Scritto da laura in nessuna

 

io rob

La cosa più bella è stato vedere tutte quelle facce lì per me. Mi guardavano ed erano contente (mamma mia, quanto sorridevano) ed io lo ero più di loro per almeno un paio di motivi in più. Me li sono gustati tutti; li ho guardati e riguardati mentre attraversavo la navata (mi dicevo: “Ci sono anche loro”), mio padre a braccetto (camminava veloce ed io lo trattenevo e gli sussurravo di andare piano), e lui in fondo (pallido, pallidissimo). Avevo immaginato quella scena mille volte ma non l’avevo mai immaginata così. Ricordo la calma, la pace interiore. Ricordo la gioia e la mia voce che mi ripeteva quello che dovevo fare. La sento spesso nelle occasioni importanti (ma la sentono tutti o sono pazza?). Ricordo che durante la cerimonia ci guardavamo tanto e parlavamo tanto; che a leggere sull’altare sono finite (quasi) tutte le persone più care (emozionate per noi) e che mia sorella, quando mi sono girata a guardarla, era in lacrime e singhiozzi (ma che cosa avrà avuto da piangere così tanto, mia cara?!). Che mio fratello sembrava un attore. E mio cognato si è capito subito che era lombardo. Ricordo la mamma. Era bellissima e, credo, la più tesa di tutti. Poi si è sciolta, forse ha pianto, certamente ha riso. I nostri testimoni accanto a noi, e ci sentivamo protetti. Gli abbracci, i baci, tanti baci, a fine cerimonia. Tanta gioia negli occhi di tutti. Una serata che è andata proprio come la volevo io. Che ho anche fatto il trenino, anzi sono stata la testa del trenino. Io che ho sempre detto che il trenino non l’avrei fatto per niente al mondo. Poi cambia tutto in un momento. A volte c’entra anche il vino bianco. Ma in questo caso credo di no.

6 Risposte a “Signora”
  1.  laura scrive:

    ed io, che sono la solita sentimentale, leggo e mi commuovo, forse oggi più di quel giorno! perchè se anche non è fisiologicamente possibile, un po’ penso di assomigliarti. o ci provo

  2. la direttora la direttora scrive:

    ed io, che me la sono cresciuta, ho tolto i tacchi ed ho “pogato”. ed il vino bianco non c’entrava…è che ero un po’ mamma (anche se fisiologicamente sarebbe imposibile, sia chiaro!), che vede la figlia che prende il volo, e un po’ ha il magone e un po’ la tachicardia dalla felicità

  3. laura laura scrive:

    cara cugina, ho capito che le cose sono davvero cambiate quando – giovedì scorso – io e te abbiamo trascorso circa un’ora al telefono a parlare delle strategie di stiratura dei panni… ovviamente da te io ho solo da imparare!

  4. suacugina suacugina scrive:

    Che bella la foto,Lauretta e che belli i ricordi che ci riferisci. E, come succede sempre, mi hai fatto ricordare anche del giorno che io ho vissuto quasi 3 anni fa.
    Anche noi ci siamo tanto parlati sull’altare, come due vecchiette pettegole, anche io sentivo la voce e cercavo di guardare tutto per imprimerlo nella memoria.
    Mi raccomando, tienici aggiornati sull’evoluzione del vostro menage. Non aspettiamo altro.
    Un abbraccio ai signori Marziale. Che belli che siete!

  5.  laura scrive:

    fino a pochi giorni fa non riuscivo ad avere ricordi nitidi, ma con il passare del tempo mi ritorna tutto in mente ed ora quelle scene, ed anche quelle sensazioni, le ho scolpite nella testa. sbaglia chi dice che in quei momenti non devi guardare in faccia nessuno per non commuoverti e invece devi camminare dritta e concentrata. io ho guardato tutti. e mentre guardavo assaporavo i volti, le espressioni, i dettagli e li riponevo dentro di me. tutto questo mi è servito a capire quanto erano belli quei momenti e ad apprezzarli già mentre li vivevo. non sarebbe stato così se avessi fatto altrimenti.

  6. roberto roberto scrive:

    che belle parole laura….leggendo immaginavo alcune foto che ho scattato, le lacrime di tua sorella, la tensione di tua madre, la gioia di tuo padre,il lombardo…e bobo!!!

  7.  
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