Archivio per giugno 11th, 2009

Le recenti elezioni europee ed amministrative hanno messo in evidenza tre importanti aspetti:
la conferma del Popolo della Libertà al ruolo di primo partito italiano, la perdita di consensi del Partito Democratico ( più del 7% dei voti) e le vittorie di Lega ( per la prima volta presente in tutta Italia) e Italia dei Valori.
Tuttavia, di fronte ad un corposo successo a livello locale, il PDL non è riuscito a livello europeo a raggiungere quel 40% auspicato ( o addirittura dato per certo) da Berlusconi, fermandosi al 35%. E su questo il Premier starà facendo le sue riflessioni: il caso Noemi, le vicende personali e familiari, la sentenza Mills.
Al “successo contenuto” del PDL ha fatto riscontro l’aumento di consensi della Lega. Una redistribuzione di voti che, di conseguenza, cambierà i rapporti di forza tra i due partiti di governo. Bossi a poco più di un anno dalla vittoria alle elezioni politiche ha ottenuto dal governo importanti provvedimenti su alcuni storici cavalli di battaglia: la sicurezza ( con l’avvento delle ronde), l’immigrazione ( con l’istituzione del reato di immigrazione clandestina e della pratica dei respingimenti), il federalismo fiscale. Gli elettori del nord hanno premiato in massa la capacità dell’establishment leghista di far realizzare al governo le promesse fatte durante la campagna elettorale per le elezioni politiche dello scorso anno. Gli addetti ai lavori parlano da tempo di un governo “ostaggio” della Lega. Queste argomentazioni sono ora ancor più valide di prima. Una conferma in tal senso è già arrivata con il repentino cambio di posizione di Berlusconi riguardo la consultazione referendaria del prossimo 21 giugno. “Noi, del Popolo della Libertà, non faremo alcuna campagna referendaria” ha affermato il Premier. “Silvio non è mica scemo, altrimenti sfascia tutto” si è affrettato a precisare Bossi. Appoggiare un referendum, che prevede in caso di vittoria del SI il riconoscimento e l’attribuzione del premio di maggioranza (55% del totale dei seggi) non più alla coalizione vincitrice delle elezioni bensì al singolo partito che prende la maggioranza relativa dei consensi, aprirebbe uno scenario politico caratterizzato da una crisi di governo che porterebbe, per effetto del ritiro leghista dalla maggioranza, alla caduta dello stesso. La vittoria del SI significherebbe l’apertura di una nuova fase politica che si caratterizzerebbe per un meccanismo elettorale che darebbe ancora più valenza al premio di maggioranza, in cui il partito che raccoglie il maggior numero di voti, vincendo le elezioni, potrebbe tranquillamente governare senza fare alcuna alleanza. E’ chiaro che una prospettiva di questo genere è ben voluta dal premier. Ma impegnarsi attivamente in questa direzione significherebbe far cadere l’attuale governo.
Ritornando ai recentissimi risultati elettorali bisogna sottolineare anche il successo dell’Italia dei Valori. Il partito di Di Pietro ha, negli ultimi cinque anni, quadruplicato i propri consensi. L’antiberlusconismo, le battaglie per la legalità, per l’ineleggibilità dei condannati in parlamento, per la giustizia e il rispetto della costituzione, la raccolta firme contro il lodo Alfano, il ritorno della questione morale al centro del dibattito politico, l’impegno per un rinnovo generazionale della classe politica. Unica opposizione è stato ed è lo slogan di Antonio Di Pietro. Mai slogan fu così opportuno. Lo accusano da più parti di dire NO a tutto ciò che propone Berlusconi. Dicerie. Prova ne è stata ad esempio l’approvazione in parlamento, anche con i voti dell’IDV, del federalismo fiscale, una riforma che se fatta bene potrebbe, a mio parere, rappresentare un’opportunità per il mezzogiorno.
Ora, l’8% dei consensi conseguito alle elezioni europee conferisce “al guastafeste” (dal titolo del suo ultimo libro) l’onore e l’onere di ristrutturare, dal punto di vista organizzativo, il partito per farlo diventare elemento fondante di una nuova ed omogenea coalizione politica che abbia alla base della propria azione una visione della società strettamente legata ai valori, al rispetto delle leggi e al riconoscimento del merito.

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