
Dedicò la sua giovinezza, con coraggio e tenacia, al risveglio delle coscienze di Cinisi, suo paese natale, in provincia di Palermo e alla lotta contro quel sistema criminale e omertoso (satiricamente definito, da lui stesso, Mafiopoli) che ovattava le menti dei suoi concittadini e di tutti i siciliani, condannandoli all’immobilismo e all’apatia sociale.
Rimane unica la sua opposizione mediatica e culturale al boss e capo di Cosa Nostra Tano Badalamenti, attraverso la quotidiana trasmissione radiofonica “Onda Pazza”. Spazio, questo, in cui Peppino e i suoi amici, oltre a pronunciare l’impronunciabile, osare l’inosabile, nominare l’innominabile, schernivano lo stesso Badalamenti, coraggiosamente e sarcasticamente battezzato come “Tano seduto”.
Ribellarsi alla cappa mafiosa, al tradizionale “salutamu zzu Tanu”, al perenne “ossequi” fu ragione principale e fondamentale del suo vivere.
Perchè la mafia era (ed è) una montagna di merda.
Ieri avrebbe compiuto 62 anni.
Buon compleanno Peppino. Per sempre nel cuore della gente onesta.


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Ritengo sia dovere di ognuno di noi vivere in maniera tale da non rendere vana la morte di persone come Peppino Impastato.
Il suo coraggio, la sua esistenza vissuta interamente nella lotta contro la mafia, qualunque forma essa abbia avuto e abbia tuttora, hanno senso anche e soprattutto se noi ci impegniamo a combatterla a nostra volta.
Grazie a Peppino per il suo esempio, ma rimbocchiamoci le maniche per non essere a nostra volta, con la nostra apatica indifferenza, gli “esecutori” del suo assassinio e di tutti quegli eroi che, purtroppo, si sono resi necessari in una società malata come la nostra.
Ma l’operazione caro maximiano è molto difficile ma non impossibile.. ed il primo passo sarebbe quello di iniziare a credere in noi stessi!!!!!