Posts Tagged “Mezzogiorno”

Dopo le ripetute “minacce”, da parte di alcuni esponenti del PDL, di costituzione di un partito del Sud ed il conseguente “miracoloso” sblocco, da parte del governo Berlusconi, dei fondi FAS (circa 4 miliardi di euro) a favore della Regione Sicilia sembra che le acque all’interno della coalizione di centrodestra si siano, almeno per il momento, calmate. Dopo aver dedicato il precedente post a questo tema, ieri sulla Gazzetta del Mezzogiorno mi sono imbattuto nella lettura di due interessanti articoli, redatti da Monsignor Cosmo Francesco Ruppi e dall’avvocato Giovanni Sinesi, nei quali si focalizzava efficacemente l’attenzione sui alcuni reali problemi del mezzogiorno, proponendo alcune soluzioni.
A tal proposito, riporto alcuni stralci:

“……la questione meridionale non si risolve con le elemosine, col trasferimento delle risorse, peraltro urgente e necessario; non si risolve annunciando futuri piani o assetti di governo…… ma con una inversione di mentalità e di programmi, che vanno studiati dagli stessi uomini che operano e lavorano nel Mezzogiorno d’Italia. …… Bisogna che i partiti facciano un passo indietro e che sorga una nuova classe dirigente, un nuovo meridionalismo che non faccia solo analisi storico-sociologiche ma anche piani di sviluppo e progetti organici per superare il gap che divide il Sud dal Nord”. (Arc. Cosmo Francesco Ruppi)

“ …………..Ci esprimiamo soltanto a livello individuale, continuiamo a frammentarci in piccole imprese incapaci di affrontare il mercato con la dovuta energia e dimensione, pur dominati da comuni esigenze che restano insoddisfatte. ……Non riusciamo ad aggregarci, a fare sistema, esprimiamo ancora un infantilismo strutturale, una diffidenza atavica e non ci accorgiamo che l’individualismo costituisce la causa prima del nostro mancato sviluppo
In riferimento ai giovani: ………. “Non chiedete allo stato solo più protezione, chiedete anche e soprattutto più libertà economica. Non puntate al potere a tutti i costi, ma al profitto guadagnato onestamente. Non sognate il posto pubblico, ma affrontate il rischio dell’iniziativa privata. Non implorate soldi pubblici ma sgravi fiscali. Non pensate che la politica sia la soluzione dei problemi, anzi spesso e volentieri la politica (soprattutto quella di oggi) è all’origine della questione meridionale”. ….. (Avv. Giovanni Sinesi).

Sono, come detto, soltanto alcuni estratti sui quali sarebbe, a mio modesto parere, interessante riflettere.
Per il resto sulla questione meridionale ho già espresso la mia opinione.

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adriana_poli_bortone

“I miei convincimenti in tema di Mezzogiorno e l’attuale scarsa attenzione nei riguardi di un territorio di rilevante importanza per l’Europa e l’area del Mediterraneo, mi impediscono di mantenere la carica, seppur elettiva, di coordinatore regionale di Alleanza Nazionale.”
Con queste parole il 22 gennaio scorso Adriana Poli Bortone si è dimessa dalla carica di coordinatrice di Alleanza Nazionale in Puglia. La Poli, ormai da decenni uno dei politici di riferimento per il nostro mezzogiorno, rimprovera al governo di riservare poca attenzione ai problemi e alle esigenze del sud. L’abbandono del meridione e il suo sottosviluppo costituiscono, tuttavia, un problema fortemente datato del quale solo ora l’ex ministro Poli Bortone sembra accorgersene. Basti pensare che la prima volta che nel parlamento italiano si fece riferimento alla “questione meridionale” fu addirittura nel 1873. Da allora il dibattito sull’arretratezza del mezzogiorno rispetto alle regioni del nord è rimasto sempre attuale ma, in più di un secolo, nulla è cambiato.
In questi ultimi anni è prepotentemente entrato nei salotti politici il tema del Nord (con annesso federalismo fiscale) mentre la questione meridionale ha continuato ad aggravarsi e le differenze tra Nord e Sud del Paese sono diventate abissali, manifestandosi innanzitutto riguardo ai dati sul lavoro. A tal proposito basti pensare che al Nord lavorano sessantacinque persone in età lavorativa su cento, mentre al sud sono solo quarantacinque. Se a questo dramma aggiungiamo la presenza della criminalità organizzata, la mancanza di infrastrutture, lo spreco di denaro pubblico e la presenza di corposi “uffici di collocamento” alle dirette dipendenze dei partiti o degli uomini politici di turno allora il gioco è fatto.
La situazione del mezzogiorno è molto grave e nulla è stato fatto per migliorarla. Le politiche economiche adottate negli ultimi decenni non sono riuscite ad offrire opportunità stabili di lavoro alle donne del mezzogiorno, non hanno migliorato le loro condizioni di vita e non hanno restituito ai giovani la speranza di trovare vere opportunità di crescita professionale e di carriera, condannandoli a una vita lavorativa caratterizzata da continui passaggi da un contratto instabile all’altro e all’assenza della benché minima mobilità verso l’alto. Ecco perché la motivazione fornita dall’ex sindaco di Lecce (divenuta parlamentare per la prima volta addirittura nel lontano 1983) riguardo l’abbandono del PDL mi lascia sgomento e, in qualche modo, mi fa sentire preso per i fondelli.

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