Qualcosa non mi torna
Scritto da Salvatore Ventruto in Politica, tags: Federalismo Municipale, RiformeDa anni si parla del federalismo fiscale come di una necessità, una nuova dottrina politico-economica dalla cui (graduale) applicazione dipenderebbe il futuro, in positivo o in negativo (a seconda dei punti di vista), del nostro paese.
Alcuni addetti ai lavori affermano che il federalismo permetterà alle varie aree del paese di auto sostenersi ed autoregolamentarsi. Sento, spesso, fare riferimento anche alle maggiori possibilità, dal punto di vista del controllo e del giusto utilizzo delle risorse, che il federalismo fiscale garantirebbe alle popolazioni residenti.
Insomma tramite il federalismo si dovrebbe maggiormente controllare la spesa, evitando lo spreco o il mal utilizzo di denaro pubblico, “peccato” storico del bel paese, e si creerebbe, inoltre, un rapporto più stretto e trasparente tra governanti e governati.
Tuttavia, spulciando il decreto sul federalismo municipale, apprendo, con stupore, della possibile introduzione di una tassa di soggiorno che, applicata secondo criteri di gradualità e sino ad un massimo di 5 euro a notte, andrebbe a finanziare interventi in materia di turismo, di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali nonché di servizi pubblici locali.
A questo punto la domanda sorge spontanea, come diceva anni addietro un famoso conduttore televisivo: in che modo il turista potrà costantemente controllare che le risorse, prelevate dalle sue tasche, siano correttamente spese? E’ soprattutto, nel caso in cui ciò non avvenga, (cosa molto probabile) come potrà, di conseguenza, rivalersi, dal punto di vista politico, su quella amministrazione locale, colpevole di non aver fatto il proprio dovere?
Scusatemi ma, anche in questo caso, qualcosa non mi torna.



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