Archivio per gennaio, 2007

Ho voglia di qualcosa... ma che sia buona

Sto leggendo "Memorie di un pazzo" di Gustave Flaubert. Mentre leggo mi chiedo: pazzo perché? E se non ci trovo nulla di folle in quello che scrive la deduzione viene da sé: sono pazza anch'io. Me ne sto convincendo ed, in realtà, non mi dispiace pensare di essere pazza, soprattutto se questo significa poter essere accomunata al signor Flaubert. Mica uno qualunque. Mica il primo arrivato. Il pazzo ha carisma; si fa notare perché è diverso dagli altri, proprio quelli che lo chiamano pazzo. L'idea di fondo è che tutto diventi una noia; che perda la capacità di destare interesse. Purtroppo mi capita spesso. Questi sono giorni di noia, ad esempio. Noia ed apatia. Quando avresti voglia di qualcosa ma non sapresti dire di che cosa, in particolare. Come la pubblicità dei Ferrero Rocher. Qualcosa di buono, che però non sai definire. Dev'essere lei a catturarti e a convincerti. Voglio lasciarmi convincere. Non fare la guerra, oggi. Lasciarmi trascinare dalle cose. Che siano belle, però. Sono stufa, davvero stufa, di sospirare. Poi mi batte l'occhio. Da lì mi accorgo che sono nervosa. Se ti batte l'occhio un problema c'è. E pure se non riesci a sederti comoda su una sedia, ma passi tutta la serata in punta e con la schiena dritta. Forse sto impazzendo. Si comincia così, forse; con l'occhio che ti batte.

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Amiche 100 per cento. O per me non ha senso

E' tempo di chiarimenti. Tutti chiariscono con tutti. Tutti si spiegano. Cercano motivazioni, a volte scuse, a volte alibi. Dispiace che anche l'amicizia diventi così. Anche quello che dovrebbe essere un rapporto solido sul quale basare tutti gli altri risvolti della vita, diventa un pericolo dal quale difendersi. Qualcuno risponde che se non è andata, allora non era vera amicizia. Ma perché dobbiamo chiedercelo, ogni volta? Perchè è così difficile lasciarsi andare, cioè, perché, alla fine, chi si lascia andare ci rimette sempre? Che poi, forse, non è proprio così. Cioè, ognuno decide come gestire le proprie amicizie e i propri rapporti in generale. Io voglio essere me stessa fino in fondo. Non nascondere, non fingere, non essere ciò che non sono. Se piaccio, tanto meglio. Se non piaccio, so che sono io a non piacere e non un'immagine creata a tavolino. E poi, mica bisogna piacere per forza a tutti! Però piacere soddisfa. Ti appaga. Se piaci agli altri, piaci un po' di più anche a te stesso. Io non sono brava a "chiarire". Mentre c'è chi lo fa di professione; chiarisce, spiega, commenta, analizza (e spesso il tutto si trasforma in una lunga lunga lista di rivendicazioni, e praticamente il senso del chiarimento viene capovolto; cioè, chiariamo ma per renderti chiaro che ho ragione io), io non lo so fare. Non mi piace spiegare le cose. Anche perché mi fido di più di ciò che le cose mi trasmettono; a livello emotivo, anziché razionale. Cioè, delle parole mi importa poco. Servono, ovviamente. Ma non sono essenziali. Servono gli occhi. Servono i gesti. I sorrisi. Anche gli schiaffi in faccia. Anche quelli violenti, dati con rabbia e con affetto insieme. I sentimenti veri sono forti. Non puoi viverli a metà. Per me, almeno, non ha senso. Se mi vuoi, sono così. Ma non in senso egoistico, cioè: se ti piaccio, bene, se no fatti tuoi. Nel senso: ho il coraggio di mostrarmi per come sono. Mi sottopongo anche al tuo giudizio. Ma mi ci sottopongo con lealtà.

Chiarire e in realtà non averne alcuna voglia, non ha senso. Tanto vale non farlo.

E sono assurde le massime del tipo "fidarsi è bene, non fidarsi è meglio"; sono dettate dall'esperienza, lo so. Ma se non ti fidi, che amicizia è? Sei tu il primo a non essere sincero. Con un amico devi essere amico. Io ho deciso: preferisco le porte in faccia, preferisco le fregature. Ma essere sincera. Secondo me abbiamo il dovere di esserlo, ma possiamo decidere di non esserlo. Io lo voglio essere. Non sono proprio stupida. Un po' di esperienza ce l'ho. E non proprio positiva. Ma la voglia di conoscere gente e di esserle amica non l'ho ancora persa. E poi, sono un'inguaribile romantica.

Ps: Chi saresti, caro Antonio, mio vecchio compagno di avventure? E poi, quanto vecchio?

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Prima o poi mi sposo; è solo questione di tempo

Adesso è davvero troppo. Un'altra cugina si sposa. E stavolta è l'Educatrice. E chi l'avrebbe detto. E chi se l'aspettava che lo avrebbe deciso senza un minimo di preavviso, senza farci preparare all'idea. Si sposa il 15 settembre. E lo ha annunciato pochi giorni fa. Non so che cosa stia succedendo. Perché tutti si stiano facendo contagiare da quest'epidemia da matrimonio. Piano piano arriva il turno di tutti, lo so. Però è strano. Perché io mi sento davvero così lontana da tutto questo. Non so bene se mi piaccia o no esserne così distante, per la verità.

Perché ci sono dei momenti in cui tutto mi sta bene così. Ma chi me la fa fare?, mi chiedo. Io sono single nell'anima. Esci quando vuoi, bevi quello che vuoi, fai gli occhi dolci a chi vuoi ed un'altra giornata è finita.

Però ci sono anche i momenti in cui non va per niente bene così. Vorresti che qualcuno ti chiedesse di uscire, vorresti dire alle amiche "Oggi sono impegnata con lui", vorresti scartare il pacchetto con il peluche più tenero del mondo. Se vogliamo parlare di pacchetti di peluche. Se proprio non vogliamo parlare di pacchetti ben più seri, di quelli che già quando lui te lo porge, tu parti con il tuo film con annessa colonna sonora che ti suona nella testa, e poi quando lo apri i tuoi occhi brillano come brilla lui. E anche quelli delle tue amiche brillano, perchè ovviamente, dopo i ringraziamenti di dovere, non vedi l'ora di correre a farlo vedere a loro. Di dire "E' stato così carino, non me l'aspettavo proprio, è un'emozione che auguro a tutte".

E va bene, basta fantasticare. Ci sono pure andata vicina vicina. Poi tutto cambia in un secondo. E ti ritrovi single. Dici che è per scelta. In effetti è per scelta, ma non ti ricordi più qual era il motivo della scelta. E pensaci di più, prima di prendere certe decisioni!, ti riprometti. Ma mica funziona. La verità è che c'è un tempo per tutto. E questo non é il tempo per me. Non è il tempo per certi discorsi. Non è ora per certe esperienze. Occuperò il tempo a fare la damigella d'onore ai matrimoni delle mie amiche/cugine. Mettendoci, naturalmente, la gioia più grande che io possa provare per loro. Mettendoci tutto l'impegno che riesca per rendere quel loro giorno più bello che mai.

Sono felice per l'Educatrice. Felice davvero. Sarò felice di essere lì a gioire con lei. E a piangere (ma di gioia), perché certamente piangerò. Intanto, fino al 15 settembre c'è tanto tempo. Io sarò bellissima, naturalmente. Perché non si sa mai. Poi, questo è l'anno del Toro. Anche se, fino al 15 settembre, vorrei già aver risolto quella "questione" lì.

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La costellazione del Toro

Questo è l'anno del Toro. Me l'ha detto Paolo Fox. Per chi non lo conosca, è il mio astrologo di fiducia. Lo seguo dai tempi di "Cioè". Chi non ricorda "Cioè"? Non so se esiste ancora. Ai miei tempi era l'unico nel suo genere. Era il giornale della pre-adolescenza. Con foto di vip (a quei tempi la facevano da leoni le boy bands stile molto english ed occhietti languidi, ancora più di adesso), curiosità, informazioni utili sul primo bacio, su come capire se lui è il tipo giusto per te e così via.

Insomma, Paolo Fox. Lo so che agli oroscopi non bisogna credere. Lo so che sono tutte previsioni fatte così, stile pendolino di Maurizio Mosca. Ma io mica ci credo! Lo leggo e lo ascolto per curiosità (a dire il vero, qualche anno fa ero pure abbonata ad un servizio della Vodafone: il mio oroscopo, ogni giorno, di prima mattina, sul telefonino; ma questo non conta, era una promozione gratuita e perché non approfittarne? E, comunque, era un'angoscia, ogni mattina!). Ad ogni modo, che io ci creda o no, il 2007 sarà l'anno del Toro. Ovvero il mio anno (sono nata il 21 aprile, primo giorno del Toro, ma Toro in pieno per carattere, cioè: pigra, testarda, con i piedi per terra, leale, dolce e sensuale sensuale. E come metterlo in dubbio?). Le stelle finalmente si sono ricordate di me. "E – parole testuali di Paolo Fox nel suo completino di cotone bianco candido e nel suo sorriso smagliante – se la fine 2006 è stata un po' dura per gli amici del Toro, il 2007 li ripagherà di ogni momento nero". E se lo dice Paolo Fox! Sarà vero di sicuro. Ma non solo. Il mio Paolo Fox non è stato così generico. Non avrei potuto accontentarmi di così poco. Ha aggiunto che Venere, che poi è il pianeta che governa il segno del Toro, finalmente sarà clemente con i suoi "protetti" e siccome Venere significa passione, eros, sensualità, amore incondizionato, già mi pregusto i 365 giorni di fuoco che mi aspettano. Anzi, non proprio 365. Perché il caro Paolo Fox ha pure precisato che il tutto partirà da febbraio. Non si sa bene se all'inizio o alla fine di febbraio. Ed è impossibile non pensarci: febbraio è il mese di San Valentino (…). Ecco che tutto torna.

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Domani ti perdono. Forse

"Sarebbe andata fin lì, a scoprire il nuovo mondo, se il vecchio abitante del suo cuore l'avesse amata per davvero? Chi lo poteva sapere? Facciamoci un respiro di sollievo e chi si è visto si è visto. Forza Laura, inspira a fondo, fino a comprendere ogni cosa, anche i ricordi dolorosi senza i quali non saresti quello che sei ora. E adesso butta fuori il fiato, liberati di ogni residuo di angoscia: ma sì che te lo senti, stai per cominciare di nuovo, per rinascere in meglio. Perché l'amore è entusiasmo, voglia di regalare e di pretendere. In definitiva, qualcosa di così semplice, elementare, allegro, che tutti sbagliano indirizzo per paura che ci sia sotto un trucco. L'amore è semplicemente energia di progettare, di volere per sé e per gli altri il meglio, che ne direste di un po' di conforto?".

Si conclude così "Domani ti perdono" di Alessandra Appiano, il libro che ho terminato di leggere (praticamente tutto d'un fiato) ieri sera. Regalo di Natale dell'Educatrice, che poi è mia cugina, e dell'Ingegnere. Che ha per protagonista Laura, una giornalista affascinante ed affermata (e come non crederci?), con alle spalle una lunga e bellissima storia d'amore e, ogni tanto, ancora in testa una brutta storiaccia di finto amore che l'ha fatta stare male. Ma su questa storiaccia lei alla fine si prende una bella rivincita. Semplicemente dicendo al suo uomo "Non mi chiamare più", soffrendoci come una matta, ma poi riuscendo a voltare pagina. Dedicandosi agli altri, ai suoi affetti e anche alle persone sconosciute. Aprendosi al mondo e respirando. Non è stato difficile immedesimarsi. E poi, ogni tanto, fa pure bene guardare le proprie cose dal "di fuori". Un occhio esterno, che però è sempre il nostro, e quindi è anche al corrente dei retroscena. Insomma, la cara Laura, alla fine ce la fa. Si ribella al corso delle cose. Reagisce.

Carina come lettura d'inizio anno. Positiva ed ironica. Il segreto è la forza di ricominciare.

A proposito, stasera ho una festa.

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