Archivio per la Categoria “Ugento”

Ma questa terra come si vede, come si rappresenta a se stessa, come si immagina? Come la immaginiamo la nostra terra, il nostro paese?…. Ci poniamo il problema o ci basta dire “così è sempre stato e sempre sarà così?
Davvero ci basta credere che nulla di ciò che accade dipende dal nostro impegno o dalla nostra indignazione? Che in fondo tutti abbiamo di che campare e quindi tanto vale vivere la propria vita quotidiana e nient’altro? Ci bastano queste risposte per andare avanti? Ci basta dire “non faccio niente di male, sono una persona onesta” per sentirci innocenti? Lasciarci passare le notizie sulla pelle e sull’anima? Vogliamo continuare a galleggiare? Vogliamo continuare a far finta di niente?……….
……Non posso credere che la denuncia sia ormai solo compito di pochi singoli e gruppi che interpretano il ruolo della società civile. E il resto? Gli altri se ne stanno buoni e zitti, tramortiti dalla paura? La paura. L’alibi maggiore. Fa sentire tutti a posto perchè è in suo nome che si tutelano la famiglia, gli affetti, la propria vita innocente, il proprio sacrosanto diritto a viverla e costruirla.
Eppure non avere più paura non sarebbe difficile. Basterebbe agire ma non da soli. La paura va a braccetto con l’isolamento. Ogni volta che qualcuno si tira indietro crea altra paura, che crea ancora altra paura, in un crescendo esponenziale che immobilizza, erode, lentamente manda in rovina…….
….Chiedo alla mia terra se riusciamo ancora ad immaginare di poter scegliere. Chiedo se siamo in grado di compiere almeno quel primo gesto di libertà che sta nel riuscire a pensarci diversamente, pensarci liberi. Non rassegnarsi ad accettare come un destino naturale quel che è invece opera degli uomini.
Tratto da “La Bellezza e l’Inferno di Roberto Saviano”
3 Commenti »
Circa due settimane fa, a detta di molti, la giustizia si è affacciata su Ugento in merito all’omicidio di Peppino Basile. Ho preferito e preferisco non commentare la notizia riguardante l’arresto dei due presunti colpevoli perché ritengo, come più volte manifestato, che la magistratura debba arrivare il più serenamente possibile a far luce su questo barbaro delitto. Tuttavia, non posso sottrarmi dal fare alcune domande.
Cosa ci sarebbe da festeggiare di fronte all’arresto di due persone che, fino a definitiva eventuale condanna, hanno diritto alla presunzione d’innocenza?
L’arresto dei Colitti significa la automatica soluzione di tutti i problemi di Ugento?
Non esistono più i problemi relativi alla ex discarica burgesi?
Non esiste più il PCB rilevato in seguito al prelievo effettuato nei pozzi spia della stessa discarica?
Abbiamo dimenticato i 400 ettari di terreno sottratti inspiegabilmente negli anni al Parco Litorale di Ugento per liberarli da qualsiasi vincolo paesaggistico?
Non esiste più la scellerata gestione di Burgesi da parte della Monteco?
Abbiamo dimenticato la “faciloneria” con la quale si da in concessione ai privati la gestione dei servizi pubblici?
E poi, Ugento è proprietà esclusiva di una parte politica ( come dichiarato nei forum da qualche esaltato anonimo) o bensì di tutti gli ugentini?
Si attendono cortesemente delle risposte……
1 Commento »

“Per una sera sono orgoglioso di essere ugentino”.
E’ stato questo il pensiero che due sere fa, dopo la manifestazione in memoria di Peppino Basile, si è impossessato della mia mia mente. Una mente occupata, nell’ultimo anno, dall’omicidio dello stesso Peppino, dalle vicende della discarica di Burgesi, dai sospetti intorno alla costruzione del mega villaggio turistico all’interno del Parco Naturale di Ugento, da alcuni episodi intimidatori subiti da nostri concittadini.
Alcuni sostengono che Peppino Basile sia “servito” più da morto che da vivo. Ad essi dico che se il risultato di ciò è aver risvegliato le coscienze, aver portato a galla alcuni intrecci politico-economici, di natura illecita, avvenuti negli ultimi vent’anni, aver potuto parlare di legalità ad una piazza di 500-600 persone (come quella di due sere fa), allora è bene che ciò sia avvenuto. Anche dopo la sua morte Peppino si è messo al nostro servizio.
Noi, come sottolineato da don Stefano Rocca durate la messa di domenica scorsa, abbiamo il dovere di chiedergli perdono per non averlo sostenuto nelle sue battaglie contro il SISTEMA, quello degli “amici degli amici”, quello che si arroga il diritto di decidere chi deve vivere nel benessere e chi deve tirare a campare, quello che assicura opportunità solo ad una ristretta cerchia di individui, obbligando i molti ad elemosinare ciò che è un diritto sancito dalla costituzione e che, come tale, dovrebbe essere garantito: il lavoro.
Ecco perchè quella piazza, della quale ho avuto l’onore e il piacere di fare parte, dovrà continuare a battersi, affrontando con coraggio tutte le difficoltà politiche, economiche, culturali che troverà sulla sua strada. Siamo solo all’inizio, è vero, ma sono assolutamente convinto che ce la faremo. Tutti insieme.
Invito, pertanto, NOI ugentini ad alimentare costantemente la curiosità riguardo le modalità di gestione della cosa pubblica, ad avere l’ambizione del cambiamento e a divenire artefici del proprio destino.
LEGGI ANCHE SU SLANCIO GIOVANILE IL POST RIFLESSIONI IN MERITO ALLA RATIFICA DEL TRATTATO DI AMICIZIA, COOPERAZIONE E PARTENARIATO ITALIA-IRAQ
3 Commenti »

Sono mesi di altissima tensione ad Ugento. L’omicidio di Peppino Basile, nel giugno scorso, l’attentato incendiario, avvenuto due giorni fa, all’abitazione di Bruno Colitti, l’imprenditore che circa due anni fa, autodenunciandosi, fece scattare l’inchiesta sulla discarica di contrada Burgesi. E ancora l’atto vandalico subito da Simone Colitti geometra e tecnico ambientale di Ugento nonchè militante dell’Italia dei Valori e le sistematiche minacce ai danni del parroco Don Stefano Rocca.
Questo mio intervento non intende lanciare accuse nei confronti di alcuno, bensì mettere in risalto come, di fronte ad un redivivo interesse dei cittadini ugentini per le modalità di gestione della cosa pubblica, si siano clamorosamente verificati questi episodi di violenza ed intimidazione. L’impegno in questi mesi di Don Stefano Rocca, chiamato ingiustamente da alcuni ugentini “prete forestiero” (per le sue origini taurisanesi), è stato fondamentale per il risveglio delle coscienze. Ugento ha bisogno di partecipazione e legalità. Indipendentemente dagli autori e dal movente dell’omicidio Basile, sul quale la magistratura deve svolgere il proprio lavoro nella più totale serenità, gli ultime intimidazioni ai danni di Bruno Colitti ( incendio della casa) e Simone Colitti ( lancio di un macigno di 17 Kg contro la sua auto in sosta) dimostrano come l’opinione pubblica si stia interessando di questioni ( discarica Burgesi e privatizzazione della pineta comunale) delle quali sarebbe meglio non si occupasse, in quanto rientranti in un ampio e diffuso sistema di illegalità presente sul territorio ugentino. Sarà la magistratura a chiarire le responsabilità penali, ed eventualmente politiche, nelle inchieste in corso ma finalmente una parte degli ugentini ha capito che Ugento appartiene a tutti e che una ristretta e sceltissima cerchia di individui non può deciderne il bene e, in gran parte dei casi, il male per il raggiungimento dei propri interessi.
Nessun Commento »
|