“Così fan tutti” (o quasi)
Scritto da Salvatore Ventruto in Commemorazioni, tags: Carlo Alberto Dalla Chiesa, Emanuela Setti CarraroPalermo. 3 settembre 1982. Via Isidoro Carini. Ore 21. Due motociclette e un’auto affiancano una AutoBianchi 112. La crivellano di colpi. Alla guida il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Al suo fianco la moglie Emanuela Setti Carraro. A pochi metri viaggia l’Alfetta dell’agente di scorta Domenico Russo. Anche per lui la stessa tragica fine. Autori della strage, come più volte accaduto in quegli anni, i corleonesi. Salvatore Riina, Bernardo Povenzano, Leoluca Bagarella. Di lì a poco sarebbe comparso, sul luogo dell’eccidio, un cartello pesante come un macigno: ” Qui è morta la speranza dei siciliani onesti”.
Fedele servitore dello Stato, divenne ben presto responsabile dei servizi antiterrorismo su tutto il territorio nazionale, durante i difficili “anni di piombo”. Tra le sue operazioni più importanti il blitz al covo delle BR di via Montenevoso a Milano durante il quale furono ritrovati documenti inediti sui giorni di prigionia di Aldo Moro. A tale episodio (ma anche a tanto altro) si fa riferimento in un libro molto interessante, ” Sragione di Stato”, di Camillo Arcuri. Un lavoro impegnativo, tutto incentrato sulla testimonianza del Generale Nicolò Bozzo, al fianco di Dalla Chiesa per ben dieci anni, dal 1973 al 1982. Sono gli anni del terrorismo dicevamo. Ma anche della loggia massonica P2 e di Licio Gelli. Anni in cui la politica e le Istituzioni iniziano ad essere sotto scacco. Osservando quanto accaduto negli ultimi mesi è come se il tempo si fosse fermato. Un sistema illegale di reciproci favori nel quale rischiò di cadere anche il Generale Dalla Chiesa. E’ l’ottobre del 1976 e la pratica di promozione di Dalla Chiesa da Generale di Brigata a Generale di Divisione si ferma inspiegabilmente nonostante i lusinghieri risultati ottenuti nella lotta al terrorismo. I tentacoli piduisti hanno ormai “puntato” Dalla Chiesa e si materializzeranno concretamente quando il Generale Picchiotti ( il vice-Gelli) andrà a fargli visita, proponendogli l’adesione alla P2. Durante l’incontro la stessa sarà presentata come “associazione legittima tra persone che contano” tra cui alti prelati, cardinali e rappresentanti delle Istituzioni . In pratica il messaggio era “aderisci perché così fan tutti”. Quando Dalla Chiesa decise di apporre la sua firma sul modulo consegnatogli dal Generale Picchiotti la pratica di avanzamento ripartì miracolosamente e in tempi brevissimi fu nominato Generale di Divisione. Ricevuto, successivamente, l’invito a partecipare, presso l’Hotel Excelsior a Roma, alla cerimonia di investitura ufficiale e di affiliazione, il Generale Dalla Chiesa non si sarebbe mai recato a quell’appuntamento nonostante le pressioni di Licio Gelli.
Il piano di occupazione antidemocratica delle Istituzioni era, pertanto, già in piena realizzazione ma, nonostante la cultura del “così fan tutti”, Dalla Chiesa non avrebbe fatto parte degli elenchi piduisti che, alcuni anni dopo, sarebbero stati scoperti e divulgati.





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