
A campagna elettorale finita e a verdetti delle urne acquisiti, vorrei concentrarmi su alcuni aspetti che hanno caratterizzato le ultime settimane della vita politica provinciale, in particolare ugentina. Settimane durante le quali mi è capitato più volte di sentire pronunciare, dai cittadini, due frasi. Innanzitutto, la classica “i politici sono tutti uguali”, con la quale ho avuto conferma del persistente e consolidato sconforto in cui sono caduti gli elettori di fronte ad una classe politica a dir poco distante e indifferente alle problematiche quotidiane. E, in aggiunta, un’altra affermazione che lascia benissimo intendere quale sia l’idea di politica di alcuni cittadini, anche ugentini: che cosa può darmi in termini di favori questo candidato rispetto ad un altro?Quale sarebbe il mio tornaconto se venisse eletto?Che cosa ci guadagnerei? Domande che attestano l’esistenza di un vero e proprio gioco al rialzo, moralmente inaccettabile, che fa sprofondare la politica a mero rapporto privato e clientelare, attestandone, ancora una volta, la perdita di dimensione pubblica. A questa visione privatistica del cittadino, ha fatto riscontro “la ricerca privata del consenso” da parte di molti candidati. Un aspetto, anche questo, su cui riflettere e che personalmente, se utilizzato come unica strada di raccolta dei consensi, non condivido. La politica deve porsi invece, a mio parere, come spazio aperto in cui ci si ritrova, ognuno per dare il proprio contributo. Uno spazio all’interno del quale creare un sentimento di appartenenza, in cui i cittadini arrivino reciprocamente “a sentirsi”, “a capirsi”, a considerarsi parte integrante di una comunità e, di conseguenza, ad essere sempre attori principali del suo sviluppo. Uno spazio in cui ognuno arrivi ad avere dentro di sé gli altri, in cui tutti (nessuno escluso) sentano l’appartenenza ad un progetto. Ecco perché sogno che gli ugentini riacquistino vigore politico, che siano capaci di riscoprire il senso e l’importanza dello sforzo collettivo, del camminare insieme. E mi auguro che presto una nuova solidarietà prenda il posto della vecchia complicità.


Articoli (RSS)
Un post veramente profondo.
“Uno spazio in cui ognuno arrivi ad avere dentro di sé gli altri”
Se i politici nazionali e locali, facessero propria questa frase, di sicuro avremmo una politica migliore, veramente al servizio dei cittadini e del bene comune.
La tua è pura utopia. Ma come ben sai, utopia non significa illusione, come molti credono, bensì progettualità che porta alla realizzazione di una speranza. Ed io spero vivamente che questo tuo e nostro desiderio si concretizzi.