcissima. E girata benissimo.
Perfetta in ogni episodio, con dialoghi come questi:
ned: you’re the only one for me. chuck: i know you feel that now, but there are things you want, there’are things we both want. ned: so? everyone wants stuff. we wake up everyday with a list of wishes a mile long and maybe we spend our lives trying to make those wishes come true, but just because we want them doesn’t mean we need them to be happy. chuck: what do you need to be happy? ned: you.
davvero, da stasera (giorno in cui ho visto l’ultima bellissima puntata) la mia vita è un po’ (giusto un po’) più triste e vuota.