
Chi si ricorda del buco nero nel quale ero finita, gioisca per me. Son passati i tempi bui. Ho seguito il consiglio di un paio di persone. Ed ho accettato la presenza accanto a me di altre (poi questa presenza diventa necessità). Intanto ho acceso la luce. Non una luce al neon, ma una luce soffusa. Soft-piacevole-coinvolgente. Poi l'ho arredato. Ci ho messo tappeti, poster alle pareti, tanti cuscini, per parare gli urti (capita a tutti di cadere, ogni tanto, e poi sono distratta). Infine ho acceso la musica. Ed ho alzato il volume fino a non sentire nient'altro. La musica dentro e fuori. Al momento Giovanni Allevi, un regalo del Sole. Molto molto piacevole da ascoltare, non solo nel buco, ma anche in macchina, quando sei solo e non pensi solo alla strada che stai facendo, ma anche a come sarà bello arrivare a destinazione e a tante altre cose insieme. Pensieri belli, naturalmente, che ormai sono fuori dal buco.


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