Aggressori o aggrediti?
Scritto da Salvatore Ventruto in Politica, tags: Bush, Islam, OccidenteNorman Podhoretz in un suo libro molto interessante, La quarta guerra mondiale, sostiene che l’attentato dell’11 settembre 2001 sia stato frutto di una sottovalutazione trentennale, da parte degli Usa, dei terroristi islamici che, di fronte all’inerzia dei vari governi americani del passato, oltre a mettere a segno in tutto il mondo, già dagli anni ’70, numerosi attentati contro obiettivi statunitensi, avrebbero sviluppato competenze e capacità militari tali da permettere loro di organizzare l’attentato contro il World Trade Center, provocando la morte di circa 3000 persone. Una inerzia e una “trascuratezza” che, dopo questa tragedia, non poteva più essere tollerata. Da questa convinzione e dalla necessità di annientare militarmente Al Qaeda, sarebbero nate la dottrina Bush e le conseguenti guerre in Afghanistan ed Iraq.
Nel discorso del 20 settembre 2001 George W. Bush dichiarava: “Non dimenticherò la ferita inferta al nostro paese né tantomeno coloro che ci hanno colpito. Non esiterò, non mi fermerò e non mi tirerò mai indietro in questa battaglia per la libertà e la sicurezza del popolo americano”.
Queste parole dell’ex presidente americano erano dettate dalla convinzione che l’America, l’occidente, il mondo libero fossero, con gli attentati alle Torri Gemelle, sotto attacco dell’Islam radicale, intenzionato a distruggere tutto ciò per cui l’America ritenesse giusto combattere. Pertanto, partendo dall’ assegnazione di un giudizio morale alle relazioni internazionali, gli Stati Uniti erano il bene, mentre gli stati che aiutavano logisticamente e finanziariamente i terroristi erano il male.
Secondo Bush e la sua amministrazione gli islamisti radicali avevano iniziato una guerra contro l’occidente e il mondo libero.
Ma veramente l’Islam ha, dal 2001, l’obiettivo di invadere e soppiantare l’Occidente?
Alcuni studiosi sostengono sia esattamente il contrario e cioè che l’11 settembre 2001 sia la risposta dell’Islam al tentativo della civiltà occidentale di espandersi imperialisticamente e senza limiti. A tal proposito, Toynbee, uno dei massimi studiosi dell’argomento, ha dichiarato che “la civiltà occidentale ha letteralmente assediato le altre civiltà, possedendo la capacità di aggredire il codice genetico delle altre culture.” La tecnologia e gli avanzati mezzi di comunicazione sarebbero gli strumenti cardine di questa aggressione.
Da queste affermazioni risulterebbe una aggressione dell’Occidente alle altre civiltà, alla quale l’Islam, possedendo poche capacità adattative ed essendo ancora un sistema teocratico, reagirebbe con l’intransigenza ed il terrorismo.
Dove risiede la verità? Gli occidentali sono veramente invasivi oppure è l’Islam che sta cercando di imporre i suoi dogmi all’Occidente? L’occidente deve farsi carico della missione civilizzatrice di insediare la democrazia in terra islamica? E, soprattutto, una civiltà “imperialista e capace di intaccare il codice genetico delle altre culture” può legittimamente “esportare” la democrazia?
Su questo tema ritornerò nei post successivi.


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