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“Saremo una spina nel vostro fianco, con le nostre idee e il nostro impegno.”
Don Luigi Ciotti ha lanciato ieri, durante la manifestazione anti-camorra svoltasi a Napoli, un importante messaggio alle istituzioni, esortandole ad un maggiore impegno nella lotta alla criminalità organizzata.
Giovani provenienti da tutta Italia, famiglie, parenti delle vittime di mafia si sono incontrati per cementare la loro voglia di legalità, di giustizia, e per dire NO a tutte le mafie.
Ho visto tanto coraggio, determinazione e rabbia tra i partecipanti, un fermento sociale che rappresenta elemento fondamentale di qualsiasi cambiamento. La partecipazione di migliaia di giovani ha riempito di ulteriore significato tale manifestazione: le nuove generazioni debbono essere incoraggiate a dare il loro fondamentale contributo per una società migliore, e devono assumere consapevolezza delle loro capacità, nonchè del loro sapere e delle loro competenze.
Si sostiene da sempre la necessità di uno stato forte, di una classe politica attivamente impegnata, attraverso l’adozione di efficaci politiche sociali e del lavoro, nella lotta alla mafia.
La mafia attinge dove lo stato è assente, ed è la mancanza di lavoro che alimenta il reclutamento mafioso.
Ci sono politici che svolgono impeccabilmente la loro missione, ma le connivenze mafia-politica e la presenza di alcuni parlamentari che utilizzano il mandato degli elettori per soddisfare esclusivamente i propri interessi e per garantirsi l’immunità priva, irrimediabilmente, l’azione dello stato di efficacia, forza e credibilità.
Questa altalena di impegno e disimpegno ha indubbiamente permesso e permette alle mafie di avere il tempo di riorganizzarsi e di cambiare pelle.
La manifestazione di Napoli è la dimostrazione di come le coscienze si stiano risvegliando, di come una parte della società civile voglia porsi come spina nel fianco delle istituzioni. Dobbiamo essere sempre di più.

4 Risposte a ““Una spina nel loro fianco””
  1. anna maria mangia anna maria mangia scrive:

    E’ dalla morte di Falcone e Borsellino che si parla di “dimostrazione di come le coscienze si stiano risvegliando”. Ma io non vedo nessun effettivo miglioramento,purtroppo. La gente si risveglia solo per brevi attimi, ad esempio quando una comunità locale viene colpita da un delitto efferato, come ad Ugento, ma trascorso qualche anno, tutto sarà uguale a prima. Con l’augurio di sbagliarmi….

  2. Salvatore Ventruto Salvatore Ventruto scrive:

    All’altalena di impegno e disimpegno dei politici ne corrisponde, indubbiamente un’altra: quella della gente comune, dei cittadini.
    E’ risaputo che, oltre che dal punto di vista giudiziario, la camorra si deve combattere anche e soprattutto dal punto di vista culturale. E’ sicuramente la battaglia più difficile ma abbiamo il dovere di intraprenderla, di portarla avanti sistematicamente e con determinazione al fine di riacquistare quella felicità che ci spetta di diritto. Non è giusto che ad un ragazzo del sud non appartenente ad organizzazioni criminali o non facente parte di un determinato “sistema”venga impedito di realizzarsi sia come uomo che in ambito lavorativo.

  3. maximiano maximiano scrive:

    Se al risveglio delle coscienze non segue un reale cambiamento nel modo di pensare e di agire, si rischia quello che dice Anna Maria Mangia, e cioè che passati i primi momenti di entusiasmo tutto si risolva nel nulla.
    Occorre perciò educarci alla democrazia, alla partecipazione, al ruolo di spina nel fianco delle istituzioni inefficienti e occorre farlo da subito. Non si può attendere. Il tempo che passa senza essere ben utilizzato è tempo sottratto al benessere del cittadino, al miglioramento della sua vita e regalato alla mafia.

  4. anna maria mangia anna maria mangia scrive:

    @ Tutti a lezione di democrazia dunque. Tutti a studiare Luigi Stefanini (segue sorriso)

  5.  
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