
A pochi centimetri e non ti conosco ancora. Ti ho vista, ti ho sentita, ti ho anche parlato pensando che mi sentissi. Che mi capissi, addirittura, e sapessi ciò che ti stavo dicendo. Ti ho chiamata, ti ho accarezzata sempre, ti ho raccontato quello che stavo facendo. Ho cercato di tranquillizzarti dicendoti che ci sarei sempre stata. E’ così. Ho letto ed approfondito i tuoi progressi in mille libri dedicati a te. Ed ora solo pochi centimetri, solo pochi – troppi – giorni ci dividono. Troppi aneddoti di zie ed amiche ed esperte che “ci sono passate”. Ognuna con il suo ricordo e con il suo angolo di orgoglio per avercela fatta. Avverto, intanto, la sensazione che io e te siamo diverse da loro. Ascolto ciò che mi dicono e penso che la mia – la nostra – è un’altra storia. Nove mesi. Il tempo giusto per provare tutte le sensazioni possibili e perché tutti i tipi di pensieri passino per la testa. Sorpresa, insicurezza, ansia, paura, scoramento. Pure rabbia, confusione, ed ancora paura. Gioia infinita naturalmente. Insomma, piccola, praticamente ci siamo. Ci siamo soprattutto io e te, lontane ormai solo pochi centimetri e pochi – troppi – giorni ancora. Il tempo di capire davvero, se ancora non l’ho fatto – ma come è possibile capirlo ora? – che sei già vicina vicina.



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