
Mia cugina, quella che non si voleva sposare perché il matrimonio non faceva per lei (è la morte della passione, rende tutto abitudine, ti chiude nel sistema, ti rende uguale a tutti gli altri) fa la pasta frolla in casa.
Mia cugina che diceva che non aveva tempo per le faccende di casa (sono cose di poco valore nella vita di una persona, è meglio investire le ore libere nella lettura di un buon libro, ma che vuoi che me ne freghi della casa) passa con la spugnetta ad asciugare il vapore che si forma sui mobili della cucina, ha scelto per il suo appartamento tanti lampadari, uno diverso dall'altro, ha acquistato il letto più costoso disponibile in negozio, ha imposto a lui la separazione dei bagni, ovvero quello grande e con la vasca da bagno per lei, e quello piccolo con la doccia per lui.
Mia cugina mi ha invitata a pranzo domenica. Uno si chiede: "Da una sovversiva come lei che cosa mi devo aspettare? Une telefonata veloce al take away e il pranzo è servito".
Illusa. Il pranzo l'ha preparato lei.
Ma ecco dov'era la sorpresa.
Antipasto
Crocchette di patate e riso;
gallette di mais con pomodorini, capperi, formaggio spalmabile ed olive;
crostini di aragosta polverizzata e salsina giapponese (direttamente dal Giappone);
vari stuzzichini mutietnici
Primo
Couss couss con pomodoro, pesto e formaggio
Secondo
Pollo alle mandorle. Servito (e mangiato! ma non è difficile, basta solo prenderci la mano) con le bacchette
Dolce
Strudel (ma rielaborato da lei, ovvero non con le mele, ma con la nutella e le mandorle)
Frutta fresca e secca
Mia cugina si è trasformata nello stereotipo della brava donna di casa, mogliettina affettuosa, domenica compriamo i dolci, il sabato la spesa all'ipermercato, e non mi porti mai al cinema, e mai una passeggiata, meno male che c'è "Buona domenica" in tv (no, questo è troppo. Non lo farebbe mai, neppure se fosse alle strette). Ma il pensile scorrevole della sua cucina è pieno di spezie ed erbe da tutto il mondo e lei legge, si informa, ricerca il sapore giusto. Lei che non poteva uniformarsi agli altri. Lei che mi ha detto che non è mica tanto difficile diventare stereotipi.
Va bene, sarà pure così. Ma posso prenderla in giro ancora per un po'.
Fino al prossimo pranzo new age, ovviamente. Si potrebbe vendicare.



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