Posts Tagged “Mafie”

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E’ sfuggito circa una settimana fa, per la terza volta in sei anni, ad un attentato di Cosa Nostra. Vive blindato in una casa bunker, monitorato costantemente da sei agenti di scorta.
In una intervista al quotidiano “La Stampa” ha dichiarato: “io rappresento la causa della fine degli appalti facili, dell’allontanamento dal comune di tutti i dipendenti sospetti, della rivolta degli imprenditori che non pagano più il pizzo e accettano le regole della legalità”.
E’ Rosario Crocetta, sindaco di Gela, impegnato in prima persona nella battaglia contro Cosa Nostra. Un uomo, prima che un politico, di grande coraggio, che diventa sindaco nel 2003, (nonostante avesse perso le elezioni per 107 voti) dopo l’accertamento da parte del TAR, tramite “l’odiato” strumento delle intercettazioni, di pressioni mafiose sui presidenti di seggio, finalizzate ad ostacolarne l’elezione. Un sindaco che fa della lotta alla mafia e della legalità il pilastro della sua politica, animato dalla convinzione che la battaglia contro cosa nostra sia lotta di liberazione, lotta per un lavoro pulito, lotta per il riconoscimento a tutti di concrete ed uguali opportunità di realizzazione personale.
Una politica finalizzata a ripulire il sistema degli appalti, per farlo diventare più trasparente ed equo, incentrata sulla disgregazione delle connivenze politico-mafiose locali, oltre che sul contrasto alle clientele di cosa nostra, indirizzata alla difesa degli imprenditori onesti e al depotenziamento del pizzo, primario strumento di autofinanziamento delle cosche. Tutti provvedimenti che hanno portato Crocetta alla rielezione alla carica di primo cittadino, nel 2007, con una percentuale di consensi vicina al 66%. Una vittoria, quindi, anche culturale, una storia personale e politica alla quale molti sindaci, e non solo, farebbero bene ad ispirarsi.

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“Saremo una spina nel vostro fianco, con le nostre idee e il nostro impegno.”
Don Luigi Ciotti ha lanciato ieri, durante la manifestazione anti-camorra svoltasi a Napoli, un importante messaggio alle istituzioni, esortandole ad un maggiore impegno nella lotta alla criminalità organizzata.
Giovani provenienti da tutta Italia, famiglie, parenti delle vittime di mafia si sono incontrati per cementare la loro voglia di legalità, di giustizia, e per dire NO a tutte le mafie.
Ho visto tanto coraggio, determinazione e rabbia tra i partecipanti, un fermento sociale che rappresenta elemento fondamentale di qualsiasi cambiamento. La partecipazione di migliaia di giovani ha riempito di ulteriore significato tale manifestazione: le nuove generazioni debbono essere incoraggiate a dare il loro fondamentale contributo per una società migliore, e devono assumere consapevolezza delle loro capacità, nonchè del loro sapere e delle loro competenze.
Si sostiene da sempre la necessità di uno stato forte, di una classe politica attivamente impegnata, attraverso l’adozione di efficaci politiche sociali e del lavoro, nella lotta alla mafia.
La mafia attinge dove lo stato è assente, ed è la mancanza di lavoro che alimenta il reclutamento mafioso.
Ci sono politici che svolgono impeccabilmente la loro missione, ma le connivenze mafia-politica e la presenza di alcuni parlamentari che utilizzano il mandato degli elettori per soddisfare esclusivamente i propri interessi e per garantirsi l’immunità priva, irrimediabilmente, l’azione dello stato di efficacia, forza e credibilità.
Questa altalena di impegno e disimpegno ha indubbiamente permesso e permette alle mafie di avere il tempo di riorganizzarsi e di cambiare pelle.
La manifestazione di Napoli è la dimostrazione di come le coscienze si stiano risvegliando, di come una parte della società civile voglia porsi come spina nel fianco delle istituzioni. Dobbiamo essere sempre di più.

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