Scritto da laura in nessuna

Buon Ottomarzo a chi si sente donna

Il mio Ottomarzo è iniziato così: mia madre mi sveglia alle sette. Io mi alzo per fare colazione; intanto penso che sul tavolo della cucina ci sarà, come sempre, ad aspettarmi, un rametto di mimosa da parte di mio padre, che ogni anno pensa alle donne della casa. Invece, niente rametto. Per mio padre non sono una donna (sono una bambina). E va bene. Cosa vuoi che sia?, mi dico. La festa della donne è solo una trovata commerciale (faccio la dura-femminista-donna di mondo-in carriera); la solita Perugina che trova mille pretesti per dispensare baci. Meno male che nel frattempo il Sole mia ha mandato un messaggio di auguri e mi ha chiamata "donna" (il che mi fa rendere conto di quanto sia differente sentirsi di sesso femminile e sentirsi donna; e, soprattutto, di quanto faccia piacere essere chiamata "donna", che non significa femmina; significa donna, significa cresciuta, significa una che sa il fatto suo, significa che qualcuno ti vede come ti piacerebbe essere vista; resto sempre femminista ma un po' meno dura di due minuti fa; e comunque mi sento pienamente donna). Mi metto in macchina e passo in edicola. L'edicolante si è dimenticato che giorno è. Pazienza, come dargli torto? E poi non può mica fare gli auguri a tutte le donne che gli passano di fronte. Sulla copertina di un giornale (non ricordo quale, per la verità) sul bancone, leggo: come stanno le donne? Bene, ve lo chiedete, ogni tanto, branco di maschi con gli occhi chiusi! Vi frulla ogni tanto per la testa il quesito. Solo un giorno all'anno? E' anche di più di quanto credessi. Ed, in effetti, anche di più di quanto chiediamo.

Al lavoro. Il mio capo mi ha lasciato sulla scrivania un pacchetto con un misto di cioccolatini (ed annessa mimosa decorativa). Sopra c'è scritto: per la donna. Donna. E' piacevole leggerlo. Ed è piacevole il pensiero. E poi, io mi sento donna.

Il mio Ottomarzo finirà così: in giro con le amiche. Donne con donne. E uomini, non so con chi. Lo so che è strano e che questo giorno è una trovata della Perugina. Ma quest'anno mi sento più donna del solito. Ed allora sia Ottomarzo, almeno un giorno all'anno. E buon Ottomarzo a chi si sente donna. Come me.

4 Risposte a “Mi sento donna”
  1. bastogne bastogne scrive:

    ciao Laura,

    ieri non ti ho postato gli auguri perchè non mi piace l´idea di avere una festa delle donne.. preferisco CERCARE ogni giorno di non sottovalutarle, di tenerle in considerazione nella dovuta maniera,di dare fiducia loro e sul lavoro e nella vita di tutti i giorni. Per le mimose? Sono uno a cui piace un casino regalare i fiori sempre, anche d´estate quando qualcuno dice: eh! durano un giorno e mezzo…

  2. Laura Laura scrive:

    In realtà il mio Ottomarzo è finito così: sotto casa della dentista a parlare un po´ di noi. Discorsi di donne. Tutto bene. E poi lei riceve una telefonata da un numero anonimo. Ore 2.00 del mattino. Risponde. Una voce maschile un po´ roca chiede: “Mi fai un pompino”?. Lo ripete due volte e poi riattacca. Scusate se lo scrivo. Scusate se lo condivido e mi scusi la dentista se rendo pubblica questa cosa. Ma mi fa troppo schifo e non lo posso tacere. E´ così che, ancora oggi, finisce l´Ottomarzo. Possibile che, per qualcuno, le battaglie che noi donne ci impegniamo a combattere ogni giorno non servano a niente?

  3. moniceddhru moniceddhru scrive:

    …”donne…tututu…amiche d sempre”…auguri DONNA!

  4. ro.ro ro.ro scrive:

    questa festa è una pagliacciata, come tutte le altre feste..è solo una scusa per vedere uno spogliarello maschile!

  5.  
Scrivi un Commento






Iscriviti al tBlog e crea un tuo profilo!

Switch to our mobile site