Posts Tagged “series finale”

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Li affronto assieme perché alla fine sono le più grosse delusioni della stagione appena trascorsa.

Flashforward ha un ottimo soggetto, ma viene devastato da una sceneggiatura pessima, che non sfrutta le opportunità dell’idea di fondo (cosa succede su puoi vedere un momento del tuo futuro? il futuro è scritto o può essere modificato? il fatto di conoscerlo farà sì che saremo noi stessi gli artefici della sua realizzazione? ecc.)  ma banalizza il tutto, infarcisce le puntate di continue spiegazioni sempre uguali, fa vedere a ripetizioni le stesse visioni e non riesce a caratterizzare i personaggi.

A questo aggiungete un protagonista che è capace di un’unica espressione ed è pure un’espressione brutta e siamo a posto.

Peccato, perché per idea e budget poteva essere un’ottima serie, invece si è rivelata appena passabile.

Di V vi avevo già parlato. Però nonostante un buon pilot la serie non ha ingranato, anche in questo caso per colpa soprattutto della sceneggiatura.

V è stato rinnovato per una nuova stagione, Flashforward no, chiude con la prima.

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Sono passati due mesi da quando ho scritto l’ultimo post di questo blog. Ho avuto un po’ di casini, un altro po’ di casini e ho cambiato lavoro.

Nel frattempo ho guardato un po’ di serie tv, ma meno di quelle che avrei voluto e siamo arrivati alla fine della stagione: in Usa e in Inghilterra gli show invernali stanno andando a finire quelli estivi non sono ancora cominciati. I network hanno annunciato rinnovi e tagli per la prossima stagione.

Riprendo da qui, parlandovi:

  • delle cose che mi sono piaciute
  • delle cose che non mi sono piaciute
  • delle cose che vi consiglio di vedere anche se per ora non le ho viste.
  • di cosa troveremo la prossima stagione negli Usa

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Di Harper’s island ne ho già parlato in un paio di occasioni. Fin troppo bene, con il senno del poi.

La serie infatti resta divertente fino alle puntate 8 o 9. Poi l’interesse scema, il meccanismo diventa ripetitivo e soprattutto la spiegazione finale è quanto di più campato in aria mi sia capito di incontrare. Perché non basta che uno sia “pazzo” per giustificare qualunque cosa, anche la pazzia ha una sua logica e i personaggi devono avere motivazioni verosimili e coerenti.

Il voto finale quindi è appena sufficiente.

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Pushing daisies mi mancherà più di ogni altra cosa. La serie di Brian Fuller era unica, solare, poetica, buffa, fantasiosa, dolcissima. E girata benissimo.

Perfetta in ogni episodio, con dialoghi come questi:

ned: you’re the only one for me.
chuck: i know you feel that now, but there are things you want, there’are things we both want.
ned: so? everyone wants stuff. we wake up everyday with a list of wishes a mile long and maybe we spend our lives trying to make those wishes come true, but just because we want them doesn’t mean we need them to be happy.
chuck: what do you need to be happy?
ned: you
.

davvero, da stasera (giorno in cui ho visto l’ultima bellissima puntata) la mia vita è un po’ (giusto un po’) più triste e vuota.

il mio saluto/atto d’amore.

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Season finale figherrimo, che ci rende ancora più amareggiati all’idea che  potremmo non vedere la terza stagione.

Tutti i pezzi vanno a posto, perfino i “3 dots”. Il paradosso finale è da brividi. Sammer glau è come sempre bravissima, Catherine Weaver un bellissimo personaggio :)

Ottimo, davvero ottimo.

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Come ho già detto, il fatto che in Sarah Connor Chronicles non succeda nulla è quasi la sua cifra stilistica. Il punto è se questo nulla non succede in episodi girati benissimo (il più delle volte) o così così, come sta succedendo di recente.

In questo To the Lighthouse invece succede qualcosa. La storia accellera bruscamente per portarci verso le due puntate di chiusura (della season o della serie ancora non è dato sapere).

Sono proprio curioso di vedere come chiuderanno il tutto.

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È stato appena annunciato, Knight Rider 2008 (la nuova serie di Supercar) non avrà una seconda stagione.

Gli aspetti positivi della serie sono tutti nei primi episodi. Il tono era leggero e brillante, una giusta combinazione di belle ragazze, belle auto, indagini più situazioni divertenti. Il tutto impreziosito da Deanna Russo, a volte bella da lasciare senza fiato.

Nulla di che ma si lasciava guardare.

Il calo degli ascolti ha fatto sì che la serie mutasse, si è cercato di far assomigliare ancora di più la serie a quella originale, nel tono.

La serie già caratterizzata da storie autoconclusive con nessuna trama orizzontale e tutta la narrazione incentrata su K.I.T.T (un suicidio oggi, in epoca di serial complessi con story-arc che si intrecciano tra loro)  ha anche perso la sua impronta originale (il tono più sbarazzino, appunto)

Infine per i perduranti dati i bassi indici di ascolto la serie ha subito un ridimensionamento di risorse, si è ridotto il team, portando l’intero cast a soli quattro elementi, tre dei quali di fatto erano davanti a un computer e il quarto (Michael Knight) al volante. Un suicidio narrativo.

E infatti, ecco la chiusura.

Vabbé, almeno mi sono ricordato di quando ero ragazzino :)

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