Archivio per settembre, 2006
Scritto da laura in nessuna

"Diversa!!! Proprio diversa nel sorridere, nel parlare, nel muoverti e gesticolare… così piccola e delicata, così grande e impetuosa… certo che sei una pecora nera, certo che sei unica nel tuo genere, sei chi un amico/a vorrebbe al suo fianco e io lo dico perchè sono tra quelli… e più di ogni altro posso dire che sei DIVERSA!! E' bello quando si incontra per la propria strada una come te… e lasciatelo dire".
Emozionante, no? E' la mia Scienziata che scrive. Allora, mi sbagliavo? Il bello non è essere il migliore di tutti. Il bello è essere diverso, cioè essere fatto come nessun altro, ed essere, per questo, importante per gli altri; anche solo per una persona. Nera o bianca che sia, una pecora può essere necessaria per qualcuno. E forse il senso di tutto è questo.
Anche io, senza scienza, non potrei vivere.
2 Commenti »
Scritto da laura in nessuna

Chi lo sa se noi donne siamo davvero tutte uguali. Può anche essere così. Ma abbiamo la presunzione (e chi non ce l'ha?) di sentirci uniche. Diverse dalle altre. Io, ovviamente, lo sono davvero. Molti uomini (e molte donne anche) me l'hanno detto. Va bene, è la solita storia: "Tu sei diversa". Ma il bello è che io ci credo davvero. E non ho nemmeno bisogno che me lo dicano gli altri. Io mi sento diversa. Ma non per forza migliore. Solo, diversa. Per cui, la storia "Tutte uguali le donne, eccetera eccetera" con me non attacca. Mi spiace. Non riesco proprio a paragonarmi a centinaia, migliaia, di esemplari femminili. Orgogliosa, diciamo così, di essere fuori dal coro. Una specie di pecora nera. Che, poi, è la più simpatica del gregge. Perché fa finta di seguirlo e, invece, se ne sta per fatti suoi (quando addirittura non se va controcorrente). E, anzi, prende in giro, tra sé e sé, tutte le altre. Uguali per forza. Insieme per forza.
"Portaci delle rose e ti diremo ancora un altro sì". Forse. Ma non è questo che cerchiamo tutti? Un po' di attenzione. E un po', solo un po', di gentilezza. Se è sincera. Altrimenti no. Ma, se non lo è, anche una pecora nera se ne accorge. Solo che, a volte, fa finta di niente.
3 Commenti »
Scritto da laura in nessuna

Ma che bello che la gente sente la mia mancanza! Questo mi fa piacere e mi stupisce, perché spesso mi sono chiesta chi legge i miei pensieri, a volte deliranti. Beh, qualcuno li legge. Tanto da sentire la mia mancanza, quando mi assento per un po'. La verità è proprio questa: in questo periodo sono assente. Assente in generale e senza un motivo specifico. Ed ho poca energia. E poche cose su cui ridere. Ma va bene così, è l'effetto dell'autunno. Ed oggi è autunno a tutti gli effetti, dopo l'acquazzone (anzi la tempesta vera e propria) che ha appena bagnato le strade e rinfrescato un po' i nostri (i miei) pensieri. Forse la pioggia ci voleva. Ed ora mi sento più in forma.
Non che non ci siano state cose notevoli negli ultimi giorni. Ad esempio un messaggio inaspettato, circa all'una di notte. "Rivederti mi ha emozionato. Avrei voluto dirti che sei bellissima, ma tanto già lo sai. Buona notte". Io non avevo fatto proprio nessun incontro. Era il dottore. E non lo sentivo da un bel po'. Non che sia stato sempre corretto con me. Ma non mi fa più rabbia. Sorpresa, insomma. E un certo grado di incredulità. Era davvero per me? Gli ho chiesto se fosse sicuro di aver visto proprio me. E lui mi ha descritto per filo e per segno com'ero vestita. Ero io. Finita lì. Un po' di chiacchiere (sempre per sms) generiche, il solito più e meno. Nient'altro. Nemmeno un caffè il giorno dopo; non so se l'avrei preso (forse sì).
Però è strano. Le cose succedono quando hai smesso di aspettartele. Ma le sorprese sono ancora più belle.
1 Commento »
Scritto da laura in nessuna

Io lo so di essere complicata. E a volte mi lamento troppo. Ma so che i miei pensieri sono una sciocchezza, che nemmeno ha forma rispetto ai problemi veri. Spero di non sembrare così superficiale da credere di avere a che fare con la sofferenza del secolo. Ma sono una donna. Sono a metà tra i venti e i trent'anni. E sono single. E i miei pensieri sono questi. Ne ho altri, per la verità, che mi occupano la testa. Ma non è il caso di parlarne in un blog che si chiama Sex and the city. Spesso i problemi veri sono quelli di cui non vuoi parlare, perché ti lasciano senza parole. Tutti, o quasi, abbiamo conosciuto la sofferenza vera; vari gradi di dolore. E ognuno sa qual è il punto oltre il quale non è mai andato, oltre il quale dici "Non so se reggerò"; poi, invece, ce la fai sempre, in un modo o nell'altro, perché siamo programmati così; in grado di adattarci a tutto, col tempo. E il grado inferiore di dolore già lo abbiamo dimenticato, perché non ci sembra più così grave.
Detto questo, da sola sto bene. Ma parlo e parlo e parlo delle mie cose perché è anche divertente e perché il raccontare ha funzione catartica, come dicevano i greci. Se ne parli, ti liberi. Oppure ti confronti, il che non è mai male, anzi. Non sono così disperata da avere bisogno necessariamente di un uomo accanto a me. Anzi, da quando sono single ho ritrovato una forza che non ricordavo di avere; ho riscoperto passioni e hobby che avevo, per un po', accantonato. E vivo per me, senza dar conto. Non è cosa da poco. Infatti, il mio stato di single mi piace. Non lo cambierei. Ci scherzo su, sempre perché prendersi in giro è più divertente che piangersi addosso. Però non posso negare che in certi momenti qualcuno accanto a me lo vorrei. Ma ora come ora non è un bisogno così grande da farmi perdere il lume della ragione (anche se magari qualcuno ha pensato che sono pazza per questo motivo; se vi sembro pazza, lo sono e basta; non ci sono, al momento, fattori che determinano la mia pazzia). Poi, l'allegria non si comanda a bacchetta. E siccome sono lunatica, come mi è capitato di dire, a volte sono anche triste. O più che triste, malinconica. Ma fa parte di me. Non c'entra nulla la mancanza di un uomo (che a volte si sente e a volte no). Poi, è settembre. E settembre è difficile. Bisogna rimettersi in riga.
Per chi mi consiglia un buon bicchiere di vino rosso: no problem. Il bicchiere di vino (quelli piccoli, da osteria, come quelli che mia nonna ancora conserva nella sua dispensa) è sempre il mio bicchiere preferito; lo bevo al bar della piazza (ieri l'ho bevuto in una piccola pizzeria nascosta nel centro storico del mio paese, proprio dietro la chiesa), lo bevo in casa. Il bicchiere di vino è mio padre. L'ho sempre bevuto assieme a lui. Da piccola, diluito con l'acqua. Poi da solo. Fa parte di me, non potrei farne a meno. Il vino è fuori discussione. La scelta è tra gli altri.
E veniamo a ieri sera. Nonostante la luna piena che minacciava la nostra stabilità emotiva, è stata una bella serata. Quelle uscite in compagnia, quando tutti sono dell'umore giusto (ovvero: annoiati, anzi nervosi, anzi nervosissimi, ognuno per il suo motivo, e quindi pieni di voglia di sovvertire la situazione). Tra amici si sta sempre bene. Poi con alcuni c'è il feeling. E quando c'è il feeling, è tutto più semplice. Con la Scienziata, ad esempio, con cui non servono parole. O con il Vodka Red Bull, checchè ne dica chiunque. E così ieri sera mi sono fatta trascinare, una volta tanto.
5 Commenti »
Scritto da laura in nessuna

Sarà che sono lunatica di natura (oggi è luna piena). O che attraverso un periodo in cui non so nulla. Quali sono i miei bisogni o miei desideri. O cosa è giusto e cosa no. Forse è il famoso periodo di transizione. Quando dall'estate ti ritrovi di colpo sbattuto dietro una scrivania (e per fortuna il mio lavoro mi piace molto). Sembra tutto così lontano. E sembra così difficile spiegarlo a qualcuno. Solo con la mia amica Scienziata sono me stessa fino in fondo. Con lei sola riesco a parlare. Glielo dicevo proprio ieri. Discorsi di donne e discorsi di ogni tipo. Forse solo una donna può capire fino in fondo una donna (se è quella giusta). Ma perché è così difficile farsi conoscere? Io non so più nemmeno come sono fatta e questo mi crea un disagio difficile da gestire. E' vero, mi dico, vuoi il tempo per spiegare agli altri come sei. E allora? Come sei? Non lo so più. Non so se sono cambiata o se sono sempre la stessa. E non so come sono. La mia Scienziata dice che sono una bella persona. Ma è molto difficile. Ieri avrei fatto qualunque cosa pur di soffocare questo stato d'animo. E, invece, ho preso sonno sul divano di fronte alla partita dell'Italia (è vero, capitan Cannavaro è sempre un bel vedere, ma me lo sono gustato poco, perché dopo pochi minuti già chissà cosa sognavo). E la mia giornata è finita così. Alle dieci della sera. Con un nodo in gola e un vuoto allo stomaco. Da oggi si ricomincia. Ma oggi non ho voglia di lottare. Oggi ho voglia di lasciarmi trascinare. Poca energia e tanto malumore. Poi, siccome sono lunatica, spesso mi basta poco per superare questa condizione simile allo stato vegetativo. Ma chissà se oggi accadrà anche solo quel poco che basta. Sotto la luna piena.
3 Commenti »
Scritto da laura in nessuna

Meglio un'Havana Cola o un Vodka Red Bull? C'è chi dice che se lasci la strada vecchia per quella nuova, corri un rischio. E poi, non sai mai che cosa ci puoi trovare alla fine della strada nuova. Ma secondo me questo discorso non ha senso. Perché non si può tentare? Il bello è tutto lì. Il bello è prendere una decisione difficile. Poi scoprire che era difficile ma era quella giusta. E questa soddisfazione finale vale anche la delusione di tutte le volte in cui, al termine della strada nuova, non c'è proprio nulla di buono. Allora la questione diventa: la beviamo o no questa Havana Cola? Del resto, come si farebbe, altrimenti, a scoprire qual è la tua bibita preferita?
3 Commenti »
Scritto da laura in nessuna

Alla fine il latin lover si innamora della giornalista. Purtroppo, non è il lieto fine alle mie pene d'amore. Semplicemente il finale del film "Hitch", con Will Smith, che ho visto ieri, con qualche amico. Lui insegna strategie d'amore; sprona i suoi assistiti a non abbassare mai la guardia, ad essere sempre ciò che lei vorrebbe che il suo lui fosse; ad essere impeccabili, un po' trattenuti, ad avere tutto sotto controllo. Il risultato è che lei cade puntualmente ai piedi di lui e da quel momento vivono felici e contenti. Amore costruito ma, tutto sommato, duraturo. In fondo, non è slealtà; non è propriamente mentire. E' tirare fuori le doti giuste al momento giusto.
Ma predica bene e razzola male, il consulente in amore. Perchè quando è lui alle prese con la giornalista della quale si innamora, non ne fa una giusta, e i loro incontri sono solo una lunga lista di strane situazioni, in cui il latin lover non ha più certo lo charme del latin lover ma a lei, guarda caso, piace di più così.
Non lo so se è giusto avere una strategia. Ma forse un po' di "studio" della persona ti serve a sentirti più sicuro di te e, magari, ti rende più facile far conoscere certi lati di te che terresti nascosti. O che mostreresti con più fatica. Ad ogni modo, anche il signor Hitch si innamora. E questa è una grande consolazione per tutte le giornaliste alle prese con tormentati casi di cuore. Ciniche, come quella del film. Anzi realiste, come diceva lei. Ma in fondo in cerca. Perché – questo, invece, lo diceva Hitch – non bisogna fidarsi di lei quando dice che non ha voglia né tempo per innamorarsi. Nè quando dice che vuole i suoi spazi e che vuole ritrovare se stessa. Tutti (tutte) siamo in attesa.
1 Commento »
|