Archivio per dicembre, 2006

La fortuna vien mangiando

Non è stato semplice questo ultimo scampolo di 2006. Anzi, se ci penso, l'intero anno mi ha messa a dura prova. Che l'abbia superata o meno (forse sì), manca davvero poco per voltare pagina. Tempo fa, il Vodka Redbull mi ha detto che non cambia nulla, con l'anno nuovo, perché un giorno è l'ultimo di un anno e un altro è il primo di quello nuovo. Lo so. Ma non è vero che non cambia nulla. Un'agenda tutta scritta non è come un'agenda vuota. Bianca, pulita. Nuova. Un anno nuovo. L'occasione per tirare un sospiro di sollievo e sentirsi leggeri. L'occasione per fare progetti e comunicare i propri propositi, buoni o no. Se ne fanno per forza, all'inizio di un anno. Fa parte di noi. Dire come vorremmo essere. Dove dirigeremo il nostro impegno. Quale sarà l'obiettivo a breve termine e quale quello a lungo termine. Il mio proposito è riuscire a bastare a me stessa. Ma non nel senso brutto, cioè la capacità di cancellare gli altri o negare la loro importanza. Tutti i miei sono importanti per me. Sono fondamentali. Mi ripropongo di conoscermi meglio, di superare con più forza i momenti difficili, di essere più coraggiosa. Ma mi ripropongo anche di aprirmi di più con le persone che amo e che spesso si preoccupano per me. Che non parlo mai e me ne sto per i fatti miei. Mi ripropongo di coinvolgerle di più nella mia vita. E di essere più paziente. Con queste idee in testa mi preparo all'ultimo dell'anno. Al conto alla rovescia. Alle bollicine. E, chi lo sa, pure al frizzantino!

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Mia cugina si sposa

Mia cugina si sposa. Una di quelle che uno dice che non si sposeranno mai. Ma non per qualche motivo in particolare; solo perché ti sembra fermamente convinta che il matrimonio sia la tomba dell'amore, la piena realizzazione del maschilismo più sfrenato, la strada più semplice, dunque la più seguita, dunque la più banale possibile. Dunque quella che se ti vuoi distinguere, e tu sei una che si fa distinguere, non seguirai mai. E invece si sposa. Ed ora a non credere nel matrimonio sono rimasta praticamente solo io. Una specie di Bridget Jones golosa di dolci ed annoiata, tanto annoiata, dai buoni sentimenti ma poi, in fondo in fondo, con una voglia immensa di provarli di nuovo. E vabbè, tocca aspettare. A me. A mia cugina no. Lei si sposa. Si sposa sabato. Cioè dopodomani. E se consideriamo che oggi è già una certa ora, praticamente si sposa tra poco più di un giorno. E presto inizierà la serie di matrimoni delle mie cugine-amiche, via via più strette. E chissà quanti pianti (di gioia, ovviamente, mica di invidia!) mi farò. Io, disperata ed orgogliosa single che non deve chiedere mai. Io, che per ora mi conviene dire che sono single per scelta (mia) e che single voglio essere per un po'. "Sai com'è, devo ritrovare me stessa e devo riprendermi i miei spazi". Quei discorsi che fanno tanto effetto e che sembrano veri, quando li pronunciano le altre; ma addosso a te sono davvero poco credibili. E mentre li fai, pensi "Ma che diavolo sto dicendo? Può davvero crederci qualcuno"? E accompagni il tutto con piccoli movimenti della testa che sottolineano (?) e danno veridicità (?) alle parole. Naturalmente è una lotta persa in partenza perché nessuno ti crederà mai.

Comunque mia cugina si sposa e si sposa sabato. Ed io non posso che essere contenta per lei. Ognuno è libero di scegliere (o meno) di finire dritto dritto nella tomba dell'amore. Io già mi immagino le domande delle zie al ricevimento. "E tu quando ti sposi"?. "No, zia, non ha funzionato. Sono single (per scelta)". E poi subito quello sguardo da super-imbarazzo che può voler dire solo due cose:

- Ma dai, sei ancora giovane per queste cose. Goditi la tua libertà, finchè ce l'hai, che poi ti sentirai soffocare. Magari io potessi tornare indietro

- Ma dai, mi fai un po' pena, ma prima o poi qualcuno ti si piglia pure a te. Male che vada, scriviamo a Maria De Filippi.

Naturalmente in nessuno dei due casi, il vero significato dell'espressione sul volto della zia sarà dichiarato. Toccherà a me scoprirlo. Apparentemente lei dirà solo "Mi dispiace, non lo sapevo. Vabbè, trovi un altro più bello, che problemi non dà".

E magari lo trovo davvero. Magari sabato. Al matrimonio di mia cugina.

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