
Anche se ho appena comprato un giornale di moda di mille pagine che, pensate!, ho pagato solo due euro e cinquanta centesimi (eppure svela i segreti per essere al top il prossimo autunno-inverno) non mi sento superficiale per niente. Anche se mi gingillo a chiacchierare di dottori e dentiste e scienziate (laureati o meno), ribadisco, non mi sento superficiale. Nera o bianca, l'ho già detto, ogni pecora è speciale. Ma anche la formichina è speciale, pur se la notiamo poco; va avanti e non si arrende; anzi ha una forza che da lei non ti aspetti; non si distrae, e continua a caricare sulla sua schiena pesi che a noi sembrerebbero impossibili da trasportare. Eppure lei lo fa. E questo la gratifica. Continua e continua. Tra mille difficoltà; perfino opponendosi al bambino che, per dispetto, le chiude il formicaio e le distrugge, in un secondo, i sacrifici di una vita. Eppure anche la formichina la sua risata leggera se la farà. Anche lei si incontrerà con le colleghe, a fine giornata, a scambiare il pettegolezzo e la sua visione, un po' pensata e un po' improvvisata, del mondo.
Mentre mi preparavo per andare al lavoro, stamattina, mia madre piangeva. Avrei voluto soffermarmi un po' con lei ma ero di fretta. Quella scena mi è rimasta negli occhi per tutto il giorno e ancora non riesco a non pensarci. Il problema non è di quelli futili di cui amo tanto parlare. La sofferenza la toccano tutti con mano, prima o poi. Sarebbe, in fondo, ingiusto il contrario. Quando capita a te capisci che non ne sei esente e che l'unica cosa che puoi fare è rimboccarti le maniche e lottare. Lottare, a volte, contro cose molto più grandi di te. Che non conosci davvero fino a che non ci sei dentro. Però siamo uomini e formichine e la forza la troviamo sempre. Poi, una cosa è una formica da sola. Una cosa sono tante formiche insieme. Provate a fare un pic nic in pineta. Neppure un'intera comitiva di uomini riesce a contrastare una fila di formiche intenzionate a rubare le briciole. E, ancora, sono sagge le formiche, perché sanno far tesoro anche delle briciole.
Non credevo di avere così tanti sostenitori. Vi ringrazio tutti. Vabbè, io sono una che piange per tutto. Ma mi fate davvero commuovere. E, poi, mio caro Moniceddhru, quand'è che si saremmo conosciuti?


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ciao laura, chi ti scrive è un tuo vecchio, molto vecchio compagno d´avventura. spesso e volentieri mi sono ritrovato in situazioni analoghe alla tua, e ho pensato..MENOMALE! ma tu pensa a sette anni più tutta a vita con la stessa persona, nello stesso paesino, con gli stessi ritmi…a partire dalla TUA TENERA ETà! DA PAZZI!
Però ci sono persone (fenomeno tremendamente diffuso al sud) che vivono in funzione di pane e fidanzato, e che a vedono oltre.
per carità, scelte non condivise, ma a mio avviso, noiose e chiuse.
il mondo e grande e le situazioni da vivere sono molteplici, e allora…CE TEMPO PER TUTTO! E FIDATI che ce ne di cose da fare, e al fidanzato non ci pensi più…
TIENI anche conto che il fenomeno dei fidanzamenti a 15 anni e durevoli per anni è tipico delle nostre parti. fuori non è così, te lo assicuro. i ragazzi alla nostra età pensano a tutt´altro, che per sposarci ce tempo. ciao Anto
Anche io sono come te. Sorrido per non pensare. Perchè se penso è peggio. Ciò che mi dà gioia un giorno, il giorno dopo non ha lo stesso effetto. Dipende da me. Tutto dipende da noi. Ed io, come te, ho spesso la luna storta. Piena o vuota!
…ci sono anch´io
tu, una formichina da seguire, bacino*
…prova a scavare nei meandri della memoria…ma come?! Io ho pensato”minchia, se scrivo un commento in sua “difesa” mi riconosce subito…”non ho detto che ci siamo “conosciuti” ho sl detto ke t conosco, molto superficialmente, perchè oggi, come in passato, abbiamo a ke fare sl in alcuni momenti e per cose “serie”…nn t allarmare…”i moniceddhri quannu chove essine!” dice sempre mia nonna…vorrà dire ke quando pioverà uscirò anch´io…magari quando meno te lo aspetti…