Poi…
Scritto da Salvatore Ventruto in Politica, tags: Berlusconi, Giustizia, Magistratura, PoliticaSiamo il paese delle procure della Repubblica che fanno politica.
Siamo il paese dei politici che cercano di fuggire dal giudizio delle procure.
Siamo il paese della magistratura “sovversiva” che cerca con le proprie inchieste di ribaltare il voto degli elettori.
Siamo il paese dei politici che ci propinano la riduzione dei tempi di prescrizione dei processi come strada maestra per velocizzare lo svolgimento degli stessi ed avere una giustizia più rapida ed efficiente.
Siamo il paese dei giudici che impiegano ben nove anni a scrivere le motivazioni di una sentenza di condanna contro esponenti mafiosi.
Siamo il paese dei giudici incapaci di svolgere correttamente e con competenza il loro lavoro.
Siamo il paese dei giudici impossibilitati a svolgere correttamente e con competenza il proprio lavoro.
Siamo il paese in cui gli avvocati difensori di Berlusconi, eletti in parlamento, propongono riguardo la giustizia le più grandi ed inimmaginabili porcherie, parlando costantemente di riforma della stessa ma producendo sostanzialmente provvedimenti ad hoc per il proprio assistito (nonché nostro presidente del Consiglio)
Siamo il paese in cui i politici sotto processo dichiarano, senza quasi mai dimettersi, la piena volontà a collaborare con la magistratura affinché tutto possa positivamente chiarirsi nel più breve tempo possibile.
Siamo il paese in cui sempre tali politici invocano costantemente il legittimo impedimento istituzionale quando è il momento di presentarsi alle udienze.
POI siamo ANCHE il paese dei giovani inoccupati o disoccupati.
Siamo il paese delle platoniche pari opportunità.
Siamo il paese che non dispone, al contrario degli altri paesi europei, di una adeguata legge sugli ammortizzatori sociali.
Siamo il paese che non finanzia la ricerca scientifica.
Siamo il paese che investe sul nucleare piuttosto che sulle fonti alternative.
Siamo il paese del lavoro sommerso e dell’evasione fiscale più alta d’Europa.
Siamo il paese in cui una paziente, dopo aver atteso quattro ore nella corsia di un pronto soccorso, muore per non essere stata assistita e curata nei modi e nei tempi giusti.
Siamo il paese delle lunghe liste d’attesa nell’erogazione di prestazioni sanitarie pubbliche.
Siamo il paese che perde progressivamente i propri giovani saperi.
Siamo il paese dei clientelismi.
Siamo il paese delle due velocità.
Siamo il paese della mafia, della camorra, della ‘ndrangheta e di altre piccole o grandi organizzazioni criminali.
Ma di ciò sembra che in pochi si siano accorti negli ultimi quindici anni.


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