Archivio per gennaio, 2008

Pablo Picasso - Donna allo specchio

So benissimo che molti tra coloro che leggeranno queste righe troveranno assurdo ciò che sto per dire ma ci posso fare poco. Probabilmente questi signori avranno raramente avuto a che fare con la sensazione di vuoto determinata dalla mancanza della pinzetta per le sopracciglia.

Mi è successo, una manciata di giorni fa, che mentre ero intenta nel labor limae quotidiano davanti allo specchio del bagno, la suddetta pinzetta mi sia scivolata irrimediabilmente dalle mani e sia finita per terra, non prima di aver colpito il pavimento per due o tre volte, naturalmente dal lato della punta.

Incidente domestico per eccellenza, sono stata costretta a ricorrere ad altre pinzette che ho trovato in casa, naturalmente non altamente professional come la mia (la cui qualità era certificata ed impressa col fuoco sull'impugnatura), che hanno sopperito al grave disagio, tamponando la disperazione ma non risolvendola.

Fortunatamente nel week end appena trascorso sono corsa ai ripari, munendomi di una nuova e altrettanto professional pinzetta per le sopracciglia, naturalmente scelta tra mille e selezionata con grande cura (sono un'esperta) ed ora mi posso dire finalmente sollevata. Il mondo assume tutta un'altra luce.

A beneficio di chi, leggendo questo sfogo da "pericolo scampato", ha sorriso, preciso che spesso da una semplice pinzetta per le sopracciglia possono derivare seri problemi di socializzazione e difficilmente sormontabili disagi nella gestione dei rapporti interpersonali.

Se mi chiedessero quali tre cose porterei sull'isola deserta, dovessi andarci (magari sull'Isola dei famosi, chi può dirlo?), sulla seconda e terza cosa sarei indecisa; sulla prima no: la mia pinzetta, professional, per le sopracciglia.

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Benvenuto 2008. Col sorriso sulla faccia

Tralasciamo il fatto che un paio di settimane prima di Natale ho salutato la prima ruga sul mio viso (anzi direi che più che salutata l'ho traumatizzata e infatti l'ho persa di vista. Ma che ci volete fare? Le rughe sono il segno del tempo che passa e della maturità, maturità?, che cresce).

Tralasciamo anche il fatto che ho rischiato la vita, e stavolta proprio a ridosso di Natale, giusto il week end prima, quando assieme al mio Sole abbiamo pensato bene di andarci in macchina al matrimonio della mia amica (nonché coinquilina ai tempi di Bologna), l'Avvocata, in quel di Chioggia, diciamo pure Venezia (in macchina, sì, perché si sa che con la macchina sei più libero, non devi stare alle dipendenze dei mezzi pubblici, mangi, dormi, ti fermi quando vuoi, decidi tu la tabella di marcia. Appunto). Ma quel week end era proprio quello che seguiva l'intera settimana di scioperi di tir, rincari dei prezzi degli ortaggi, nemmeno un goccio di benzina a pagarlo oro e tanto tanto freddo e tanto tanto conseguente ghiaccio per strada. Da casa mia e Chioggia 15 (dico 15!) ore di cammino (cammino, si fa per dire perché siamo stati il più del tempo incolonnati a pattinare sul ghiaccio a rischio che i tir che proprio in quel week end avevano ripreso a circolare ci venissero addosso).

Tralasciamo, anzi non le tralasciamo affatto, le lacrime calde a meno tre gradi sottozero e sincere, sincerissime, nel vedere la gioia vera negli occhi dell'Avvocata; non tralasciamo nemmeno i ricordi, i mille, diecimila pensieri, le scene, i flash, le risa, le chiacchiere alle tre di notte, il pigiama, la doccia, le pulizie di casa, i New Trolls e tutta la sua musica revival '70. Credevo fosse trascorsa una vita eppure in un attimo quella vita era lì.

Tralasciamo (tralasciamo? Macchè, parliamone fino a quando volete!) Re Carlo.

Il 2008 è appena iniziato ed io l'ho salutato con questo sorriso qua. Già un bel po' di bicchieri all'attivo. L'ho salutato guardandolo da vicino. Non gli chiedo nulla di particolare perché non ho bisogno di nulla. E poi le rughe mica nascono a caso. Una ragione c'è; e se davvero la ruga è simbolo di maturità (maturità?) forse significa che potrò cavarmela anche da sola una volta tanto. In fondo, sola sola non sono…

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