L’alternativa alla politica di oggi
Scritto da Salvatore Ventruto in Politica, tags: KrippendorffNei giorni scorsi mi sono imbattuto nella lettura di un saggio del sociologo e politologo tedesco Ekkehart Krippendorf all’interno di un libro estremamente interessante di Duccio Zola dal titolo “Dopo la politica”.
Krippendorff esorta a recuperare una concezione della politica fatta di “buone pratiche e di piccoli gesti quotidiani” considerandola come via efficace per cambiare, giorno dopo giorno, la società in cui viviamo. Nel suo intervento il politologo tedesco fa autocritica sottolineando la natura disumanizzante e alienante della politica professionista intenta a trascurare l’individuo, con i suoi comportamenti e le sue scelte, in nome dei risultati e dei successi elettorali e politici. Ecco quindi la necessità di recuperare una concezione della politica che parta dal basso in quanto idonea a rimettere al centro di ogni discorso l’individuo e la dignità della sua azione. “Non bisogna scoraggiarsi, prosegue Krippendorff, pensando che la propria azione non abbia conseguenza in quanto si è soli tra migliaia di persone”. Dobbiamo invece insistere perché il recupero di dignità dell’azione individuale rappresenta l’alternativa alla politica di oggi, fatta di fredde macroanalisi, inutili sondaggi e infinite polemiche.
Per poter riabilitare la politica bisogna dare importanza alle piccole azioni, a quello che fa l’individuo sia singolarmente sia partecipando a piccoli gruppi. La costruzione di una strada, l’apertura di un servizio sociale per gli immigrati o per gli anziani, la costruzione di una pista ciclabile, l’abbattimento di una barriera architettonica, la creazione di una struttura di sostegno per i meno abbienti, precisa Krippendorff, è politica. La politica è fatta, soprattutto, di empatia ed emozioni, è capacità di capire lo stato dell’altro al fine di farlo proprio e poterlo risolvere. A tal proposito lo studioso tedesco considera fondamentale “arrivare a vedere il mondo da punti di vista diversi, attraverso l’impostazione di una dialettica non distruttiva tra noi e gli altri”. È questa la strada da percorrere per poter riumanizzare la politica e ritornare a vederla come nostra compagna di vita.


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