Scritto da laura in nessuna

cenerentola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di desideri ho sempre capito poco. Forse perché non ho mai desiderato con tanto ardore qualcosa (ma non è così vero), forse perché ho sempre guardato alla faccenda più che altro come un raggiungere i traguardi e dunque un dosare più o meno ambizione a seconda della circostanza (della serie “Aiutati che il cielo ti aiuta”); forse perché ho tutto ciò che mi serve (ma anche questa tesi viene meno se è proprio dell’essere umano volere sempre di più).

Eppure di storie sui desideri ne esistono un numero infinito. Ci sono leggende, superstizioni, storie metropolitane che avanzano sottobanco ed entrano di prepotenza in testa di ignari che non possono fare altro che finire non col crederci ma col dire “non mi costa nulla e allora perché non provarci?”.

Esempio. Ti cade una ciglia. Evviva! Ma quale inaspettato miracolo divino! Non conviene opporsi alla volontà del fato e dunque non resta altro che esprimere un desiderio. Che si esprime anche in svariate altre casistiche: ti imbatti in un quadrifoglio (ne avessi mai visto uno in tutti – e sono stati tanti – gli anni di vita di periferia!); in un soffione (idem); pronunci la stessa parola o la stessa frase assieme ad un’altra persona; a tavola ti capita il piatto scheggiato; vedi in cielo la scia di un aereo e via dicendo.

Esistono infinite combinazioni di buona sorte, tralasciando le infinite “catene di Sant’Antonio” che viaggiano via sms o via mail e che non portano fortuna ma il contrario e tralasciando pure i vari treni dei desideri o simili strumenti da format tv che poi, chissà perché, toccano sempre agli altri.

Da piccola i modi per assicurarmi che il mio desiderio venisse esaudito me li creavo da sola. Esempio. Accadrà ciò che voglio se riesco a camminare sul bordo del marciapiede senza mai toccare la strada; il mio desiderio si avvererà se riesco a non sbattere le palpebre per un minuto almeno. Eccetera. Infiniti modi. E se non andava, si ricominciava daccapo. Perché in fondo, un tempo come oggi, ciò che si chiede non è tanto l’immediata realizzazione del desiderio, ma una temporanea rassicurazione che ciò che si chiede avverrà proprio come si vorrebbe.

Ho un amico che capovolge una sigaretta nel pacchetto da venti appena acquistato. La sigaretta del desiderio. L’ultima da fumare. Quando è il suo turno il desiderio si avvera. Non è facile come sembra. L’ho visto sbagliare ed estrarla dal pacchetto prima delle altre. A quel punto, c’è poco da star sereni…

Ps: campagna personale contro il fumo: la sigaretta del desiderio non è un invito a fumare; si può fare la stessa cosa con i biscotti, i pennarelli e tutto ciò che sia contenuto, in fila, in una scatola. Non prendete esempio dal mio amico. Se lo conosceste, mi credereste sulla parola (!). Buona fortuna.

9 Risposte a “Esprimi un desiderio”
  1. laura laura scrive:

    ai tempi dell’Università avevo il mio portafortuna (che custodisco ancora, naturalmente): la maglietta di un villaggio turistico regalatami da mia sorella. non ha mai fallito un colpo!

  2. Mari Mari scrive:

    Io il quadrifoglio l’ho avuto in dono dal mio istruttore di palestra al primo esame di università: geometria ad Ingegneria. Da li in poi l’ho portato sempre con me….per la serie…non son superstiziosa…ma ha funzionato davvero (insieme alle nottate sui libri :-) ))))

  3. moniceddhru moniceddhru scrive:

    X Laura:
    …e chi lo sa????? Casomai dovessi provarci, te lo farò sapere…ihihihhi… :P

  4. laura laura scrive:

    mamma mia quanti desideri ho espresso a san lorenzo! e vi svelo dell’altro: se, mentre lo esprimo, vengo interrotta, non pronuncio bene le parole fatidiche dentro di me, insomma se non fila tutto liscio, ricomincio daccapo… non fosse mai che il cielo non capisca bene quello che chiedo…

  5. Barbara Barbara scrive:

    Simpaticissimo! … Vi è pero’ sfuggita la notte di desideri per antonomasia: quella delle stelle cadenti (da includere nel “via dicendo”)! ;-)

  6. laura laura scrive:

    x moniceddhru:
    bene, bene, si accettano altre precisazioni… in fondo tutte le ricette vanno personalizzate. ci hai provato? e, soprattutto, funziona? io mi preparo per un altro rito. appena arrivo a casa spengo la luce ed accendo le candele profumate. sa un po’ di seduta spiritica, ma rilassa. se ci fosse anche un bel massaggio contro questo fastidioso mal di testa, sarebbe il massimo!

  7. moniceddhru moniceddhru scrive:

    …la sigaretta deve girartela al contrario un amica, un amico o una persona a te cara mentre tu esprimi il desiderio…guai se lo facessimo da soli: il desiderio non si avvererebbe, e il rito perderebbe la sua efficacia…dillo al tuo amico…ahahaahahaha…

  8. laura laura scrive:

    in effetti il mio amico è simpatico ed il mio post scriptum era solo una precisazione a quanto scritto sopra. fumatori o no, credo che tutti abbiamo un rito di rientro a casa. il mio consiste, ad esempio, nel togliermi le scarpe e cercare il divano più vicino e poi stare lì, seduta non distesa, senza parlare, senza dare spiegazioni, senza pensare. una specie di reset che mi permette di ricominciare. a volte basta questo, altre volte si rende necessario anche uno spuntino ad alto tasso di colesterolo

  9. antonella antonella scrive:

    chissà perchè ma le raccomandazioni contenute nei post scripta (mi pare di ricordare che al plurale si declini così) mi spingono sempre a fare il contrario. in questo caso, essendo anche io una fumatrice, il tuo amico mi è simpatico per il solito fatto di condividere lo stesso vizio. E se anche tu fumassi, capiresti subito che la sigaretta del desiderio può essere solo una sigaretta e non un biscotto, nè un pennarello, nè altro che sta in fila in una scatola.
    Anche il desiderio ha un suo rito ben preciso che non consente sostituzioni.
    Fino ad oggi non conoscevo la sigaretta del desiderio ma solo la sigaretta perfetta che, per quanto mi riguarda, è quella che mi concedo appena torno a casa, nella penombra del dopocena, in religiosa solitudine nella consapevolezza di aver trascorso una bellissima giornata o nel sollievo di una pessima giornata finalmente terminata.
    Saluti all’amico fumatore e ai suoi desideri

  10.  
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