Archivio per marzo, 2010

ippopotamo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Basta un raggio di sole a scatenare il pensiero (chiamalo pensiero… è più che altro un’ossessione) della prova costume. Pensarci in anticipo non fa mai male. E comunque farlo adesso non sarebbe così in anticipo.

Quest’anno vivo lo spinoso “obiettivo” in maniera del tutto differente rispetto agli anni scorsi. Lo devo dire: ho la pancia. Intendiamoci: non ho una pancia; ho “la” pancia. Che entro i mesi estivi sarà diventata un pancione (“il” pancione) ed io in riva al mare, altro che Sirenetta!, non riuscirò ad evitare la divertente (?) interpretazione della balena spiaggiata. Poco male. Tutte le donne sono belle con la pancia (per non parlare delle maniglie dell’amore!): assumono un’aria che le rende gioiose e visibilmente serene (ma chi l’ha detto?). Sarà. Eppure io proprio non riesco a stare serena quando penso di dovermi recare, prima o poi, dal mio rivenditore di costumi da bagno di fiducia e di dover pronunciare la taglia di quanto mi serve (è un segreto che morirà con me). In tutto questo turbinio di sensazioni contrastanti, ricordo con tenerezza quando, ingenua!, ripetevo che non avrei mai rinunciato al bikini (hai visto mai?).

Parlo della taglia del costume per evitare di toccare la questione “ritenzione idrica”. Perché, basta un po’ di movimento, ti dicono. E allora tu investi i tuoi week end a camminare (ovviamente non da sola; coinvolgi gente, i tuoi più o meno intimi congiunti, che sopportano perché alle donne con la pancia non ci si può mica opporre), a fare le scale, a perlustrare in lungo ed in largo scenari mai battuti. Ritorni a casa con il nervo sciatico in fiamme e ti ricordi di quando, ingenua!, la sciatica e le condizioni climatiche ti sembravamo discorsi da vecchi. Non lo sono e non sono neppure prospettive così lontane. Arrivano; nemmeno te ne accorgi e ti ci trovi catapultata. Non resta che farci i conti. Mentre, a pranzo, mangi un entusiasmante “yogurt e banana”. Non lo sapevate? Quando si ha la pancia ci si mette a dieta.

 

Incubi e pensieri di femmine a parte, la pancia è l’emozione più bella che mi potesse capitare. Me ne sento onorata e, nonostante i chili che si accumulano in quelli che in altri tempi erano i miei punti forti, non potrei chiedere di meglio.

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