Archivio per novembre, 2007

Sorridi, sei (quasi) a Natale

A chi mi ha chiesto un sorriso, eccolo. Mi dispiace farvi preoccupare. Ma ci sono giorni in cui proprio non va. Ci sono giorni che iniziano male da quando apri gli occhi. Tipo che guardi la sveglia e ti chiedi come mai proprio non abbia suonato. Poi, tuo fratello che dorme con te ti dice che tu proprio non l'hai sentita. Già questo ti scombussola l'intero piano di marcia, perché cose che avresti fatto con calma le fai in fretta, rimandi ad un altro momento impegni non fondamentali ma pure importanti e via dicendo. Tutto assume caratteri nuovi. Per esempio, non prendi il caffè perché non hai tempo e le cose e le case, mentre sei in macchina, hanno i contorni sfumati. Ma come sono romantica stamattina, ti dici. E invece non è che sei romantica, è che sei addormentata e forse un minuto per il caffè lo potevi pure aspettare visto che ora metti a repentaglio la vita tua e degli automobilisti che per loro sfortuna incroci sul tuo cammino.

Ma il peggio sembra passato. E poi già respiro il Natale. Già mi sono concessa, obbligando la mia dolce metà (che pazienza!), un intero week end di centri commerciali. Lo sapevate che sono già iniziate le aperture domenicali? Le vetrine brillano di luci e palline colorate nei toni caldi (quest'anno va il caldo). Ci sono offerte strepitose che non puoi perdere ed idee regalo per tutte le esigenze. Naturalmente, il giro di cui sopra era solo un primo ragguaglio perlustrativo, tanto per raccogliere le idee. Perché il prossimo sabato si ricomincia. E questa volta si fa sul serio. Spesa-regalo come si deve, con tanto di lista di riceventi e biglietto personalizzato (che posso elaborare anche più in là). E, intanto, a casa, il salvadanaio mangia monetine. Rimpinguano il fondo-cassa-ferie-estive. Ma non è detto che io resista alla tentazione sotto stress natalizio.

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Ci vuole un fiore

A volte basta un fiore per far sorridere una donna. Questo le donne lo sanno. Gli uomini, spesso, no (parlo in generale; nessun riferimento a persone o cose è voluto, giuro).

Ergo: per far sorridere due donne servono due fiori. E' semplice.

Una mia amica è stata a Roma per fatti suoi e nel casino di quelle giornate si è ricordata di me.

Per me il regalo è stato già questo.

Invece lei se n'è venuta con due pacchetti. Per me e per la Leccese. "Non litigate", ha detto. Litigare? Neanche per sogno. Guardate qui come siamo contente (perdonate il colorito palliduccio ma sono al lavoro)! E' proprio vero, ci vuole un fiore.

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Sola e pensosa

Oggi sto così così. In conflitto tra il piangere e il ridere. Indecisa. Lunatica. La sensazione è che tutto il mondo lì fuori sappia esattamente che cosa fare, dove andare, perché andare, da chi scappare, chi raggiungere. Ed io no. La sensazione è di impotenza. Sarà che oggi c'è stato il sole ed io avevo le manette. Che mi era impossibile vincere il sonno. Che mi andava di urlare, di essere furiosa, di litigare. Un attimo prima. Un attimo dopo non più. Ecco, indecisa. E' questa l'essenza dell'indecisione. Del bilico. Della bilancia che non trova equilibrio, ed è a rischio esplosione. Se la bilancia esplode tutto il mondo intorno va in frantumi. Che sia un bene?

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