
Che poi non è che te lo chiedono per portare rogna, però magari l’effetto lo possono ottenere ugualmente (scongiuri). D’altro canto, che cos’è la vita se non una specie di percorso a tappe per cui, raggiunta la prima, si pensa già alla prossima? Io, poi, che carattere!, difficilmente mi fermo a gongolare per la tappa raggiunta e, in genere, senza riprendere fiato guardo a quell’altra, ma questo è un altro discorso.
Tre mesi sono andati e sembra interesse di tutti sapere anche in che modo. Bene, dico subito. Ma in effetti non è vero che sono volati, come mi aspettavo e come mi dicevano. Tre mesi di vita matrimoniale non sono tre mesi di un periodo x della vita. Il cambiamento è radicale. Lo dice una che ha pure vissuto da sola negli anni dell’Università ed ha affrontato senza traumi la cosa. Difficile no, differente sì. Dal punto di vista organizzativo, soprattutto.
I tre mesi sarebbero dunque, stando alle domande che mi sento rivolgere ogni giorno, la prima tappa del percorso succitato; non un percorso ad ostacoli, per ora, ma un giorno capirò, non è adesso che si misura la convivenza, il matrimonio è una corsa di resistenza in cui bisogna in ogni momento reinventare il rapporto ed è necessario rinunciare ad un po’ di sé per venire incontro all’altro eccetera eccetera.
Tre mesi sono andati e guardo alla seconda tappa. Senza intenzione alcuna di andare troppo in fretta. Gustandomi la strada, fermandomi se ho voglia. Intransigente su un punto: la tavoletta del wc. Io la preferisco abbassata, grazie.


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