
Ed ora che anche l’ultima preghierina dei fedeli (le ho scritte di mio pugno, giuro; mi sto evolvendo; un’altra delle prove che ho voluto sostenere) è al suo posto, non resta che impaginarlo, questo libretto della messa.
Quant’è vero tutto ciò che ho sentito fino ad oggi circa il matrimonio. Storie, leggende, voci di piazza trovano piena conferma nella mia esperienza personale. In effetti, fino a che non ti sposi non riesci ad avere idea di quante cose bisogna organizzare. I miei complimenti a chi mi ha preceduta, signore. Maestre del fai da te profumato di fiori d’arancio.
A proposito di fiori, dovrei confermare la mia scelta al fioraio? Ebbene no, non l’ho ancora fatto. Ma ci sono ancora tante cose non ho fatto. Ad esempio non ho “fatto i tavoli”. Così si dice. Fare i tavoli. E’ praticamente una specie di gioco del tetris (ve lo ricordate?) applicato ai tavoli del locale. Consiste, in breve, nell’assegnare gli invitati ai tavoli, facendo attenzione che gli invitati suddetti siano compatibili tra loro. Cioè non si può mettere la nonna Maria (la tua nonna Maria) al tavolo del cugino rapper di lui. I motivi sono vari:
1) i due non si conoscono;
2) quella non è musica, non ci sono più cantanti come Claudio Villa;
3) lui riceve mille sms al minuto, ma non è tanto per gli sms quanto per la suoneria volume 10 su 10 che all’inizio vabbè, ma poi dopo non se ne può più;
4) l’odore della bomboletta spray da writer che lui si porta in tasca può dare fastidio durante la cena.
Solo per citarne alcuni.
Molte spose odiano la pratica del fare i tavoli. Ma io la trovo divertente. Cioè, l’ho sempre vista così. Trovare le giuste affinità tra le persone, chiedersi quale sia la loro più adatta collocazione. E poi, anche se l’operazione dovesse rivelarsi più difficile di quello che è, ed io dovessi ritrovarmi nella condizione di non aver elaborato perfetti abbinamenti, ho un paio di cugine jolly alle quali far pagare di avermi messa al tavolo sbagliato durante la loro festa. Qualche piccola cattiveria mi sia concessa. E’ vietato contraddire la sposa.


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