Archivio per maggio, 2010

meno di un pacco di zucchero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mettiamo, tu vai al supermercato e fai la spesa. Piano piano riempi il tuo bel carrello di cose utili e meno utili. Serve lo zucchero. Ne prendi un pacco. Pesa un chilo. Pesa più della mia bimba. 800 grammi di amore e pensieri che non riesco a non fare. Nemmeno un chilo. Meno di una bottiglia d’acqua da ristorante. Meno della mia borsa. Meno di quasi tutto. Così piccola e già così vera. La vorrei prendere dallo scaffale e mettere nel carrello. Me la vorrei portare in braccio in una passeggiata lunghissima. Vorrei già vederla in faccia e poter dire che assomiglia a me.

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temporali estivi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il temporale pulisce la terra e cancella i brutti pensieri. Dopo mi sento rinnovata. Pioveva col sole, domenica a pranzo. Con la porta aperta guardavamo i lampi. Profumo d’acqua. E di lasagne (non dovrei dirlo). Famiglia, risate e chiacchiere. Ricordi e foto in bianco e nero, alcune a colori. Il dolore va provato; poi lo dimentichi in un attimo, ma è un’emozione da analizzare fino alla fine, finché c’è. Pare non ci sia nulla di simile. La domenica di primavera ha un sapore tutto suo, un frescolino leggero alle gambe e la voglia di uscire. Mi stendo, non dormo, sonnecchio. Sento gli altri parlare e mi piace. Sento i calci e non riesco a smettere di pensare, mi ritrovo chissà dove e chissà quando. Sono impaziente ed impaurita ma tutto sommato è meglio lasciare che le cose succedano. Come i temporali. Quando scoppiano tutti borbottano, ma a me piacciono, soprattutto quando c’è il sole ed il profumo di pioggia si mescola a quello della lasagna fatta in casa. Allora più che mai sento che non sono sola.

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sex

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cambio di temperatura. Fa più caldo, non metto più le calze. Pulizie di primavera. Mi sento quasi nuova. Ma ogni tanto ri-piove. Più che altro, ri-pioviggina. Non più riposata, anzi è sempre peggio. Ma nuova, diversa, cambiata. Aumentata di peso, tanto per cominciare. Piano piano ci si abitua a tutto. E cerco di non perdere il mio charme. Trattamenti esfolianti per preparare la pelle al sole. Non farsi cogliere alla sprovvista. Ho comprato delle scatole di cartone nelle quali riporre i maglioni di lana. Non li metterò per un po’. Sono caldi e poi non mi entrano più. Difficile a dirsi ma tant’è. Cambio di stagione. Che divertimento quand’ero piccola! Tanta voglia di colori, di sole, di occhiali da sole nuovi. Voglia di un nuovo taglio; basterà solo la frangia? E se poi la frangia ingrassa? Forse è meglio non rischiare. Ma tanto ingrasso lo stesso, non sarà certo colpa della frangia. Voglia di passeggiate. Del tempo infinito, indefinito, incalcolabile, che non passa mai. Di quei pomeriggi di molti anni fa. Anche oggi può essere così. Risate. Voglia di risate. Sovrappongo foto vecchie e nuove, fotogrammi vecchi e nuovi, fermo-immagini. Quest’anno ci sono i mondiali di calcio. In appena quattro anni è tutta un’altra vita. Tutta un’altra storia. Tutt’altre persone. Mai un ripensamento, solo gioia, gioia infinita. Dovrei abbronzarmi un po’. Protezione. Crema solare, anche io che sono sempre stata una paladina della pellaccia dura e poi chissenefrega. E’ sbagliato, lo so. Nuove matite colorate e nuovi esperimenti. Per essere più riflessiva, più sognatrice, più positiva. Per tradurre i pensieri contorti. Non sono i soldi che fanno la felicità. Sono altri occhi che ridono. Sono gli abbracci, le coccole, le cose dolci tra innamorati. Vietato rinunciare a tutto questo. Oggi ci credo più che mai. Oggi che non stai più ferma. Che mi parli dalla stanza in fondo.

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happiness

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Silenzio, rumore, gioia, bollicine, farfalle, riflessione, pensieri, mal di testa, mal di schiena, le smagliature, oddio le smagliature, e allora idrata che fa sempre bene, fai la doccia e poi idrata, la mattina e poi idrata, prima di andare a dormire, notte, mi alzo dalle tre alle cinque volte, (vabbé anche prima ma non così tanto), nervo sciatico questo sconosciuto, liquido amniotico, pace, silenzio, per fortuna che c’è Nietzsche, vittoria, vittoria, vittoria, la vedo e mi saluta pure, cinque dita, mi commuovo come sempre, pure ora non cambio, ok gli sbalzi d’umore ma io esagero, copertina rossa per Natale, piccoli calzini, liquido amniotico, voci, bollicine, ci sei, femmina, sì vabbé ma pure che era maschio, sì vabbé ma è femmina, bere molto che fa bene, almeno due litri di acqua al giorno e poi idrata, e poi bilancia, ma neanche adesso posso mangiare quello che voglio, la risposta è no, anzi soprattutto adesso, ok ma ogni tanto faccio di testa mia e poi bilancia, e poi bere, bere, liquido amniotico, intimità, cose solo nostre, cose belle, bollicine, vittoria.

 

“Bisogna avere un caos dentro di sé per generare una stelle danzante”

Friedrich Nietzsche

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