
Dopo l’approvazione della Riforma sanitaria con la quale si è garantita l’assistenza medica a ben 33 milioni di americani, fino a quattro mesi fa totalmente sprovvisti di qualsiasi tipo di sostegno in caso di malattia, il Presidente americano Barack Obama ha raggiunto quattro giorni fa, a mio modesto parere, un ulteriore importante traguardo: la riforma di Wall Street. Una legge finalizzata al riordino del sistema di regolamentazione e controllo del settore finanziario al fine di evitare che si verifichino crisi di portata mondiale, come quella che, iniziata circa due anni fa, sta ancora dispiegando negli States, e non solo, i suoi “benefici” effetti.
“ Gli americani non pagheranno più per gli errori della Finanza” ha detto Obama, promulgando il testo approvato dalla Camera e dal Senato in poco più di 15 giorni. Testo che prevede un forte aumento della protezione dei consumatori e regole nuove e maggiormente stringenti nella conduzione degli affari. E’ inaccettabile che gli immensi danni provocati dalla gestione scellerata di alcuni manager continuino ad essere ripianati con i soldi dei contribuenti, della collettività. Ed è altrettanto inaccettabile che a tali manager, nonostante la loro incompetenza o avvenenza, continuino ad essere erogati bonus e premi con disarmante facilità. Negli Stati Uniti la classe politica lo ha capito e, penso sia opportuno ripeterlo, in 15 giorni si è giunti alla approvazione di una legge. In Italia siamo, anche su questo tema, in età preistorica. Non riusciamo, ad esempio, nemmeno ad aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie dal 12,50% al 20%.


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