Archivio per febbraio, 2010
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“Chi sbaglia e commette reati sarà messo fuori dal partito e non potrà pretendere di stare in nessun movimento politico”.
E’ ( o meglio sarebbe) la nuova linea politica del premier Berlusconi, il quale ha annunciato anche “severe” misure anticorruzione. L’uso del condizionale è d’obbligo in quanto, per l’ennesima volta, alle parole non corrispondono, almeno per ora, i fatti.
Subito dopo le dichiarazioni del premier, infatti, Nicola Cosentino (coordinatore PDL in Campania e Sottosegretario all’economia con delega al CIPE) su cui pende un ordine di cattura per associazione camorristica, non eseguito per respingimento della richiesta di autorizzazione a procedere, ha rassegnato le dimissioni da entrambi gli incarichi. Berlusconi si è però affrettato a respingerle, ribadendo la sua personale stima nei confronti di Cosentino.
L’annuncio del Premier riguardante la “necessaria” presentazione di “liste pulite” alle prossime elezioni regionali e l’imminente adozione, da parte del governo, di norme anticorruzione non possono non destare scalpore, alla luce del curriculum giudiziario di alcuni esponenti dell’esecutivo e della maggioranza. Su tutti Marcello Dell’Utri ( condanna in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa a Palermo, nonché condanna definitiva, rimediata a Torino, per aver patteggiato 2 anni e 3 mesi riguardo a false fatturazioni e frodi fiscali riconducibili a Publitalia), il ministro Umberto Bossi (condanna definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla maxi tangente Enimont), l’ex ministro della giustizia Castelli (condannato dalla Corte dei Conti per 500 mila euro di danno erariale causato dalla elargizione di facili consulenze ai tempi in cui era ministro), l’attuale ministro per i rapporti con le Regioni Raffaele Fitto, sotto processo per corruzione ( avrebbe ricevuto da Giampaolo Angelucci, re delle cliniche private romane e pugliesi, 500 mila euro per finanziare la propria lista, “La Puglia prima di tutto” durante le elezioni regionali del 2005) . Per non parlare dello stesso Premier che però, attraverso prescrizioni e leggi ad personam, evita da decenni di presentarsi ai processi.
Con queste premesse che contenuto potranno avere queste nuove norme? Che efficacia e credibilità potranno avere le stesse se a vararle saranno membri della maggioranza e di governo palesemente nei guai con la giustizia?
Probabilmente, con la vicinanza delle elezioni regionali, il premier cercherà di fagocitare mediaticamente anche il tema della questione morale. Aspetto su cui, invece, dovrebbe avere il buon gusto, assieme ad una folta schiera di parlamentari bipartisan, di non pronunciare nemmeno una parola.
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Ma questa terra come si vede, come si rappresenta a se stessa, come si immagina? Come la immaginiamo la nostra terra, il nostro paese?…. Ci poniamo il problema o ci basta dire “così è sempre stato e sempre sarà così?
Davvero ci basta credere che nulla di ciò che accade dipende dal nostro impegno o dalla nostra indignazione? Che in fondo tutti abbiamo di che campare e quindi tanto vale vivere la propria vita quotidiana e nient’altro? Ci bastano queste risposte per andare avanti? Ci basta dire “non faccio niente di male, sono una persona onesta” per sentirci innocenti? Lasciarci passare le notizie sulla pelle e sull’anima? Vogliamo continuare a galleggiare? Vogliamo continuare a far finta di niente?……….
……Non posso credere che la denuncia sia ormai solo compito di pochi singoli e gruppi che interpretano il ruolo della società civile. E il resto? Gli altri se ne stanno buoni e zitti, tramortiti dalla paura? La paura. L’alibi maggiore. Fa sentire tutti a posto perchè è in suo nome che si tutelano la famiglia, gli affetti, la propria vita innocente, il proprio sacrosanto diritto a viverla e costruirla.
Eppure non avere più paura non sarebbe difficile. Basterebbe agire ma non da soli. La paura va a braccetto con l’isolamento. Ogni volta che qualcuno si tira indietro crea altra paura, che crea ancora altra paura, in un crescendo esponenziale che immobilizza, erode, lentamente manda in rovina…….
….Chiedo alla mia terra se riusciamo ancora ad immaginare di poter scegliere. Chiedo se siamo in grado di compiere almeno quel primo gesto di libertà che sta nel riuscire a pensarci diversamente, pensarci liberi. Non rassegnarsi ad accettare come un destino naturale quel che è invece opera degli uomini.
Tratto da “La Bellezza e l’Inferno di Roberto Saviano”
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Sono molti, negli ultimi giorni, gli spunti di carattere politico che, indubbiamente, meriterebbero un approfondimento: la visita di Berlusconi in Israele, la legge sul legittimo impedimento, la decisione del governo di impugnare, davanti alla Corte Costituzionale, le leggi di Campania, Puglia, Basilicata che vietano l’installazione di centrali nucleari sui propri rispettivi territori.
Nonostante ciò, vorrei però soffermarmi su un provvedimento ( il disegno di legge n. 1956), in discussione in aula al Senato, nel quale si prevede la trasformazione della Protezione Civile in una S.p.A. a capitale interamente pubblico, “al fine di garantire economicità e tempestività agli interventi del Dipartimento della Protezione Civile”. In pratica pur se la titolarità della stessa Protezione Civile continuerà a rimanere del Dipartimento, facente capo alla Presidenza del Consiglio, le funzioni strumentali passeranno interamente nelle mani della Protezione Civile Servizi S.p.A, la quale acquisirà le competenze ed il know how necessari ad affrontare le situazioni di emergenza e di calamità che potrebbero verificarsi sul territorio italiano. Pertanto, il rapporto tra il Dipartimento e tale S.p.A sarà regolato da un contratto di servizio i cui contenuti, assieme ai costi che dovranno essere sostenuti ogni volta che il Dipartimento chiederà l’impiego del personale, sono ancora, peraltro, del tutto sconosciuti. Gli unici due aspetti certi della vicenda sono che i sindaci verranno svuotati delle loro competenze in materia di Protezione Civile e che, essendo la società che si sostituirà a capitale interamente pubblico (inizialmente di un milione di euro), qualora si verificassero perdite di bilancio, le stesse sarebbero socializzate, cioè pagate dai cittadini, attraverso continui aumenti di capitale che, secondo quanto previsto dal comma 2 dell’art. 16 del suddetto disegno di legge, “sono determinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze”.
Ho la sensazione (e forse anche più) che si stiano beffando, per l’ennesima volta, i cittadini italiani.
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