Nonostante le escort, lo scandalo della Protezione Civile (e il tentativo, per fortuna fallito, di privatizzarla), le norme sul legittimo impedimento, la sentenza di condanna in secondo grado a carico dell’avvocato inglese David Mills (procedimento poi prescritto), il Popolo della Libertà e la Lega sono riuscite a strappare al centrosinistra il Piemonte, il Lazio, la Campania e la Calabria, confermandosi in Veneto e Lombardia. Una vittoria che per Silvio Berlusconi vale doppio.
Di contro il centrosinistra conserva le tradizionali regioni rosse, Toscana, Emilia Romagna, Marche e Umbria e si conferma in Puglia con Nichi Vendola. Ma l’assenza di leadership al suo interno è a dir poco imbarazzante. Berlusconi riesce sistematicamente con le sue indubbie doti mediatiche a spostare negli ultimi giorni di campagna elettorale molti consensi. Doti che non posseggono i vari Bersani, Di Pietro ecc. Ma il vero problema è che il centrosinistra non riesce ad offrire una alternativa al modello berlusconiano. Non riesce a parlare ai cuori degli italiani, non riesce, a mio parere, ad esprimere quell’empatia politica che il centrodestra, invece, riesce efficacemente a comunicare. Ecco perché penso che il centrosinistra abbia bisogno di un cambio di passo. Ecco perché credo che il centrosinistra debba iniziare a farsi capire dalla gente. Che debba dialogare costantemente con essa. Che debba liberarsi delle solite facce e favorire il ricambio generazionale. Che debba avere maggior coraggio. Che debba riacquistare quella supremazia morale che, perduta miseramente negli ultimi anni, storicamente gli appartiene.
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