La chiusura di un’epoca
Scritto da Salvatore Ventruto in Politica, tags: Berlusconi, Fini, PDL
Circa un anno fa parlai, in questo spazio, di PDL che, fin dalla sua nascita, si contraddistingueva per le vedute non proprio comuni dei due cofondatori: il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e quello della Camera Gianfranco Fini. Due leader che, dal marzo del 2009 ad oggi, hanno via via acuito le loro distanze. Su tutti i fronti. Sull’organizzazione del partito ( il PDL non è una caserma ripeteva costantemente Fini) e su questioni prettamente politiche (su tutte l’immigrazione, la legalità, la laicità dello stato, il testamento biologico). Ad esse si sono sicuramente aggiunte comuni ambizioni personali. Entrambi puntano, infatti, nel 2013, anno in cui finirà il mandato di Giorgio Napolitano, al Quirinale. Fini si è opposto a tutto (o quasi) negli ultimi mesi. Ha criticato il DDL intercettazioni ( a dir poco vergognoso e voluto fortemente dal Premier in nome della difesa della privacy), costringendo la maggioranza a modificarne il testo originario e rimandandone l’esame in aula a settembre. Ha espresso continuamente la propria contrarietà per la posizione dominante della Lega all’interno della coalizione di Governo. Si è opposto duramente alla nomina a Ministro per l’Attuazione del Federalismo di Aldo Brancher che, appena dopo aver giurato dinanzi al Capo dello Stato, ha tentato opportunisticamente di avvalersi del legittimo impedimento. Dopo soli 17 giorni lo stesso Brancher è stato costretto a dimettersi. L’aveva fatta troppo grossa agli occhi dell’opinione pubblica!!! Anche su Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia, Fini non si è tirato indietro dal dire la sua ( “qualsiasi governo serio non dovrebbe accettare che chi ha avuto e continua ad avere comprovati rapporti col clan dei Casalesi continui a fare il sottosegretario”). Cosentino pochi giorni dopo si sarebbe (finalmente !!!) dimesso. E poi i continui richiami sugli innumerevoli tentativi di leggi ad personam da parte del Premier ( il lodo Alfano, il processo breve e, per ultimo, il legittimo impedimento, sulla cui legittimità costituzionale si pronuncerà la Consulta il prossimo 14 dicembre) nonché l’insofferenza verso quella parte del PDL che delegittima costantemente il lavoro dei magistrati e assurge a propri eroi personaggi come Vittorio Mangano. E’,dunque, sul tema della legalità che negli ultimi mesi si è incentrato lo scontro tra Fini e Berlusconi, in passato uniti dal garantismo oggi divisi dall’illimitato desiderio di impunità del Premier e della sua cricca. Oggi su “Il Fatto Quotidiano” Furio Colombo, a proposito della rottura tra Berlusconi e Fini e della conseguente formazione in Parlamento, da parte di quest’ultimo, di un proprio gruppo parlamentare (“Futuro e Libertà per l’Italia) parlava di “giorno di inizio della fine”. Non sarei per ora così ottimista ma sicuramente si è chiusa un’epoca.


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