Posts Tagged “Disegno di legge n.1956”

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Sono molti, negli ultimi giorni, gli spunti di carattere politico che, indubbiamente, meriterebbero un approfondimento: la visita di Berlusconi in Israele, la legge sul legittimo impedimento, la decisione del governo di impugnare, davanti alla Corte Costituzionale, le leggi di Campania, Puglia, Basilicata che vietano l’installazione di centrali nucleari sui propri rispettivi territori.
Nonostante ciò, vorrei però soffermarmi su un provvedimento ( il disegno di legge n. 1956), in discussione in aula al Senato, nel quale si prevede la trasformazione della Protezione Civile in una S.p.A. a capitale interamente pubblico, “al fine di garantire economicità e tempestività agli interventi del Dipartimento della Protezione Civile”. In pratica pur se la titolarità della stessa Protezione Civile continuerà a rimanere del Dipartimento, facente capo alla Presidenza del Consiglio, le funzioni strumentali passeranno interamente nelle mani della Protezione Civile Servizi S.p.A, la quale acquisirà le competenze ed il know how necessari ad affrontare le situazioni di emergenza e di calamità che potrebbero verificarsi sul territorio italiano. Pertanto, il rapporto tra il Dipartimento e tale S.p.A sarà regolato da un contratto di servizio i cui contenuti, assieme ai costi che dovranno essere sostenuti ogni volta che il Dipartimento chiederà l’impiego del personale, sono ancora, peraltro, del tutto sconosciuti. Gli unici due aspetti certi della vicenda sono che i sindaci verranno svuotati delle loro competenze in materia di Protezione Civile e che, essendo la società che si sostituirà a capitale interamente pubblico (inizialmente di un milione di euro), qualora si verificassero perdite di bilancio, le stesse sarebbero socializzate, cioè pagate dai cittadini, attraverso continui aumenti di capitale che, secondo quanto previsto dal comma 2 dell’art. 16 del suddetto disegno di legge, “sono determinati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze”.
Ho la sensazione (e forse anche più) che si stiano beffando, per l’ennesima volta, i cittadini italiani.

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