Archivio per febbraio, 2007
Scritto da laura in nessuna

Chi si ricorda del buco nero nel quale ero finita, gioisca per me. Son passati i tempi bui. Ho seguito il consiglio di un paio di persone. Ed ho accettato la presenza accanto a me di altre (poi questa presenza diventa necessità). Intanto ho acceso la luce. Non una luce al neon, ma una luce soffusa. Soft-piacevole-coinvolgente. Poi l'ho arredato. Ci ho messo tappeti, poster alle pareti, tanti cuscini, per parare gli urti (capita a tutti di cadere, ogni tanto, e poi sono distratta). Infine ho acceso la musica. Ed ho alzato il volume fino a non sentire nient'altro. La musica dentro e fuori. Al momento Giovanni Allevi, un regalo del Sole. Molto molto piacevole da ascoltare, non solo nel buco, ma anche in macchina, quando sei solo e non pensi solo alla strada che stai facendo, ma anche a come sarà bello arrivare a destinazione e a tante altre cose insieme. Pensieri belli, naturalmente, che ormai sono fuori dal buco.
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Scritto da laura in nessuna

"Parlami d'amore"
Giorgia
E adesso spiegami tu cosa vuoi da me,
tu che lo sai quanto ho amato e sofferto io.
Mi sfiori e mi chiedi corpo e anima,
ma se mi vuoi dovrai convincermi e stringermi.
Parlami d'amore, parlami di te
soffiami sul cuore che bruciava ma già vuole te.
Parlami d'amore e io ti ascolterò,
se è vero che mi vuoi, non ti deluderò
e di volerti io non smetterò.
E adesso spiegami tu cosa vuoi da me,
tu non ti arrendi neppure se dico no.
Mi guardi e mi scaldi corpo e anima,
ma se mi vuoi dovrai convincermi e vincermi.
Parlami d'amore, parlami di te
soffiami sul cuore che bruciava ma già vuole te.
Parlami d'amore e io ti ascolterò,
se è vero che mi vuoi, non ti deluderò e di volerti io non smetterò.
Tra i miei sospiri e dietro ai miei no
c'è la voglia di amare che non smette mai,
io so che tu lo sai, so che tu lo sai, so che tu lo sai.
Parlami d'amore, parlami di te
soffiami sul cuore che bruciava ma già vuole te.
Parlami d'amore e io ti ascolterò
se è vero che mi vuoi, non ti deluderò
e di volerti io non smetterò.
Tu parlami d'amore e ascolterò.
Dedicato al Sole che nasce.
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Scritto da laura in nessuna

Le vetrine dei negozi sono state prese di mira, come c'era da aspettarsi, da peluche tenerissimi che reggono grossi cuori con scritte romantiche. Anche in quelle più audaci, che esibiscono completini intimi da mille e una notte, il peluche non manca. E non manca la cioccolata, nelle più svariate forme, nei più svariati incarti ma con un solo unico messaggio: l'amore. La Dentista dice che San Valentino non è solo la festa delle coppiette. E' anche la festa degli amici, di chi si vuol bene. Ma questa teoria regge poco. So bene che sono l'unica destinataria del messaggio nascosto dietro quest'affermazione, ma non la bevo. Non la puoi bere. Soprattutto se non sei la metà di una coppietta. Soprattutto se, invece, vorresti esserlo. C'è sempre bisogno di dolcezza. Ma a San Valentino ce n'è di più. Alla dolcezza non c'è mai fine. Persino le solitamente dolcissime fette biscottate con la marmellata di fragola che, come ogni mattina, anche oggi mi aspettavano sul tavolo della cucina, quando mi sono svegliata, proprio accanto alla tazza di caffè, non erano abbastanza dolci da soddisfare il mio bisogno di zuccheri nel sangue. Né abbastanza dolce era il Kinder cereali che ho mangiato in pausa pranzo per tirarmi un po' su; l'umore. C'è bisogno di dolcezza. Io ne ho bisogno. Ho bisogno di abbracci, di baci, di carezze, di tante tante coccole. Coccole a non finire. Voglio la tenerezza, i momenti di complicità, i momenti delle confidenze. Forse voglio troppo. Forse sono desideri di una volta, che non vanno più di moda. Ma ho sempre amato le tendenze retrò. Quindi, stavolta non transigo. O è dolce o niente.
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Scritto da laura in nessuna

Udite udite: oggi mi sento bene. Mi fa anche strano dirlo. Però sto bene. E siccome credo che non è giusto torturare gli altri solo con i racconti dei nostri dolori e delle nostre sofferenze e dei nostri mille pensieri venuti fuori chissà da dove, eccomi qua. Questo ve lo dovevo. A tutti voi che mi sopportate e supportate e, perché no?, schiarite (ce la fate!) i miei frequenti buchi neri. Oggi niente buchi neri. Oggi neanche un neo. Eppure un vero perché non c'è. Forse il fondo l'ho toccato e ho deciso di risalire (ho visto una scala; ben nascosta, ma c'era) anziché scavare (caro anonimo, mi sono stancata pure di scavare; scavi tu per me? e per andare dove? c'è, per caso, un passaggio segreto che porta da qualche parte mai vista, mai esplorata, mai raggiunta da nessuno? in quel caso ho già pronti paletta e secchiello. E soprattutto: ti ricordi che non voglio guidare-camminare? sei ancora disposto, come dicevi, a guidare tu o a prendermi in braccio? guarda che se è così, quasi quasi accetto l'invito; sempre se, ovviamente, scaviamo per cercare il passaggio segreto che nessuno ha mai percorso; se no, non scavo; come dicevo, oggi sto bene). E allora risalgo. Fino a quando sarò un puntino lontano, come dice Silvestri. Lontano ma con tanti puntini intorno. Che mi riempiono le giornate. Grazie a tutti i miei puntini luminosi. Non mi sento mai sola. So bene che qualcuno sentirebbe la mia mancanza se sparissi all'improvviso. Però, se sparisco all'improvviso, prima di preoccuparvi per me, pensate: potrei essere con anonimo, a scavare, e a seguire il passaggio segreto. Ancora non so dove porta, perché nessuno l'ha mai percorso.
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Scritto da laura in nessuna

Sarà perché ho mal di denti, ma sono di cattivo umore. Oggi è stata una giornata così. Niente di brutto. E niente di bello. Un po' di cose da fare. E un po' di pensieri con cui vedermela. Non sempre è facile. Il mio "hole", sailor moon, oggi è nero. Non un abbraccio, non una parola gentile, non un sorriso. Vi siete mai chiesti chi sentirebbe la vostra mancanza se, all'improvviso, spariste? Anche per un viaggio, anche per una vacanza. Ma senza avvisare. Chi si accorgerebbe della vostra assenza? Io me lo chiedo, ogni tanto. Ed oggi l'ho fatto, che il mio "hole" è più nero del solito. Vi sentite mai stanchi di guidare? Vi sentite stanchi di camminare? Di pensare? Oggi non ho voglia di guidare. Oggi vorrei essere il passeggero di un treno (non voglio chiedermi dove vorrei andare). Se possibile, di un Eurostar, che è più comodo. Non vorrei avvertire le buche, non vorrei sentire le urla del controllore, che quando prendi l'Espresso notte, solo perché l'hai preso, si sente autorizzato ad accenderti la luce in pieno sonno e gridarti in faccia di esibire il titolo di viaggio (naturalmente non usa questo linguaggio). Oppure vorrei dormire per un po'. Semplicemente chiudere gli occhi. Ma non voglio pensare e chiudere gli occhi sarebbe un rischio. Non lo so. Oggi mi sento così. Sarà il mal di denti.
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